MILANO VERSO IL 2030: L’URGENZA DEL SECONDO PASSANTE FERROVIARIO

Entro il 2030 il nodo ferroviario di Milano si troverà ad affrontare una pressione senza precedenti. Sulla Cintura ferroviaria, già oggi vicina al limite di saturazione, si aggiungeranno agli attuali 90 treni merci ben 170 nuovi convogli provenienti da Chiasso e altri 88 dal Sempione. Un incremento che rischia di trasformare una criticità strutturale in una vera e propria emergenza per la mobilità lombarda e nazionale.

Di fronte a questo scenario, la realizzazione della Cintura Ovest, nota anche come Secondo Passante Ferroviario di Milano, non appare più come un’opzione da discutere, ma come una necessità improrogabile. L’obiettivo è chiaro: sgravare la Cintura ferroviaria esistente, in particolare quella orientale, redistribuendo parte del traffico pendolare e merci su un nuovo asse occidentale capace di riequilibrare l’intero sistema.

La chiusura di Milano Porta Genova ha già offerto un’anticipazione concreta di ciò che accade quando il nodo milanese viene messo sotto stress. I disagi e i ritardi si sono propagati a catena su tutta la rete, penalizzando pendolari e viaggiatori occasionali. Ma l’impatto non è stato soltanto ferroviario. Il venir meno di uno scalo storico ha avuto ripercussioni anche sul tessuto urbano ed economico, contribuendo a un calo delle presenze lungo l’area dei Navigli, con effetti negativi per il commercio e la vita di quartiere.

È in questo contesto che si leva una richiesta ormai condivisa da più soggetti: associazioni dei pendolari, associazioni dei commercianti ed enti pubblici chiedono con forza l’immediata cantierizzazione del Secondo Passante Ferroviario di Milano. Una richiesta che nasce dal basso ma che si fonda su dati oggettivi e su una visione di lungo periodo dello sviluppo infrastrutturale della città.

La Cintura Ovest non rappresenterebbe soltanto una risposta all’aumento dei treni merci internazionali, legati ai corridoi del Gottardo e del Sempione, ma anche un investimento strategico sulla qualità del trasporto pubblico locale. Spostare una parte dei treni pendolari dalla Cintura Est a quella Ovest significherebbe aumentare l’affidabilità del servizio, ridurre i ritardi e migliorare la vivibilità urbana, limitando l’impatto del traffico ferroviario sui quartieri più congestionati.

Milano è da sempre uno snodo cruciale dei collegamenti europei e nazionali. Proprio per questo non può permettersi di rincorrere le emergenze. Senza una decisione rapida sulla Cintura Ovest, il rischio è quello di arrivare al 2030 con un’infrastruttura inadeguata, incapace di sostenere i flussi previsti e di garantire un servizio efficiente a cittadini e imprese.

La cantierizzazione del Secondo Passante Ferroviario non è soltanto una questione tecnica, ma una scelta politica e strategica che riguarda il futuro della mobilità, dell’economia e della qualità della vita a Milano e nell’intera area metropolitana. Rimandare ancora significherebbe accettare il blocco; agire ora, invece, vuol dire preparare la città alle sfide che sono già alle porte.

Orizzonte 2040-2050 potrebbe essere necessario il Passante Alta Velocità, ma dipenderà dalla domanda e offerta di Lunga Percorrenza.

Roberto Aureli

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2 comments

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Fausto Bagnato

Ricordo male, si lavorava o no al progetto “AUTOSTRADE DEL MARE”? Potenziare i porti strategici non sarebbe più economicamente conveniente?

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Associazione Regionale Trasporti

Costa meno ripristinare la Cintura Ovest di Milano e spostare il traffico pendolare dalla direttrice di Milano Greco e da Milano Certosa sulla cintura Ovest permettendo così ai treni S9 e ai Genova nonché agli Alessandria/Mortara di toccare Milano Garibaldi.

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