6 Gennaio 2026
PROTEGGERE L’INFANZIA
Il quadro normativo e le nuove strategie contro l’abuso minorile
6 Gennaio 2026
Il quadro normativo e le nuove strategie contro l’abuso minorile

La violenza sui minori continua a rappresentare una delle emergenze più gravi e silenziose del Paese, un fenomeno che attraversa le mura domestiche, i contesti educativi e, sempre più spesso, gli spazi digitali. L’Italia si muove all’interno di una cornice giuridica solida, costruita a partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata nel 1989 e ratificata dal nostro Paese con la legge n. 176 del 1991, che impegna lo Stato ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere bambine e bambini da ogni forma di violenza fisica, psicologica e sessuale. Non si tratta soltanto di repressione penale, ma di un sistema integrato di prevenzione, protezione e presa in carico, che coinvolge istituzioni, famiglie, scuole e servizi sociali.
Il principio cardine sancito dalla Convenzione è chiaro: la tutela del minore deve essere garantita in ogni contesto in cui egli si trovi sotto la responsabilità di adulti, siano essi genitori, tutori o altre figure di riferimento. Gli articoli successivi rafforzano questo obbligo imponendo agli Stati di contrastare lo sfruttamento sessuale, la tratta, la vendita e ogni forma di abuso, prevedendo interventi mirati anche contro l’utilizzo dei minori nella pornografia e nella prostituzione. A questo impianto si sono aggiunti, negli anni, i protocolli opzionali ratificati dall’Italia, che hanno rafforzato la protezione delle vittime, la cooperazione internazionale e il ruolo attivo dei minorenni nei procedimenti che li riguardano.
Nel quadro europeo, un ruolo centrale è svolto dalla Convenzione di Istanbul e dalla Convenzione di Lanzarote, entrambe recepite dall’ordinamento italiano. La prima ha ampliato la nozione di violenza domestica, riconoscendo esplicitamente i minori come vittime anche quando assistono a maltrattamenti in famiglia; la seconda ha introdotto strumenti avanzati per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento e dell’abuso sessuale, compresi i reati commessi online. Questi strumenti hanno contribuito a rafforzare il sistema penale, ma soprattutto a promuovere una cultura della prevenzione fondata sulla formazione degli operatori, sull’informazione delle famiglie e sull’ascolto dei bambini e degli adolescenti.
È su questa base che si collocano le politiche dell’attuale governo, che ha confermato e sviluppato il Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori, elaborato con il contributo dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile. Il Piano punta su un approccio integrato che unisce educazione, servizi territoriali e sistema sanitario. Nelle scuole, attraverso gli strumenti previsti dalla legge sull’educazione civica, vengono rafforzati i percorsi di educazione all’affettività, al rispetto e alla parità di genere, mentre il contrasto al cyberbullismo e ai rischi della rete si afferma come priorità educativa e preventiva.
Parallelamente, il governo ha investito nel potenziamento dei consultori familiari, nel servizio di psicologia scolastica e nella definizione di linee guida nazionali per l’individuazione precoce e la presa in carico dei casi di maltrattamento. In ambito sanitario, particolare attenzione è riservata alla capacità degli operatori di riconoscere segnali di abuso e di attivare tempestivamente percorsi multidisciplinari di tutela, evitando che situazioni di grave rischio vengano scambiate per eventi accidentali. Si tratta di un passaggio cruciale, perché la prevenzione passa anche dalla formazione di chi, per primo, entra in contatto con il minore.
Un altro asse strategico è rappresentato dalla promozione della partecipazione dei bambini e degli adolescenti alle decisioni che li riguardano. Le recenti linee guida elaborate dal Dipartimento per le politiche della famiglia, con il supporto dell’Istituto degli Innocenti, sottolineano come l’ascolto dei ragazzi, anche in condizioni di fragilità, sia uno strumento essenziale di prevenzione. Dare voce ai minori significa riconoscerli come titolari di diritti e non solo come destinatari di protezione, favorendo l’emersione precoce di situazioni di disagio o violenza.
La lotta alla violenza sui minori, dunque, non si esaurisce nell’inasprimento delle pene, ma si gioca sulla capacità dello Stato di costruire una rete efficace di prevenzione, protezione e inclusione.
L’attuale Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori 2025-2027 rappresenta il principale riferimento programmatorio con cui il governo italiano intende affrontare in modo organico fenomeni come la violenza sessuale, l’abuso e lo sfruttamento dei bambini e degli adolescenti. Approvato dall’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, organismo istituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri e disciplinato dall’articolo 17 della legge n. 269 del 1998, il Piano è frutto di un processo di concertazione che ha coinvolto esperti, amministrazioni centrali, forze dell’ordine e società civile.
L’obiettivo dichiarato è favorire l’emersione precoce dei casi di abuso, garantire interventi omogenei su tutto il territorio nazionale, valorizzare la famiglia come prima rete di protezione e potenziare sistemi di raccolta dati per monitorare efficacia e impatto delle azioni intraprese. La struttura del Piano è coerente con quella del Sesto Piano nazionale di azione e interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2025-2027, adottato con decreto del Presidente della Repubblica il 29 luglio 2025, evidenziando un tentativo di maggiore integrazione tra politiche di tutela, protezione e inclusione.
Tra le principali linee di intervento si segnala la promozione di orientamenti condivisi sugli standard formativi per gli operatori che lavorano con i minori, lo sviluppo di strumenti operativi efficaci nei contesti frequentati da bambine, bambini e adolescenti, e azioni specifiche per costruire, insieme alle famiglie, reti di protezione capaci di prevenire e gestire casi di abuso.
Yuleisy Cruz Lezcano