25 Novembre 2025

ALER E POLIZIA ALLO SGOMBERO

Con noi non si scherza


Giovedì 20 novembre in via degli Apuli, case popolari Aler del quartiere Giambellino-Lorenteggio, il risveglio è stato traumatico e disorientante. Decine di poliziotti, carabinieri e polizia locale hanno chiuso la strada e si sono posizionati davanti a ciascuno dei 7 civici della via. Dalle 8 circa sono iniziate le telefonate tra inquilini, operatori del quartiere per capire cosa stava succedendo.

Aler ci ha informato che si trattava di un’operazione di polizia coordinata dalla Prefettura; forse, girava voce, una grossa operazione antidroga e la massiccia presenza di camionette e agenti rendeva plausibile quel mormorio. Non so per quale ragione, ma nessuno ha pensato subito a quanto era già avvenuto a San Siro, un mese prima.

In breve tempo abbiamo però compreso che nei cortili stava succedendo ben altro e che la polizia non cercava solo sostanze stupefacenti o criminali. E., mamma di una bambina di 10 anni e di un ragazzo di 18, operatrice socio-sanitaria, vive da ormai 10 anni in un alloggio senza contratto. È in carico ai servizi sociali del Comune e seguita dal progetto QUBI di zona 6. Ben voluta dai vicini, ha fato di tutto per cercare una casa da affittare e per regolarizzare la propria posizione amministrativa, ma non è mai stato possibile.

Mentre era al lavoro, Aler e la polizia sono entrate nella sua casa e hanno denunciato anche la madre, che era solo in visita, visto che risiede in un’altra regione. Ha subito chiamato la figlia che ha lasciato il lavoro e si è precipitata casa. Le è stato intimato lo sgombero e le è stata notificata la denuncia penale per occupazione abusiva di alloggio pubblico.

M. è una ragazzina che sta andando a scuola. La polizia la ferma e le chiede il documento. M. fa dietro front e ritorna a casa a prendere la carta di identità e a chiedere alla mamma di accompagnarla, perché ha paura. G. occupa un piccolo alloggio, lasciato colpevolmente sfitto da Aler da anni, che ha ristrutturato. È invalido, in carico al servizio sociale. Lunedì avrebbe dovuto iniziare finalmente un nuovo lavoro, ma giovedì era fuori città, dalla madre malata che vive in un’altra regione. Aler e le forze dell’ordine sono entrati in casa e hanno sgomberato l’appartamento. G. ora non ha più una casa: i mobili, i suoi vestiti, tutte le sue cose personali, i documenti sono in un deposito fuori città ed è disperato.

Pubblichiamo il Comunicato promosso dall’Associazione Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio,  dai sindacati e da altre realtà del territorio[1]. Le firme in poche ore sono cresciute, oltrepassando i confini del quartiere e coinvolgendo anche Caritas e Fondazione Casa della Carità.

“Ieri mattina le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso a via degli Apuli, nel quartiere Giambellino Lorenteggio, Municipio 6, zona sud-ovest di Milano, per effettuare controlli casa per casa, con un ingente spiegamento di agenti e mezzi. Agli abitanti sono stati richiesti i documenti d’identità e i contratti di affitto o di proprietà degli alloggi. Le persone abitanti trovate senza titolo sono state denunciate e alcuni alloggi dove non sono state trovate persone sono stati sgomberati e chiusi, impedendo a chi li abitava di rientrarvi. Non è stata prevista una mediazione linguistica per le persone straniere che non parlano italiano. La prefettura ha rivendicato questa operazione nell’ambito delle Operazioni Interforze Periferie finalizzate “a reprimere fenomeni di criminalità, contrastare le occupazioni abusive, lo spaccio di stupefacenti e la presenza irregolare di cittadini stranieri sul territorio e con l’obiettivo di favorire interventi di contrasto alla delittuosità e al miglioramento del decoro urbano”.

Questa operazione, in linea con gli orientamenti del DL sicurezza, segue quella avvenuta poche settimane fa nel quartiere popolare di San Siro in zona 7 (22 ottobre 2025) e mostra, ancora una volta, una criminalizzazione indiscriminata di chi vive nei quartieri di case popolari e una gestione del patrimonio residenziale pubblico esclusivamente concepita come controllo securitario, ignorando bisogni e percorsi di chi in questi quartieri ci vive.

Nessun coordinamento o interazione è stato cercato con le reti del territorio, ignorando sia i percorsi di accompagnamento sociale ed abitativo condotti dalle organizzazioni del quartiere e dai servizi, sia le interlocuzioni avviate con le istituzioni locali e gli uffici territoriali dell’Aler rispetto ad alcune situazioni abitative fortemente compromesse nel quartiere.

Al contrario, questa operazione darà luogo a lunghi e pesanti percorsi giudiziari per le persone colpite.

Chi vive e abita il quartiere è traumatizzato dal presidio armato inaspettato dello spazio pubblico, da identificazioni che non hanno escluso nemmeno i minori, dall’accumulo in mezzo alla strada di oggetti e arredi rimossi da abitazioni vuote come spazzatura; ci chiediamo in che modo operazioni volte a contrastare spaccio e criminalità possano dirsi efficaci se colpiscono indiscriminatamente tutti gli abitanti in conosciuto stato di fragilità, applicando come unico criterio di verifica quello della titolarità dell’alloggio.

Pensiamo che questa modalità di intervento, che alimenta paura, senso di insicurezza e diffidenza tra le persone, promossa come azione di contrasto allo spaccio e alla criminalità non solo non sia risolutiva delle problematiche di ordine pubblico che si propone di trattare, ma contribuisca a dequalificare i quartieri pubblici (e le comunità che li abitano) come parti di città senza valore, la cui unica possibilità di trattamento è la loro rimozione.

Chiediamo ai responsabili istituzionali di distanziarsi da questo approccio e, ognuno per le sue responsabilità e funzioni, mobilitarsi per:

  • l’assegnazione di tutti gli alloggi ancora vuoti presenti nel nostro quartiere lo stanziamento di nuove risorse per la ristrutturazione dei caseggiati non coinvolti nel programma di riqualificazione in corso, che ha coinvolto solo 6 civici su 31.
  • ⁠la modifica della legge regionale che oggi impedisce di attivare percorsi di regolarizzazione abitativa per le famiglie senza contratto in stato di necessità
  • ⁠richiedere con forza un tavolo di confronto e garanzia sulle modalità di intervento delle pubblica sicurezza, in modo da tutelare i percorsi attivati dai servizi e dalle reti territoriali.

Con queste richieste e con la convinzione che sia necessario un cambio radicale di approccio alla casa pubblica, parteciperemo sabato 22 al corteo che partirà alle 15 da piazzale Loreto per il diritto alla casa e alla città e per la difesa di tutti i quartieri di case popolari e dei suoi abitanti.

Solo la sera, alle 18:56, è stato pubblicato  sul sito della Prefettura di Milano un comunicato  che  ha portato   chiarezza su quanto accaduto la mattina: “A seguito di decisione assunta dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica[2], in data odierna è stata effettuata, nell’ambito delle Operazioni Interforze Periferie, una nuova attività presso il quartiere Giambellino  […]”  che ha portato ai seguenti risultati: “ Complessivamente sono state identificate 500 persone e controllati 112 veicoli, con la irrogazione di varie sanzioni amministrative. Sono state, altresì, eseguite 14 perquisizioni domiciliari, effettuato un arresto, indagate 16 persone a vario titolo (ricettazione, stupefacenti, occupazione abusiva ed evasione) e accompagnate 4 persone in Questura per l’identificazione. Inoltre 33 sono stati gli esercizi commerciali sottoposti a controllo, a cui sono seguite la irrogazione di diverse sanzioni amministrative e la chiusura o la sospensione immediata di alcune attività commerciali per carenze igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro o per lavoro irregolare.

Numerosi anche i sequestri di sostanze stupefacenti, armi bianche, arnesi da scasso e oggetti contundenti. Nell’occasione sono stati recuperati molteplici appartamenti ALER ed è stata rimossa una significativa quantità di rifiuti ingombranti abbandonati”.

Condivido, in conclusione, con i lettori di Arcipelago alcune brevi riflessioni (e ce ne saranno certamente altre che io non sono in grado di vedere e capire) in aggiunta a quanto già esposto chiaramente dalla Rete del Giambellino, il cui comunicato avrebbe già dovuto aprire un dibattito nell’opinione pubblica cittadina e non solo, perché quanto accaduto è gravissimo e non si dovrebbe più ripetere.

  1. Nel comunicato, fra tanti numeri, non è presente il costo dell’operazione.
  2. Ha dato la notizia solo Radio Popolare. Nessun quotidiano milanese, pur informato, ha ritenuto i fatti raccontati meritevoli di essere condivisi con il resto della città.
  3. Ugualmente, nessun esponente politico, che io sappia, ha espresso un qualunque pensiero sul senso, la legittimità e l’utilità di un’operazione di questo tipo.
  4. Se le forze dell’ordine avessero identificato 500 persone in casa propria, aspettando gli inquilini e i condomini al portone e in ascensore o bussando alla porta ed entrando nell’appartamento, per esempio, nel quartiere Isola, la notizia sarebbe stata ugualmente ignorata e ritenuta normale amministrazione cittadina?

Veronica Puija


[1]             Comunità del Giambellino Cooperativa SocialeCd GiambellinoSicet Sindacato Inquilini Milano, Unione Inquilini  Milano, Camera del Lavoro CGIL Milano Giambellino, Rete per il diritto all’Abitare Ovest, Rete per il diritto all’Abitare  zona 4, Comunità Pastorale “Maria di Magdala” (parrocchie S. Vito al Giambellino e S. Curato d’Ars), Dynamoscopio, Comunità Nuova, We World, Le Radici e le Ali – Onlus, Cooperativa Sociale Diapason, CNCA Lombardia, Parrocchia San Leonardo Murialdo, Caritas Ambrosiana, Movimento giovani per Save the Children – Sottosopra Milano Giambellino,  Casa della Carità “A. Abriani”, Milano Mediterranea, Fondazione La Comune, Anpi Giambellino Lorenteggio- Sezione “Mnelli” -zona 6 Milano, La Cordata, Associazione Comunità il Gabbiano.

[2]    Il CPOSP è presieduto dal Prefetto, Claudio Sgaraglia , e composto dal Questore, Bruno Megale, dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dai comandi provinciali dei Carabinieri  e dalla Guardia di Finanza

[3]    https:// [3]       Il CPOSP è presieduto dal Prefetto, Claudio Sgaraglia , e composto dal Questore, Bruno Megale, dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dai comandi provinciali dei Carabinieri  e dalla Guardia di Finanza

[3]www.facebook.com/sicetmi/

[4] https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/06/18/news/premoli_garante_infanzia_dormitorio_viale_ortles_minori-424676504/

[5]    https://altreconomia.it/centri-per-i-migranti-in-albania-il-gestore-italiano-medihospes-e-la-succursale-a-tirana/



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