25 Novembre 2025
MILANO CHE ACCOGLIE
I giovanissimi migranti protagonisti a Bookcity

Nei giorni dedicati alla cultura per Bookcity 2025 sono presenti anche le voci e i volti dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in tutela al Comune di Milano.
A loro il progetto Fr-Agile! ha offerto un’occasione da protagonisti di scoperta e incontro con la città, attraverso la mediazione di educatori e esperti.
Approdati a Milano, che si fa porto dopo aver attraversato il mare, i giovani MSNA incontrano subito i luoghi di prima accoglienza: volti e sorrisi di persone in cui avere fiducia, in un mondo ancora sconosciuto.
Il nuovo mondo urbano – che va oltre i muri del microcosmo più piccolo e chiuso del punto di primo accesso di via Antonini e del centro servizi Zendrini – si apre al loro sguardo grazie a un laboratorio, che usa il metalinguaggio della fotografia per comunicare con questi ragazzi che ancora non hanno le parole.
Il loro mondo nuovo aspetta di essere esplorato, i luoghi diventano percorribili, conosciuti e via via sempre più familiari: le strade, i vicoli dei Navigli, il tram storico – vettura iconica, che ha conservato intatto il suo aspetto d’epoca e il design originale di inizio Novecento – i mercati, i sotterranei della rete metropolitana e le stazioni secondarie delle ferrovie regionali, piazza Duomo e la Galleria. Proprio nell’iconica piazza, dove i turisti scattano selfie nelle posizioni più strane con lo sfondo delle guglie e li pubblicano a milioni su Instagram, anche i ragazzi approdati sul ‘pianeta Milano’ fanno i loro scatti da inviare alla famiglia.
Un modo attivo, partecipato e coinvolgente di cominciare a abitare il luogo di accoglienza per i cittadini di domani, che con la mostra “Milano vista dal mare” hanno anche l’occasione di presentare alla città il loro importante lavoro di scoperta.
Guide in questo percorso sono il maestro di fotografia Roberto Franchi e il graphic designer Maurizio Milani, che accompagnano i ragazzi a esplorare il loro nuovo ambiente e a afferrarne con il loro smatphone e con la macchina fotografica le immagini che più li colpiscono. Negli smartphone dei ragazzi Franchi scopre a sua volta un tesoro di immagini della memoria dei luoghi d’origine, fatto di albe, fiori colorati e street art: momenti di condivisione e reciprocità che non hanno bisogno di parole.
Proprio il possesso dello smartphone costituisce per molti di questi giovanissimi un fattore che favorisce l’immigrazione dal luogo di origine, l’integrazione nel luogo di approdo e costituisce anche un salvagente relazionale come ha dimostrato la recentissima ricerca “Minori migranti e social media”, curata dal CRIDEE Centro di Ricerca sulle dinamiche evolutive ed educative, diretto dal prof. Luca Milani, e dall’Unità di Ricerca Psicologia, Culture, Migrazioni dell’Università Cattolica di Milano.
Per “Milano vista dal mare”, come per ogni mostra importante, è stato realizzato anche un logo originale e evocativo, che raffigura due immagini: quella del Duomo e quella di un ragazzo dinamico, che come se fosse su un pontile guarda lontano oltre l’orizzonte con una grande forza espressiva, che dà l’impressione di voler fare qualcosa, di voler osare.
La mostra ha debuttato in anteprima per Bookcity a Palazzo Reale, luogo iconico di Milano e ha offerto scorci di un mondo a colori, che spicca dentro cornici di cartone impreziosite dalle variopinte stoffe africane, che dà speranza e può concorrere a dare voce a una narrazione diversa, che abbia la forza di smontare stereotipi e racconti che trasudano di allarmismo sociale. Gli immigrati sono spesso, infatti, bersaglio di uno storytelling tossico, di discriminazione ed esclusione.
Di immigrazione si parla male e non abbastanza, e soprattutto senza mettere al centro la realtà delle persone bisognose di attenzione – ha osservato l’assessore al Welfare Lamberto Bertolè, lamentando un sistema nazionale che non funziona e scarica tutto l’impegno dell’accoglienza di giovani vite sui Comuni, che devono gestire numeri che in genere vanno oltre la capacità di accoglienza. Grazie alla alleanza e alle azioni di sistema di tanti soggetti – dagli educatori agli operatori sanitari, dal mondo dell’educazione a quello dei volontari e dei cittadini attivi – la rete del progetto Fr-Agile! rivela la capacità di guardare all’immigrazione non come emergenza e allarme sociale, ma come fatto strutturale del nostro tempo a cui dare risposte tempestive, concrete e sostenibili nel tempo e sta già raccogliendo i primi importanti risultati a beneficio dei 1406 MSNA in tutela al Comune di Milano, che come suggerisce il quadro Hope esposto in mostra, non sono solo numeri.
Punto di svolta è abbandonare l’approccio rassegnato di non poter fare nulla e aprirci come società accogliente a questa domanda: che cittadini saranno tra dieci anni e che cosa possiamo fare per accompagnarli nel percorso di crescita, se non impegnarci a costruire attorno a loro una rete protettiva e fornire a questi nuovi cittadini strumenti e competenze a garanzia di una vita dignitosa? La stessa domanda, peraltro, che ci poniamo per i nostri figli.
Il percorso laboratoriale, che ha avuto come punto di arrivo questa mostra, è una possibile risposta, che mette in luce e al centro non le difficoltà, ma la curiosità degli sguardi, la sensibilità e i desideri di giovani vite.
Scattare Milano vuol dire conoscere Miano, approdo, porto e a poco a poco casa.
La mostra itinerante nella settimana di Bookcity da Palazzo Reale alla Basilica di Santo Stefano Maggiore e al Centro Diurno Figino, continuerà a essere visitabile successivamente presso quest’ultima sede su prenotazione (centro.diurno@progettofragile.eu) e sarà accolta anche negli spazi delle Biblioteche comunali per rendere sempre più capillare il dialogo con la Città.
Rita Bramante