6 Gennaio 2026
NEVE FINO A GIUGNO AL MUDEC!
Nuova installazione nell’agorà in vista delle Olimpiadi
6 Gennaio 2026
Nuova installazione nell’agorà in vista delle Olimpiadi

Il successo di Chiharu Shiota in Italia risale al trionfo alla Biennale di Venezia del 2015, con l’installazione di fili rossi che legano migliaia di chiavi. Un’opera d’arte partecipativa, in quanto le chiavi sono state inviate da cittadini di tutto il mondo in risposta all’appello dell’artista giapponese, che ha trasformato così un oggetto privato e personale in una testimonianza collettiva di vite vissute.
Il risultato dell’impegno artistico è un ambiente immersivo evocativo e pieno di suggestioni, che suscita emozioni e ispira riflessioni sull’esistenza.
Il successo veneziano ha aperto a Shiota nell’ultimo decennio le porte dei più prestigiosi musei internazionali da Parigi a Shangai e la mostra Chiharu Shiota: The Soul Trembles, che ne ripercorre l’intera produzione, è ora ospitata al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, dove è possibile vedere alcune delle sue installazioni più celebri, da Where Are We Going? (2017), che evoca l’incertezza del futuro attraverso il tema ricorrente della barca, a Accumulation – Searching for the Destination (2021), composta da centinaia di valigie oscillanti, simbolo di ricordo, spostamenti, migrazioni e archetipo del viaggio esistenziale di ogni persona.
A Milano possiamo incontrare la sua opera dal titolo The Moment the Snow Melts – Quando la neve si scioglie – presso l’agorà nel cuore del primo piano del Museo delle Culture, architettura a grandi vetrate dalle tonalità cangianti dell’acqua marina, che attrae lo sguardo del visitatore con le curve dello spazio di transito centrale e la sua luminosità crescente verso l’alto. Proprio l’agorà è lo spazio che ha maggiormente colpito Shiota, fin dalla prima visita al MUDEC e in questo spazio ha voluto collocare la gigantesca installazione monocromatica, che costituisce per l’artista il medium privilegiato per esplorare quelle che lei stessa definisce le fondamentali preoccupazioni umane, come la vita, la morte e le relazioni.
Il materiale primario è ancora una volta il filo, che rappresenta la metafora perfetta di una connessione di intrecci al tempo stesso fragile e resistente.
In una nevicata metaforica fluttuano fogli bianchi, che recano i pensieri di visitatori che nei mesi passati sono stati invitati a fissare con una frase la memoria di persone che hanno fatto parte della propria vita e che per i motivi più diversi ora sono assenti, perché morte, o lontane nel tempo e nello spazio.
Prende forma uno spazio di meditazione che riporta a quell’assenza/presenza che Attilio Bertolucci ha mirabilmente racchiuso nei versi composti all’inizio del Novecento: Assenza, / più acuta presenza. / Vago pensiero di te/ vaghi ricordi/ turbano l’ora calma/ e il dolce sole. / Dolente il petto/ ti porta, / come una pietra/ leggera.
O come ha scritto il filosofo e psicanalista Jean-Bertrand Pontalis: La memoria che prediligo, lungi dall’essere depositaria di ciò che è scomparso, è per me il luogo inesauribile delle apparizioni, di un nuovo che non ha età.
L’artista ama paragonare lo scioglimento della neve a vecchie fotografie che perdono i loro colori e la loro importanza con il tempo, rendendo plastica la dissolvenza di momenti o relazioni.
Per creare le condizioni di percepire la presenza nell’assenza, lo spazio sospeso di Shiota nell’agorà del MUDEC si anima anche con momenti di meditazione sonora “Nel silenzio della neve”, workshop gratuiti per adulti a cura dell’artista e arteterapeuta Federica Dubbini, in cui le onde sonore delle campane tibetane favoriscono l’ascolto e la meditazione.
Siamo alle prime tappe di un percorso che lega arte e creatività all’evento dell’Olimpiade Invernale di Milano Cortina 2026: l’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 è il progetto diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con eventi artistici e culturali in tutta Italia.
A Milano da non perdere al Piccolo Teatro Strehler dal 28 gennaio al 22 febbraio 2026 la speciale “versione Olimpica” di Slava’s Snowshow, capolavoro poetico e visivo del clown russo Slava Polunin, ispirato al paesaggio e alle leggende della Siberia, capace di emozionare e coinvolgere pubblici di ogni età e provenienza.
Rita Bramante