9 Dicembre 2025

VERONESI 100, L’EREDITÀ DI UN GIGANTE DELLA SCIENZA

Un grande milanese


Nato a Milano nel 1925, Umberto Veronesi è stato un ragazzo impertinente, uno studente inquieto, convinto pacifista fin da giovanissimo. Scelse la facoltà di oncologia quando sembrava un percorso senza speranza e ha saputo fare progressi straordinari e raggiungere risultati insperati nella lotta contro il nemico numero uno. Ha cambiato la storia del tumore al seno, rivoluzionandone la chirurgia, e anche il modo di comunicare il cancro, grazie alla capacità di ascoltare, comprendere e accogliere le pazienti, trasformando la scienza in attenzione alla persona e in impegno civile militante per la salute pubblica.

A 100 anni dalla nascita, Milano lo ricorda e lo celebra per aver saputo allargare i confini della scienza grazie alla ricerca, incentivare i programmi di screening, coniugare la medicina alla qualità della vita e incarnare la fiducia nel futuro e nell’uomo. La scienza è lo strumento più potente di cui l’umanità dispone per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone è una delle frasi più celebri dello scienziato[1], unitamente all’appello che con costanza rivolgeva ai giovani colleghi:Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione.

Veronesi ha sempre creduto in tutta la sua lunga carriera che il futuro non è qualcosa da prevedere, ma da costruire attraverso la ricerca e la sperimentazione e che i risultati più significativi non si raggiungono da soli, ma attraverso team multidisciplinari di esperti di diverse nazionalità, che collaborano e favoriscono una proficua contaminazione e fecondazione di idee.

A partire dal 2009 intraprese anche una coraggiosa e visionaria opera di divulgazione, la Conferenza mondialeScience for Peace and Health, progetto proseguito anche dopo la sua scomparsa nel 2016, grazie alla Fondazione a lui intitolata. Da oltre quindici anni questo appuntamento porta sotto i riflettori temi dell’agenda politica globale di strettissima attualità per la comunità internazionale, che si intersecano in maniera indissolubile a questioni etiche non più̀ eludibili.

Nel corso degli anni hanno dialogato protagonisti della scienza, della cultura, dell’economia e sono stati affrontati da speakers d’eccezione numerosi temi: dall’industria delle armi alla immigrazione, dall’accesso al cibo all’informazione nella società digitale. E ancora, democrazia partecipativa, diritti umani, discriminazioni e disuguaglianze globali in ambiti quali la salute, la famiglia, il mondo del lavoro e più in generale la convivenza civile; sviluppo scientifico nell’era postgenomica e rischi connessi alle più̀ recenti scoperte e alle loro applicazioni; intelligenza artificiale e gene editing;prospettive della scienza su sesso, genere e identità.

Centrali e quanto mai attuali le proposte del 2015 di soluzioni che la scienza può mettere al servizio dello sviluppo di processi di pace, risalendo alle cause di molti conflitti, la fame, la sete, la povertà assoluta e l’inaccettabile diseguaglianza delle risorse: riduzione del 5% della spesa per gli armamenti, un esercito unico dell’Unione europea per le sole missioni di pace, e non 27 nazionali,  e reinvestimento dei risparmi in cultura, scienza e ricerca.

Milano è stata grazie allo slancio del professor Veronesi crocevia internazionale per il lancio di documenti, come il “Decalogo di Science for Peace” (anche in versione semplificata per i più piccoli), che dà alla scienza la dignità di educare alla pace, e la Carta di Milano, lascito di EXPO 2015 per la lotta contro la fame nel mondo.

Ogni anno l’8 novembre sul palco del Teatro alla Scala si celebra la Giornata della Ricerca, evento dedicato alla memoria di Umberto Veronesi, in occasione del quale viene consegnato il premio internazionale “Lombardia è ricerca”, istituito dalla Regione per incoraggiare l’innovazionenel settore delle Life Sciences.

Il Nobel lombardo per la scienza, conferito lo scorso anno all’immunologo Alberto Mantovani, è stato dedicato quest’anno ai progressi nella diagnostica precoce e medicina preventiva e attribuito all’epidemiologo genetico Douglas Frederick Easton – direttore del Centre for Cancer Genetic Epidemiology all’University of Cambridge – e al professor Mark Caulfield, direttore del Barts Biomedical Research Centre alla Queen Mary University di Londra, guida del ‘Progetto 100.000 Genomi’ per il sequenziamento dell’intero genoma. Oggi in Inghilterra 57 milioni di persone hanno accesso al test genetico per malattie rare e rischio cancro.

Sostenere la ricerca per trovare soluzioni e innovare, promuovere la prevenzione attraverso modelli di predizione del rischio, favorire la medicina predittiva e personalizzata, sviluppare anche nuovi farmaci e studiare reazioni alle terapie: il grande visionario Veronesi ha creduto in tutto questo e anche nell’importanza di ingaggiare le nuove generazioni, perché il futuro della ricerca comincia dai banchi di scuola.

Tra le pubblicazioni dedicate al centenario è stata scritta e illustrata da Luca Novelli una biografia pensata proprio per i ragazzi, che racconta con linguaggio vivace e accessibile la vita e la battaglia di Umberto Veronesi contro il cancro. Il volume sarà donato alle scuole che parteciperanno alle attività educative della Fondazione nell’anno scolastico 2025/2026[2]. Appuntamento a partire dal 24 gennaio 2026 al Cinema Anteo per il nuovo Festival della Scienza, promosso da Fondazione Veronesi: fine settimana aperto al pubblico e a seguire tre giornate dedicate alle scuole.

Rita Bramante


[1] U. VERONESI, Cento pensieri ribelli per salvare il mondo (a c. di E. LIOTTA, Sonzogno, 2025.

[2] L. NOVELLI, Umberto Veronesi e il nemico numero uno, Editoriale Scienza, 2025



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