25 Novembre 2025

IL SINDACO SALA VUOLE ANCORA UN PGT ARLECCHINO

Sono tanti gli amici da accontentare


Sul Corriere della Sera Milano del 22 novembre scorso il gip Sonia Marchini per dissequestrare il cantiere di Viale Papiniano 48 ha parlato di “buona fede” del costruttore considerando che l’intervento fosse viziato per “assoluta antigiuridicità” in quanto avviato con una dichiarazione – SCIA – “frontalmente confliggente con l’articolo 41 della legge che avrebbe imposto il piano attuativo “: tanto che la gip si spinge ad indicare ora “altamente auspicabile l’adozione di un piano attuativo in sanatoria per ricondurre alla piena legalità l’intervento edilizio e riportare a sistema l’interesse pubblico in armonia con quello privato.”

Aggiunge che i costruttori “legittimamente hanno adottato i criteri descritti dal Comune come abilitanti ad un titolo abilitativo diretto. E paradossalmente la stessa amministrazione comunale, con le linee guida fornite in delibera, a legittimare il costruttore a crede di essere nel giusto”. Dopo aver lasciato cadere il ricorso in autotutela, infatti il Comune “non ha coltivato nessuna altra azione volta a sanare la pratica edilizia, così lasciando di fatto il privato fare affidamento sulla legalità della propria posizione.”. Non solo: “Parallelamente nelle nuove linee guida del Comune non ha sposato la giurisprudenza tranciante espressa dalla Cassazione il 16 aprile 2025, ma ha dimostrato di aderire alla più possibilista giurisprudenza amministrativa.”.

A giudizio della gip le esitanti interpretazioni del Comune non si può dunque fare “una colpa al privato che davanti al contrasto giurisprudenziale tutt’ora in corso e a prassi comunali altalenanti, aderisca ad una soluzione giurisprudenziale piuttosto che ad un’altra.”.

Letto tutto questo mi sono domandato molte cose: questa opinione della gip inciderà sui procedimenti in corso da parte dei PM milanesi? Inciderà anche sulla sorte dei cittadini che hanno comprato gli alloggi oggi in buona fede? Sta tracciando una strada di possibile soluzione di questo problema?

Oggi ci troviamo di fronte alla dichiarazione della vicesindaca Scavuzzo che ci propone una “revisione” del PGT per tappare i buchi che, a suo giudizio, hanno generato l’incredibile pasticcio nel quale si trova invischiato il Comune. Tutto qui? Vorrebbe seguire la strada già indicata giorni fa dal Sindaco per dotarci di un PGT con il vestito di Arlecchino, una toppa per ognuno degli amici? Come si dice a Padova “ Xe pèso el tacòn del buso”.

Questo sarebbe il “cambio di passo” invocato dal PD milanese? O si aspetta una bella legge che “condoni” tutto a tutti?

Sarà una mia fissazione ma all’origine di tutti i mali comunali ci sono sempre le leggi Bassanini che hanno separato le responsabilità politiche da quelle amministrative. A livello comunale, la separazione dei poteri avviene principalmente tra la funzione politica di indirizzo (espressa dal Consiglio comunale e dalla Giunta) e la funzione gestionale-amministrativa (svolta dai dirigenti e dagli uffici tecnici). Il principio, sancito dall’articolo 97 della Costituzione, garantisce (dovrebbe garantire) l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa, separando chi definisce gli obiettivi (politici) da chi li realizza materialmente (gestionali). 

La conseguenza dannosissima di queste leggi è che i burocrati dirigenti hanno poteri sconfinati potendo emanare atti che impegnano il Comune anche senza passare da Giunta o Consiglio pure in materia urbanistica, malgrado che in questa materia il Consiglio sia sovrano come prescrivono leggi e regolamenti.

Per converso questa è una macchina perfetta che costringe il Sindaco e il Consiglio comunale ad un abbraccio mortale con la burocrazia con la quale si deve essere amici e purtroppo sodali. 

Se il Sindaco o un assessore vuole che sia emanata una norma secondo lui irrinunciabile non la sa scrivere e soprattutto deve chiedere a un dirigente di stenderla e di emanarla.

L’altra domanda che mi faccio è: come tutte queste SCIA* siano passate inosservate a chi nella burocrazia sia a capo di DIREZIONI che hanno tra i loro compiti il controllo sugli atti amministrativi dal punto della loro legittimità nei confronti di leggi e regolamenti, a cominciare da Direttore generale, oggi il dottor Cristian Malangone.

Vien quasi da ridere se guardando l’organigramma del Comune (vedi cartella ALLEGATI) trovi anche la Direzione Specialistica Legalità e controlli che risponde e dipende direttamente dal Sindaco e poi vedi che ci sono 27 DIREZIONI al lavoro per mandare – malamente – avanti la macchina comunale.

I dirigenti occupati nelle varie direzioni sono 160 e ci costano (dati 2023) quasi 20 milioni e se scorrete la lista – sempre negl’ALLEGATI –  ne vedrete molti che si portano a casa ben più di 100 mila euro all’anno, una situazione invidiabile.

Vi consiglio di non perdervi la DIREZIONE RIGENERAZIONE URBANA (sempre negli ALLEGATI) perché al riguardo c’è un ragionamento che va fatto.

La recente nascita della Direzione Rigenerazione Urbana è l’ultima tappa di una storia cominciata nel 1877 con la Commissione di Ornato, poi diventata Commissione Urbanistica e oggi Rigenerazione urbana, ne parla Carlo Lolla in un suo articolo su Arcipelagomilano.

Le mansioni di questa Direzione sono il peggior pasticcio perché si è abbandonato la originaria funzione di tutela del “genius loci” della città per diventare un ente che mescola criteri estetici con disposizioni che riguardano anche gli aspetti legali e formali delle autorizzazioni ad edificare.

Questi aspetti vanno separati perché i secondi concernono il ruolo e la funzione della burocrazia mentre la tutela del genius loci è passata in secondo o forse ultimo aspetto. 

Dunque rimangono senza risposta due grandi interrogativi: chi ha disegnato la pianta organica del Comune? Chi ha scritto le norme che regolano l’attività delle singole direzioni?

Una malignità: gli assessori hanno mai letto queste norme che sono fondamentali per svolgere un lavoro assessorile informato? 

Se volete essere informati e giudicare come funzioni il nostro Comune non perdetevi la lettura di ognuno degli ALLEGATI.

Luca Beltrami Gadola

*) La SCIA (acronimo di segnalazione certificata di inizio attività) è uno strumento di semplificazione e liberalizzazione delle attività d’impresa che dall’agosto del 2010, per effetto del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge 30 luglio 2010, n. 



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  1. Pietro VismaraQuello che vuole Sala (l' ha ribadito pubblicamente nei giorni scorsi) è una legge speciale per Milano che gli consenta di non applicare quelle noiose leggi urbanistiche (sulla casa, sul verde eccetera) che peraltro ha sempre ignorato e semplicemente vuole continuare a fare. Per questo non cambia il PGT, sta aspettando il passe-partout.
    26 Novembre 2025 • 08:00Rispondi
  2. Fausto+BagnatoL'introduzione del City Manager ha sconquassato la "Burocrazia". Si deve ritornare alla nomina dell'ingegnere Capo e del Segrerario Generale scelto per la professionalità acquisita alla guida dei Comuni capoluogo di Regione.
    26 Novembre 2025 • 09:35Rispondi
  3. Andrea VitaliL' ultima del Nostro: alla consegna degli Ambrogini d'oro, secondo i giornali "ha puntato il dito contro l' astensionismo: è il segno dell' epoca del disimpegno in cui viviamo." No, non è perché le politiche dei governanti fanno schifo e non si vede alternativa. Non è perché la sinistra ha deluso e manda avanti gente come lui (quanti avevano votato Pisapia sperando in un cambiamento?). Non è perché la sua priorità è vendere lo stadio ai fondi e non fare le case popolari. No, la colpa è dell' "epoca del disimpegno". Sempre più pirla...
    7 Dicembre 2025 • 20:39Rispondi
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