9 Dicembre 2025
LA VARIANTE AL PGT. LETTERA APERTA AL SINDACO DI MILANO DA INU E LEGAMBIENTE
Urbanistica a Milano
9 Dicembre 2025
Urbanistica a Milano

Martedì 25 novembre scorso, l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e Legambiente hanno inviato una lettera aperta al Sindaco e a tutti gli amministratori di maggioranza e di minoranza, di Milano e della Città metropolitana, per sostenere la necessità politica e tecnica di riprendere l’elaborazione della Variante generale al PGT (*) per il buon governo della Città. Si riconosce la necessità di approvare modifiche alle norme tecniche che risolvano le possibili contraddizioni con il quadro normativo generale ma ciò non esclude di proseguire il processo di Variante generale iniziato nel 2023 (vedi mio articolo su Arcipelagomilano dell’11 novembre scorso). Il testo della lettera è pubblicato qui di seguito.
In sintesi la lettera dice le ragioni per le quali è necessario riprendere la Variante generale anche se sarà difficile approvarla entro la fine del mandato elettorale e conclude chiedendo che l’Amministrazione apra il confronto con i cittadini, istituendo gli “Stati Generali della Città”.
La lettera dice anche quali sono, ad avviso di INU e Legambiente, i temi centrali da affrontare, anche se certo non esaustivi di un atto complesso come il PGT. Sono cinque temi:
– L’attenzione alla scala metropolitana;
– Le scelte strategiche dello sviluppo: crescita, densificazione e sostenibilità del carico urbanistico;
– Strumenti per garantire una ripartizione equilibrata dei vantaggi della rendita;
– La risposta al crescente fabbisogno di alloggi a basso costo;
– L’adattamento ai cambiamenti climatici da porre al centro dell’armatura pubblica della città.
Si rimanda al testo della lettera per i contenuti delle proposte per i cinque temi.
La lettera segnala poi l’importanza della paternità culturale del Piano e la necessità di un apparato tecnico adeguato e motivato per la stesura e la gestione del Piano.
INU e Legambiente aspettano una risposta dal Sindaco e dagli amministratori che hanno responsabilità nel governo della città, ma soprattutto si attende una risposta ai cittadini che hanno forti perplessità sulla gestione urbanistica di Milano, hanno informazioni giornalistiche spesso superficiali e vorrebbero sapere come superare i punti di crisi della città, come la mancanza di abitazioni a prezzi accessibili, ma non solo.
L’urbanistica e la politica
L’ assenza di considerazione dell’urbanistica da parte della politica a livello nazionale ma anche locale; la prevalente attenzione al “progetto edilizio”; la mancanza di un confronto organico tra politici ed esperti, quanto meno a Milano, ovvero con chi si occupa di urbanistica (gli intellettuali sostituiti da Internet e dall’IA?) se non in caso di emergenza giudiziaria; sono tutti atteggiamenti che denunciano una modifica di cultura politica, direi strutturale.
L’urbanistica e il Piano, che ne è espressione tecnica concreta, strumenti principe del governo della città, sono vittime della predominante ideologia liberista che, almeno negli ultimi venti anni, ha permeato la politica e la società in Occidente ed in particolare in Italia. Il Piano dovrebbe essere un atto complesso che concretizza le aspirazioni della collettività, e li rende coerenti con gli interessi economici e rende coerente il rapporto tra trasformazioni antropiche ed ambiente naturale. In sostanza il piano concretizza una necessaria strategia pubblica.
L’urbanistica e il Piano sono stati progressivamente degradati, sotto la spinta del liberismo rampante, ad un sistema di regole burocratiche cha vanno prontamente modificate per seguire l’evoluzione della domanda di mercato. In tal senso vanno le varianti normative al PGT di Milano, fuori da un ripensamento delle strategie di governo della città. Così anche il DDL approvato dal Governo il 4 dicembre, su proposta del ministro Salvini, sostituisce il DPR 380/2001 (**) che regola l’attività edilizia a livello nazionale; il DDl confonde regole edilizie e regole urbanistiche rischia di incidere (negativamente) sulla pianificazione e impedisce di fatto l’approvazione della nuova legge urbanistica che giace da anni in Parlamento. Una ragione in più per predisporre la Variante Generale.
Ora non si può eludere la questione che l’economia, la società, la tecnologia, finanche i rapporti internazionali, stiano evolvendo con una rapidità prima sconosciuta, il che mette in affanno la pianificazione. Ma se la società non trova un punto fermo, se le forze riformiste non trovano un punto fermo, rischiano di essere travolte, come dimostrano le vicende urbanistiche di Milano.
Il punto fermo è l’interesse collettivo che con il Piano deve essere perseguito con la necessaria costanza, nel tempo. La flessibilità deve riguardare le trasformazioni private, diffuse, garantendo però la coerenza con gli obbiettivi pubblici. Sta alla politica definire gli obbiettivi di interesse collettivo, ma che siano prevalenti, precisi e ove possibile quantificabili. Per esempio stabilire di quante “case popolari” ha bisogno la città e come fa il Piano a indirizzare la rendita urbana a tale obbiettivo. Questo si può ancora fare con la Variante al PGT.
Di questo si sarebbe dovuto discutere negli “Stati Generali sulla Città”.
Ugo Targetti
Note
(*) Per Variante generale si intende la revisione del Documento di Piano, che tra l’altro sarebbe scaduto e del Piano dei Servizi e del Piano delle Regole che invece non hanno scadenza.
(*) Il DDL approvato dal Governo il 4 dicembre è un Disegno di legge-delega predisposto dal Governo perché il Parlamento deleghi il Governo! Una riprova di quanto l’urbanistica interessi questo Parlamento.
LETTERA APERTA AL SINDACO DA INU E LEGAMBIENTE
Serve una nuova visione per governare lo sviluppo della città Con rammarico prendiamo atto della decisione dell’Amministrazione Comunale, di recente formalizzata, di interrompere l’elaborazione della Variante generale del PGT avviata più di due anni or sono, prima che si scatenasse su Milano la tempesta urbanistica che tuttora imperversa. Pur riconoscendo la difficoltà a pervenire all’adozione del nuovo Piano nei tempi della corrente consigliatura, riteniamo irrinunciabile una presa di posizione sul futuro di Milano da parte dell’Amministrazione Comunale il cui lascito in campo urbanistico non può rimanere così pesantemente connotato dalla situazione di precarietà e incertezza, quando non di conflitto aperto, sull’applicabilità delle norme improntate alla densificazione della città costruita, in assenza di orientamenti chiari e condivisi sulla rigenerazione diffusa. Mentre si lavora alla correzione delle regole che hanno portato all’intervento della Magistratura è necessario riaprire il confronto sulle prospettive, sulle priorità e più in generale sulla visione della città futura da porre alla base di un nuovo piano, anche per valutare con quest’ottica le innovazioni normative che il Comune ha deciso di introdurre nel breve periodo. Siamo consapevoli che, al di là degli aspetti giuridici e tecnici, la questione urbanistica di Milano, come di molte città che competono nell’economia globale, nasce dalla difficoltà della politica di governare le spinte del capitalismo finanziario. Le dinamiche del mercato hanno prodotto la crescita abnorme dei proventi della rendita e dei valori immobiliari. La città si è profondamente rinnovata ma la straordinaria entità dei capitali investiti a Milano non è tornata a vantaggio né della riduzione delle diseguaglianze né della valorizzazione dell’interesse pubblico, che l’Amministrazione milanese deve ora dimostrare di essere in grado di riportare al centro dell’azione amministrativa e dunque al centro del Piano. Nell’anno che ci separa dalle elezioni amministrative del 2027 abbiamo l’opportunità di sviluppare un confronto concreto e approfondito sulla strategia di sviluppo alla quale improntare le scelte di piano, coinvolgendo le risorse sociali, culturali ed economiche con le quali discutere dei risultati fin qui ottenuti, non certo tutti negativi, valutare gli errori, identificare i bisogni concreti della città e le risposte che si possono prospettare col nuovo PGT. Per avviare il confronto sullo stato e sullo sviluppo della città proponiamo 5 temi che riteniamo centrali per la definizione della strategia che dovrà guidare il nuovo piano. 1. L’attenzione alla scala metropolitana. Il PGT di Milano riguarda solo formalmente il territorio racchiuso entro i confini comunali poiché i suoi effetti si ripercuotono sulla regione metropolitana in termini di espulsione delle funzioni meno pregiate e tra queste la redistribuzione delle sedi produttive e soprattutto la residenza dei ceti meno abbienti, determinando una proiezione extraurbana degli effetti della trasformazione, con conseguente aumento del consumo di suolo e della domanda di servizi e di trasporto pubblico, comportando rischi di perdita di coesione del sistema metropolitano. Ne consegue che la definizione delle scelte strategiche del nuovo piano comunale non può avvenire senza il contributo fattivo della Città Metropolitana. 2. Le scelte strategiche dello sviluppo: crescita, densificazione e sostenibilità del carico urbanistico. Il piano deve assumere le decisioni che gli competono per legge relativamente alla distribuzione dei carichi urbanistici, ossia del volume edificabile sui suoli urbani e delle misure per garantirne la sostenibilità. Si tratta di un compito assegnato dalla legge al Consiglio Comunale, che deve trovare compiuta e condivisa definizione nel piano generale evitando il rinvio a successive ed imprecisate fasi decisionali. 3. Strumenti per garantire una ripartizione equilibrata dei vantaggi della rendita. È indispensabile adeguare gli strumenti di prelievo di quote della rendita urbana, amplificata dalla crescita del mercato immobiliare, da investire nell’armatura pubblica della città e nell’attivazione di politiche di welfare urbano. Il riequilibrio delle utilità pubbliche in Milano può inoltre contribuire a ridurre la distanza fra il rendimento degli investimenti nella città e nel territorio metropolitano con conseguenti effetti di riequilibrio su scala vasta. 4. La risposta al crescente fabbisogno di alloggi a basso costo. Quello della casa a costi accessibili è un fabbisogno ancora drammaticamente presente nell’area urbana milanese. In assenza di iniziative statali di sostegno all’edilizia sociale, il piano urbanistico comunale rimane oggi l’unico strumento col quale acquisire aree da destinare alla realizzazione di alloggi da concedere a prezzi calmierati. Azioni da sviluppare nella consapevolezza che una politica efficace per l’edilizia sociale richiede una forte regia pubblica da sviluppare a scala metropolitana insieme a investimenti sulle infrastrutture e sui servizi. 5. L’adattamento ai cambiamenti climatici da porre al centro dell’armatura pubblica della città. Milano può giovarsi di un patrimonio estremamente ricco di proposte, studi e progetti per una città nella quale il verde possa svolgere un ruolo centrale. Ma nel frattempo l’edificio urbano si trova in una condizione di sempre più vistosa e grave fragilità a fronte di fenomeni climatici estremi, non più sostenibili da un reticolo idrico relegato dalla crescita urbana in rigidi scatolari sotterranei e ormai inidoneo alla gestione di eventi alluvionali severi, che frequentemente eccedono la capacità delle opere di protezione realizzate a monte. Da questa consapevolezza è possibile partire per costruire programmi e attivare interventi in grado di garantire in primo luogo la sicurezza idraulica, di migliorare le condizioni del microclima e combattere il fenomeno dell’isola di calore contribuendo alla qualificazione dell’ambiente e del paesaggio urbano e all’incremento della biodiversità. Ma nessun piano, anche il più chiaro e accurato, può essere elaborato e attuato senza un apparato tecnico e culturale adeguato, fatto di persone competenti e consapevoli della loro responsabilità, alle quali è necessario restituire fiducia e certezze e garantire che non si ripresentino le situazioni critiche determinate dalle contraddizioni politiche e normative che hanno connotato l’urbanistica milanese. L’elaborazione del nuovo piano deve costituire, fin dalle battute iniziali, l’occasione per la rigenerazione delle risorse umane destinate ad elaborarlo e gestirlo, poiché senza adeguate capacità di lavoro ogni programma è velleitario. Per ottenere questo risultato è necessaria una salda direzione di politica urbanistica ed una guida culturale e tecnico scientifica riconoscibile dell’Ufficio di Piano, che si assuma la responsabilità disciplinare del Piano stesso e sia in grado di suscitare un clima di collaborazione fra le diverse strutture tecniche del Comune coinvolgendo la Città Metropolitana. Su questi temi chiediamo agli Amministratori milanesi di riaprire il confronto coi cittadini, sospeso con la rinuncia all’elaborazione del nuovo piano, organizzando un nuovo ciclo di “Stati generali” sulla città, ripromettendoci in ogni caso di avviare, dall’inizio del nuovo anno, un programma di incontri per riattivare un dibattito sereno, concreto e fattivo a partire dalle priorità individuate, coinvolgendo l’università, le istituzioni, le associazioni e più in generale la società milanese per costruire una politica e una visione condivise per il futuro della nostra città. Milano, 24 novembre 2025
Il Presidente di INU Lombardia MARCO ENGEL
La Presidente di Legambiente Lombardia BARBARA MEGGET
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