L’EDIFICIO EX COMUNE DI CRESCENZAGO RITORNA PROPRIETÀ PUBBLICA 

Copia di ARCIPELAGO MILANO (4)

Esprimo a nome di Anpi, Banda musicale, Legambiente e Casa Crescenzago, la soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo della difesa e della salvaguardia dell’edificio storico ex Comune di Crescenzago, riacquisito in proprietà pubblica da parte del Comune di Milano – assieme a tutto l’invenduto dei Fondi Immobiliari Milano 1 e Milano 2 (istituiti nel 2007 e nel 2010 dalla Sindaca Moratti), con Deliberazione della Giunta esecutiva n. 703/12.06.2025. 

Il dispositivo della Delibera riguardante l’edificio ex Comune di Crescenzago – dove risiedono le associazioni – vincolato dalla Sovrintendenza nel 2005 in quanto bene di valore storico-artistico, riassume con chiarezza la finalità dell’interesse generale e la funzione sociale che le associazioni e la cittadinanza attiva perseguono e praticano da sempre, con le loro attività e le loro lotte e, dal 2020, con il progetto di 8 associazioni costituite in Casa Crescenzago.

È scritto nella Delibera: ” Si ritiene infine di riacquisire la proprietà dell’edificio di Via Adriano 2 [Piazza Costantino], in Crescenzago, stante l’interesse del Municipio di appartenenza alla valorizzazione sociale del bene, nel rispetto della sua storica destinazione e secondo le istanze espresse nel corso degli anni dal territorio”.

Era ed è l’obiettivo di sempre delle associazioni locatarie, che possono affermare di aver conseguito davvero una gran bella vittoria che premia l’associazionismo e l’impegno civico.

Arcipelago Milano ha pubblicato diversi miei articoli su questa “storia infinita”, che sembrava dovesse precipitare, anch’essa e definitivamente, nel calderone della (s)vendita ai privati del patrimonio pubblico. Nell’ultimo articolo del 14 gennaio 2025 si ripercorrevano velocemente le tappe di questa impegnativa esperienza di lotta e di resistenza civile e culturale in difesa dei Beni pubblici e degli spazi di democrazia partecipata. Si metteva, tra l’altro, in evidenza come il nostro ricorso al Tar Lombardia avesse dato un risultato esemplare anche dal punto di vista giuridico: la sentenza del giudice, pubblicata il 4 luglio 2024, non dava né ragione né torto a nessuna delle parti (Associazioni e Amministrazione comunale), ma riconosceva la funzione pubblica del Palazzo e il ruolo sociale delle associazioni in quanto soggetti di interesse generale. Vi si dichiarava “la novità della questione nonché la peculiare natura della controversia e degli interessi delle associazioni ricorrenti”.

Sempre in quell’articolo ci si interrogava: “Sindaco Sala, Giunta e Consiglio comunale, Municipio 2: ci siete? Potete battere un colpo? Casa Crescenzago Vi chiede e richiede da tempo un incontro urgente per risolvere l’annosa questione nell’interesse generale e per il bene pubblico e comune (Artt. 3, 9, 41, Costituzione)”.

Il colpo l’ha battuto l’Assessore al Demanio e Bilancio, Emmanuel Conte, lo stesso che aveva presentato all’approvazione del Consiglio Comunale la Delibera di dismissione della “totalità” del patrimonio invenduto dei due fondi (5 dicembre 2022), compreso l’edificio di Piazza Costantino/Via Adriano 2 che doveva ritornare di proprietà demaniale già nel 2015 secondo la Delibera del C.C. n.34, rimasta inattuata. 

Le motivazioni del nostro ricorso si fondavano sia sul valore storico-culturale e sociale del patrimonio pubblico sia sull’evidente loro deprezzamento economico a prevalente interesse del privato, nonché sulla contraddittorietà delle delibere stesse. 

Dopo due aste “non partecipate” e “senza aggiudicazione” e di fronte alla decisione della società di gestione dei fondi di liquidare il complesso dei beni invenduto ” a prezzo anche sensibilmente inferiore a quelli di mercato rispetto ai valori di riferimento individuati dal Terzo indipendente”, l’Assessore Conte ha preso una decisione giusta e coraggiosa nell’interesse generale: la riacquisizione in proprietà pubblica della “totalità degli immobili inclusi nel portafoglio dei due Fondi”, finalizzata alla valorizzazione diretta da parte del Comune sia sotto il profilo economico-commerciale (concessione e locazione),  sia in termini di “offerta abitativa” e di uso sociale e culturale. Si tratta di un valore complessivo residuo di 48.764.639 di euro (41.275.014 del Fondo 1 e 7.489.625 Fondo 2) su un totale di euro 354.450.000 (255.000.000+99.450.000). 

A mio avviso, questa delibera è un atto politico-amministrativo che potrebbe segnare una svolta nella devastante politica trentennale, sia da parte dello Stato centrale che da parte dei Comuni, di svalorizzazione, (s)vendita e privatizzazione di ingenti patrimoni pubblici (cioè di proprietà dei cittadini). 

Ulteriore considerazione. Prima della decisione e della presentazione in Giunta della delibera, l’Assessore, accompagnato dal Presidente del Municipio 2, Simone Locatelli, ha voluto incontrare i rappresentanti delle Associazioni ANPI, Banda musicale, Legambiente e Casa Crescenzago; fare un sopralluogo e visitare l’edificio, verificarne lo stato e constatare la manutenzione e cura da parte dei soggetti associativi. Si sono avviati un dialogo e un confronto che dovrebbero sempre costituire i fondamentali di una società democratica. 

La distanza, sempre più profonda e allarmante, tra governanti e governati, tra società civile e cittadinanza attiva da una parte e sistema istituzionale dall’altra, deve accorciarsi. Perché questo possa realizzarsi occorre il riconoscimento esplicito, anche tramite nuove regole e strumenti di partecipazione diretta, dei bisogni e delle istanze, delle proposte e dei progetti che provengono da comitati ed associazioni, da gruppi di volontariato e di solidarietà. Che si esprimono con il pensiero critico e con il dissenso, con le lotte e con le manifestazioni pacifiche, con documenti propositivi e richieste di dialogo. L’attacco più pesante alla democrazia viene dalla chiusura arrogante da parte delle classi dirigenti e da decisioni e leggi liberticide, da un’ideologia liberistica e mercatista di gestire la cosa pubblica come se fosse un’azienda o un bene privato.

Avremo modo di approfondire prossimamente i contenuti di questa delibera e di ragionare sui Fondi Immobiliari, in particolare su questi due che, istituiti 17 anni fa, si chiuderanno definitivamente entro giugno del 2026. Occorre fare un bilancio economico e sociale ed etico-politico della loro gestione e dei tanti altri “casi” controversi e /o di vera e propria dilapidazione del patrimonio pubblico che assillano la nostra città e contribuiscono a peggiorare l’ambiente urbano e le condizioni di vita delle/dei cittadini. 

Giuseppe Natale

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1 commento

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Annalisa Ferrario

Tutto è bene quel che finisce bene. C’è da chiedersi però perché ci siano voluti quindici anni. Un bene storico, di grande valore simbolico, localizzato strategicamente, sede di associazioni e di servizi… E tu lo vendi? Capisco ancora la Moratti con quel suo demente di direttore generale, ma la Giunta Pisapia? Quella dell’ aria nuova? Poniamoci questa domanda e magari avremo una risposta anche in generale sulla crisi della sinistra. Quindici anni per rendersi conto di una realtà evidente sono davvero troppi.

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