9 Dicembre 2025

I NOSTRI AUGURI

Lettera del 24 dicembre 2025


Care lettrici e cari lettori ma anche care autrici e cari autori di ArcipelagoMilano, come annunciato nel nella nostra ultima email, saremo di nuovo online il 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania che, come dice il proverbio, “tutte le feste porta via”: mi affretto dunque a farvi gli auguri per le prossime feste di Natale e Capodanno. Ma come è stato questo 2025 che ci lasciamo alle spalle?

Nei primi commenti sull’anno che si chiude ho già sentito riparlare di “annus orribilis”- Regina Elisabetta II nel 1992 e Giorgio Bocca nel suo libro del 2010 – e dello shakespeariano “Inverno del nostro scontento” e forse sono citazioni azzeccate.

Gli effetti della globalizzazione, della arroganza dei potenti e dei politici che fa da sfondo alle due guerre di Ucraina e Gaza, sono il pane quotidiano delle prime pagine dei quotidiani e, come diceva Hegel “La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico “. Leggere i giornali subito al mattino è quello che faccio come molti di voi e, se volessimo, di preghiere del mattino ne abbiamo molte altre ma sappiamo che resteranno inascoltate dalle sorde orecchie dei potenti.

Il 2025 è stato il trionfo del globalismo, della finanziarizzazione di tutte le attività umane, della invasività di Internet, del trionfo dei “leoni da tastiera”, delle fake news e dell’intelligenza artificiale.

Non lasciamoci proprio scappare quel che succede con l’intelligenza artificiale che da applicazione informatica attraverso l’applicazione di algoritmi, è diventata strumento di lavoro per molte attività umane.

Fino a qualche decennio fa si guardava con sospetto alla “automazione” che avrebbe dovuto alleggerire se non eliminare la fatica dell’uomo, temendo che avrebbe provocato disoccupazione e si fece poco per ridare agli espulsi dalla produzione occasioni di un nuovo lavoro.

La combinazione di automazione e intelligenza artificiale hanno aggravato il problema col sostituire il lavoro umano anche nelle professioni e nel lavoro “intellettuale”.

Per arrivare ad oggi l’homo sapiens ci ha messo 300.000 anni di spinta verso la civiltà come la intendiamo noi sino alla comparsa dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, ritenute “conquiste” dalle quali ora l’homo sapiens è destinato a difendersi per non soccombere (calo demografico) lasciando in vita quei pochi che possiedo i “saperi” odierni dividendo il mondo in servi e padroni: il ritorno alle antiche schiavitù.

Ritornando precipitosamente al nostro microcosmo (il presente, l’antropocene. che dobbiamo misurare sulla durata della nostra personale vita) e dimenticando quel che si è detto sino ad ora, per Milano fare un commento non distopico a quel che è successo nel 2025 è difficile: non ricordare la vicenda dal Meazza con tutte le contorsioni di Sindaco e Giunta ma soprattutto le vicende giudiziarie che hanno travolto l’Urbanistica milanese.

Queste vicende milanesi hanno fatto però cadere il “velo di Maya”, teorizzato da Schopenhauer,  che avvolgeva – e avvolge – la pubblica amministrazione svelando l’illusione della realtà materiale per quello che è, facendoci capire la triste realtà della “induzione indebita ambientale della quale ho scritto in un editoriale e che ha connotato i poteri forti milanese sulla città.

Dunque nel 2025 non possiamo più non vedere, o far finta di non vedere, la modestia (ad essere buonisti) della classe politica milanese dove ben si accomoda la destra perché non avrebbe a dolersi di quel che ha fatto la sinistra.

Cari lettori, quello che doveva essere un biglietto di auguri si è trasformato in una sorta di editoriale che indurrebbe al pessimismo per il futuro di Milano: non era questo il mio intento iniziale.

Mancano circa 300 giorni alla fine di questa sindacatura e quindi forse c’è tempo per riprendere un cammino che pensavamo di aver intrapreso con la sindacatura di Pisapia, il cui seguito ha ammazzato le nostre speranze ma, come si dice, non tutto è perduto e le prospettive sono incerte.

I Partiti sono morti, si dice, ma le elezioni le organizzano “loro” e i cittadini milanesi contano poco: bisogna che si organizzino perché non capiti di nuovo che 1 cittadino su 4 scelga l’uomo che governerà Milano: l’ennesimo autocrate?

Ci saranno le primarie? Chi sceglieranno i Partiti: un politico o un tecnico? Per tecnico si intende chi ha una tessera di partito? Vedremo. Al massimo si devono raccogliere 1500 firme, non dovrebbe essere difficile,

Con questi interrogativi vi lascio augurandovi di cuore a tutti voi un Natale che ci dia fiducia nel futuro.

Luca Beltrami Gadola

(NB Commenti, testi e suggerimenti vanno indirizzati a redazione@arcipelagomilano.org )



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