I MIGRANTI INTERNAZIONALI. UN PROBLEMA IRRISOLTO
Premessa. Secondo le stime ONU, i migranti internazionali sono 304 milioni, pari al 3,7% della popolazione mondiale. Sono quelli, che vivono da oltre un anno in un Paese diverso da quello di residenza. Erano la metà 30 anni fa. Questa mobilità è generata dall’intreccio di diseguaglianze economiche, dinamiche demografiche e politiche, conflitti. Le principali mete sono innanzitutto l’Europa, poi seguono l’Asia ed il Nord America.
I PERCHÉ DI QUESTA MOBILITÀ E GLI EFFETTI
L’EUROPA con 450 milioni di abitanti concentra il 14,2% del PIL mondiale, con un reddito pro capite di 62 mila dollari. La sua popolazione invecchia e si riduce. Nascono pochi bambini. Nel 2050 ci saranno 29 milioni di europei in meno. L’Europa dovrà dipendere sempre più dall’arrivo di migranti internazionali. Si sta strutturando per tale necessità?
L’ASIA con i suoi 4,7 miliardi di abitanti è il baricentro demografico mondiale. Spicca e fa strame il “modello del Golfo”. I lavoratori stranieri arrivano principalmente da Pakistan e Bangladesh. Questi lavoratori vengono sfruttati fino all’osso. Sono 31 milioni di immigrati. Consentono ai cittadini arabi di essere mantenuti, per avere molti figli e molta fortuna.
IL NORD AMERICA con i suoi 385 milioni di abitanti ed un PIL pro capite di 83 mila dollari, rimane molto attrattivo. L’attuale tasso di fertilità è di 1,63 figli per donna. Inferiore al tasso di sostituzione che è 2,1. Un po’ meglio dell’Europa. Sfido Trump a fermare un esodo che ha un suo perché. Non sarà certo la sua Remigrazione a stoppare questi bisogni.
L’AFRICA è il continente con più giovani. Ha una demografia in crescita e nel 2050 avrà un miliardo di abitanti in più. È difficile che anche l’Africa abbia fenomeni d’ immigrazione. È drammatico il suo reddito pro capite. 6700 dollari.
Nel Nord del mondo vive il 16,9% della popolazione globale, con il 44% della ricchezza. Reddito annuo 62.800 dollari. Nel Sud risiede il restante 83% della popolazione con un reddito medio annuo di 15.800 dollari. È una miseria di massa. Questa frattura spinge milioni di persone a cercare altrove nuove opportunità ed anche dignità. Voi non lo fareste? Nel 2024 risultano 673 milioni le persone che nel mondo soffrono la fame. 2,3 miliardi vivono l’insicurezza alimentare. I conflitti non sono mai stati così numerosi. Oggi si contano nel mondo 61 guerre e 74 conflitti interni. Sono 123,2 milioni i migranti forzati per persecuzioni, violenze e disastri ambientali. Chi ha interesse ad alimentare ciò?
IL PARADOSSO EUROPEO
L’Europa vive un paradosso. Ha bisogno di giovani e manodopera. Il 3/4 delle imprese fanno fatica a trovare lavoratori. Ciononostante, prosegue la pratica dei respingimenti, delle esternalizzazioni e delle detenzioni alle frontiere. L’Europa copia Trump. Magari lo fa con meno clamore, ma istituzionalizza l’esclusione e lo fa con analoga durezza. Nel 2024 gli attraversamenti irregolari verso la UE sono stati 240.021. Il 37,1% in meno rispetto al 2023.
Nel 2024 si stimano anche 120 mila respingimenti illegali. L’approccio securitario di UE e Frontex non è sempre lecito. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lamenta la mancanza di trasparenza, coordinamento e monitoraggio dei diritti. Vi è l’assenza di vie legali e sicure per accedere alla protezione. Aumentano il traffico di esseri umani e le tragedie in mare.
LA POPOLAZIONE STRANIERA IN ITALIA
Nel 2024 la presenza straniera in Italia ha toccato i 5.422.426 residenti. È il 9,2% della popolazione totale. Nel 2024 sono nati in Italia 370 mila bambini. È il nuovo minimo storico, con un saldo che favorisce i morti +39.109. Il 13,5% è figlio di genitori stranieri. Il 7,8% di coppie miste. Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 217.177.
I non comunitari titolari di permesso di soggiorno salgono a 3.810.741 (+203.581 rispetto al 2023). La maggioranza di essi è in Italia da più di 5 anni e possiede un permesso a tempo indeterminato. Tra i permessi rilasciati per la prima volta nel 2024 (290.119) spiccano ancora i motivi famigliari (35,9%). Hanno la stessa percentuale, quelli di protezione. Sono solo il 13,9% quelli rilasciati per motivi di lavoro. Approfondiamo.
GLI INGRESSI DI LAVORO E I DECRETI FLUSSI
La gestione dell’immigrazione per lavoro continua ad essere problematica. È però di importanza vitale per il nostro Paese. Nel biennio 2023-2024 le domande presentate nell’ambito del decreto flussi sono state 1.326.980. Fate bene attenzione. Sono 5 volte le quote di ingresso previste nello stesso periodo. 278 mila i posti disponibili e solo 247.597 quelli assegnati. Non è possibile, che le offerte provenienti dai datori di lavoro siano di molto maggiori, di quanto previsto dal decreto flussi.
Non è accettabile che il fatidico “click day” sia una lotteria digitale, non in grado di assegnare i già pochi posti disponibili. Abbiamo un decreto flussi che continua a lasciare senza risposta i tanti bisogni produttivi del Paese. È inadeguato. I ritardi dei nostri Consolati all’estero e le lentezze amministrative in Italia completano il quadro. Vi sono poi sempre molti stranieri, che vengono autorizzati all’ingresso, ma che non ottengono il permesso di soggiorno. Non è colpa loro, bensì delle disfunzioni burocratiche che citavo. Peccato che il lavoratore risulti inevitabilmente irregolare.
Arrivi in Italia su richiesta, ma ti ritrovi irregolare perché non risulti idoneo al permesso di soggiorno. Esiste un’unica tutela. Il “Permesso per attesa occupazione”. Peccato che nel 2024 solo il 33,6% delle Questure sia stato in grado di rilasciarlo.
Come vi sentireste voi? Ormai in Italia, non cerchereste magari un lavoro anche se in nero? Si chiama sopravvivenza. Dopodiché se vieni fermato, tu risulti uno straniero irregolare che soggiorna nel nostro Paese abusivamente. Una tragedia vallo a spiegare che sei una vittima del “click day” e di quei “decreti flussi” che sono un meccanismo avulso dalla realtà. Questo meccanismo, che non ha mai funzionato bene, non favorisce l’immigrazione regolare anzi la ostacola.
UNA SCUOLA CHE NON TRATTIENE
Nell’anno 2023-2024 gli alunni stranieri iscritti a scuola sono stati 931.323 su un totale di 8.035.009. È l’11,6% del totale. Il 65,2% di questi studenti stranieri sono nati in Italia. Purtroppo il tasso di abbandono è elevato. C’è da chiedersi il perché. L’incidenza degli alunni stranieri va dal 13,7% nelle scuole primarie al 12,6% nelle scuole medie. Alle superiori è l’8,6%. I 2/3 scelgono di iscriversi agli istituti tecnici, perché indirizzi più utili ad un immediato inserimento nel mondo del lavoro. Gli iscritti alle Università nell’anno 2023-2024 sono stati 132.152 e cioè il 6,7% del totale. Questi dati hanno un significato. Pochi giovani stranieri si iscrivono all’Università, anche perché ha costi ragguardevoli. I laureati fra loro sono solo il 5,4%. È una rappresentanza così esigua, da non consentire a questi giovani di concorrere per posti di lavoro a più alta qualifica. Tutto ciò compromette nelle nuove generazioni, la mobilità sociale. È facile da comprendere. Ascensore sociale bloccato.
DOPO TANTI NUMERI È NECESSARIO RIFLETTERE
Ecco il saldo della popolazione italiana nel 2050. Oggi siamo 59 milioni, nel 2050 saremo 54,7 milioni. Nel 2080 46,1 milioni. Progressivo invecchiamento. Gli over 65 saliranno dal 24,35 al 34,6%. La fascia in età lavorativa si ridurrà dal 63,5 al 54,3%. La riduzione della popolazione in età lavorativa avrà ripercussioni sulla produttività e la forza lavoro disponibile. È chiaro?
Chiediamo all’IA? ” l’Italia ha bisogno di immigrati per contrastare il declino demografico e sostenere l’economia. Dovrà garantire flussi consistenti e regolari per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro e mantenere sostenibile il welfare”
Ritengo sarà indispensabile favorire un processo di integrazione nel nostro tessuto sociale. Non basta l’accoglienza. E poi?
Occorre introdurre nuovi elementi conoscitivi, affinché possa prender piede una cultura aperta, che sta al passo con i tempi. Per l’italiano medio, l’immigrato è una figura poco raccomandabile. Esistono pregiudizi spesso immotivati e non lo si accetta. Una sorta di razzismo? A volte sì, ma spesso prevale l’ignoranza e l’egoismo. Si scorda che noi siamo un popolo di migranti. Dovrebbe avere un ruolo guida la politica, che invece si dimostra incapace, miope e persino complice nel voler respingere.
EPPURE SOSTENGONO L’ECONOMIA NAZIONALE
Già oggi gli immigrati regolari garantiscono un saldo netto positivo per le casse dello Stato. Riporto dati riferiti al 2023-2024. I lavoratori stranieri garantiscono un contributo di circa 4,6 miliardi di euro, grazie al maggior gettito fiscale e contributivo. Ha un ruolo la loro giovane età, che riduce le prestazioni sociali e previdenziali. Ma il contributo potrebbe essere maggiore.
EURISPES ci parla di 230 mila lavoratori agricoli, vittime del caporalato. Tanti nell’edilizia. Ma vogliamo parlare dei riders? Il contrasto al lavoro nero è un altro passaggio fondamentale per dare diritti e dignità. Avremmo meno lavoratori clandestini.
C’è il contributo del lavoratore dipendente, ma poi delle attività autonome. Nel 2024 si contano 667.767 imprese straniere. Sono piccole e medie imprese condotte da nati all’estero e che rappresentano l’11,3% delle attività autonome italiane. Rispetto al 2011 sono aumentate del 46,9% ed oltre un terzo di esse hanno già una storia di oltre 10 anni alle spalle.
LE MIE CONCLUSIONI
Sono consapevole, che quando si affronta il tema immigrazione è come camminare su un terreno minato. Ma si deve fare. Inutile negare che nel nostro Paese persistono pregiudizi che generano separatezza e conflitti. Spesso conta l’ignoranza. Spesso l’ignoranza non consente di superare steccati artificiali, opportunamente creati per creare una guerra tra poveri. Alcuni partiti politici hanno gravi responsabilità nell’alimentare un risentimento nei confronti degli immigrati. È deleterio.
Una volta c’erano i “terroni” che subivano penalizzazioni ed ostracismi dai settentrionali. Adesso tocca agli immigrati. Non lo si vuole ammettere, ma le condizioni di vita degli immigrati rispecchiano spesso mali sociali che erano già radicati. Disfunzioni endemiche già presenti ben prima che l’Italia diventasse un Paese di immigrazione. I ferocissimi campanilismi. Voglio aggiungere che oggi più che mai, non siamo un buon esempio per gli immigrati, che poi diventano capri espiatori. Per chi sostiene la Remigrazione ed in Italia c’è la Lega di Salvini, Sardone, Vannacci, la colpa è tutta loro. A casa vostra.
Sono stufo di far ricadere sugli immigrati, gran parte dei nostri problemi. Italiani doc, guardiamoci negli occhi, con onestà. Abbiamo un welfare che non funziona. La nostra politica ha scelto di far fare profitto ai privati anche nei servizi essenziali. È la logica liberista che ormai pervade ogni scelta. Se hai i soldi bene, puoi concederti tutto, altrimenti puoi anche morire. Alla faccia di una sanità pubblica, che dovrebbe privilegiare la cura e invece è definanziata, privilegiando la sanità privata. È colpa loro?
Ancora, non è forse vero che non siamo neppure in grado di ottenere stipendi e pensioni adeguate al costo della vita? Perché non si introduce una Nuova Scala Mobile, che tuteli i lavoratori ed i pensionati contro l’aumento dell’inflazione? Si approvano Finanziarie che peggiorano di fatto le nostre condizioni di vita quotidiana. Guardatevi l’ultima e capirete. Eppure non si ha il coraggio di introdurre una modesta Patrimoniale per i ricchissimi, che darebbe ossigeno al Paese. Si tolgono soldi vitali per il benessere di un popolo, per alimentare l’industria delle armi e consentire le guerre. Assurdo.
Qualcuno mi spieghi se è colpa loro o se invece, siamo noi cittadini doc che dovremmo farci un serio esame di coscienza.
I dati che vi ho riportato, sono tratti dal “Dossier Statistico Immigrazione 2025”. Chiesa Valdese, IDOS, Confronti, altri. Le dinamiche citate ci portano inevitabilmente verso un futuro che sarà multietnico, multiculturale, multirazziale. Dubbi? Lasciamo pure a Trump, alla sua Polizia ICE ed ai partiti della destra xenofoba europea, la bandiera della Remigrazione. Purtroppo genererà ancora conflitti e vittime, andrà contrastato, ma è un fenomeno antistorico destinato al fallimento.
Idealmente mi piacerebbe un mondo senza confini e senza frontiere, ma so bene che è un’utopia infantile, irrealizzabile. Quello che è invece alla nostra portata, è il favorire processi di integrazione che trasformino lo straniero in uno di noi. L’italiano nuovo sarà fra queste persone. Starà a noi, saper gestire questa transizione con saggezza e leggi adeguate. L’immigrazione è un fenomeno ineludibile e inarrestabile che sta scrivendo la storia. Tocca a noi scrivere bene la nostra.
Danilo Tosarelli

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