GUERRA IN PALESTINA

Copia di Copia di ARCIPELAGO MILANO (5)

Nessuno che non sia un fanatico mussulmano o un nazista, può non provare profondo e sincero rammarico, fino alla repulsione, per quanto accade a Gaza preso a sé stante “avulso dal contesto”, come dicono quelli bravi, e dalla storia degli ultimi 70 e rotti anni.

Per accettare però un giudizio equo, etico, civile ed oggettivo sugli eventi vorrei aver visto a mia esclusiva esigenza di coerenza etica e dialettica, il 7 ottobre e nei gg successivi schiere di persone che oggi inorridiscono sulla situazione dei civili di Gaza, sfilare nelle strade di tutto il mondo con la bandiera di Israele sulle spalle a riprova del ripudio di quanto era avvenuto. Idem in questi ultimissimi giorni per la orribile uccisioni di due giovani dell’ambasciata israeliana a Washington.

Niente di tutto ciò, ma alle prime reazioni di Israele sono prontamente apparsi manifestanti con bandiera palestinese sulle spalle, e non solo gracidanti cassiere di supermercato e sedicenti studentelli dalla voce in falsetto, anche rettori di Università, oltre al Papa e  ai soliti pennaioli da Tv, se non con la bandiera palestinese però con pesanti parole: puro e semplice antisemitismo millenario “nihil novi sub sole”  Bisogna prenderne coraggiosamente atto e non perdersi in quelle stupide e false disquisizioni che tentano maldestramente di distinguere tra anti Israele e anti semita: perché allora ci sarebbero attacchi e violenze a persone e cose ebraiche in ambito extra Israele? se lo scopo non fosse anti ebraico comunque e ovunque?

Il 7 ottobre non è stato un atto di terrorismo ma un atto di guerra, con invasione di territorio sovrano, uccisione di oltre 1200 persone inermi e inoffensive e vigliacca cattura di 2-300 ostaggi da usare come protezione delle miserabili vite degli assalitori. Un atto di guerra perpetrato da gente che ha nella propria costituzione (parola grossa per un ammasso di persone in gran parte analfabete e prive del minimo quoziente di senso civico) l’impegno per la distruzione di Israele (entità voluta e votata all’ONU dalla maggioranza delle nazioni) e dei suoi abitanti. Cosa e come vuoi rispondere a gente simile? Gente che continua giornalmente e lanciare razzi su zone abitate di Israele, e a non rilasciare gli ostaggi, condizioni queste per avere una tregua e sblocco dei viveri. Di Hamas e soci bisogna liberarsi, non ci sono spazi di trattativa, in questo Netanyahu ha ragione.

E poi veniamo alla popolazione non concretamente belligerante di Gaza: se fossero un minimo intelligenti (parola grossa anche in questo caso!) innanzitutto non darebbero ai gli addetti Hamas copertura e protezione nelle case, negli ospedali e comunque nei locali civili perché gli israeliani lo vengono subito a sapere e li colpiscono preavvertendo prima; quindi i “poveri civili” di Gaza sono in gran parte corresponsabili della loro situazione. E poi c’è da chiedersi, anzi i civili di Gaza dovrebbero chiedersi, quali benefici hanno ottenuto in 70 e oltre anni di lotta armata contro Israele (e contro gli ebrei anche all’estero, vedi Monaco e altri)? NULLA! solo miliardi di $ elargiti dagli stati petroliferi arabi che hanno tutto l’interesse a mantenere lo statu quo e distrarre così l’attenzione delle loro miserabili popolazioni dalle immense ricchezze che accumulano e non ridistribuiscono! Sadat dimostrò che offrendo la pace a Israele ottenne pace e benessere al suo interno e addirittura ottenne gratis da Israele tutte le infrastrutture realizzate nel Negev durante gli anni di occupazione, mentre Arafat morì miliardario lasciando Gaza e la Cisgiordania in condizioni miserevoli. Solo un cieco può non vedere che chi vuole e ha veramente interesse alla pace è Israele e non certo Hamas e accoliti. Liberino gli ostaggi, cessino il lancio di razzi verso Israele, destituiscano Hamas e accoliti con una vera insurrezione popolare e vedrete che la pace arriva. Ma questo le commesse di supermercato con la bandiera palestinese sulle spalle non lo capiscono!!! Vorrei che persone raziocinanti lo capissero. Questo dovrebbe il mondo, e l’ONU, chiedere a gran voce, e non accusare Israele di genocidio, per fare pari e patta con ciò che hanno subito gli ebrei e liberarsi così la coscienza!

Qui poi volevo aggiungere una ulteriore considerazione che credo aiuti anch’essa a capire la situazione soprattutto sul versante israeliano:

quando viaggiavo molto in Israele, erano i primi anni ’60, ossia 15 anni o poco più dalla fine della guerra e qualche anno meno dalla formazione dello Stato di Israele, avevo molti amici quasi tutti “sabre”, ossia già nati in Israele, i quali non capivano, non accettavano, ed anzi ne facevano una colpa ai loro genitori, come fosse potuta accadere la Shoah, ossia non capivano come milioni di persone avessero potuto seguire a capo chino i  loro aguzzini fino alla morte violenta senza reagire ( esclusi i pochi  casi tipo Ghetto di Varsavia), e dicevano convinti “never again”, non succederà mai più! 

E così fu al primo attacco arabo quando le navi inglesi che abbandonavano il protettorato della Palestina erano ancora visibili al largo, così fu per la guerra del kippur, a cui gli israeliani reagirono respingendo ogni attacco e sconfiggendo gli arabi .Sì, never again, con gli israeliani di oggi la reazione sarà sempre se vuoi un po’ esagerata, ma lo è anche perché quegli improponibili arabi mussulmani, di Hamas in questo caso, continuano a lanciare razzi sulle città israeliane e a non consegnare gli ostaggi!

Eduardo Szego

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11 comments

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Chiara Vogliatto

Trovo ripugnante e falsificatori questo intervento. Certo, il 7 ottobre sono stati orrendamente massacrati 1200 israeliani innocenti. Ma quanti palestinesi sono stati barbaramente uccisi dagli israeliani dagli anni ’30 in avanti? Quante terre rubate? Quanti diritti calpestati? Israele è un orrendo stato canaglia, è ora di dirlo. Il sionismo è razzista, violento, colonialista, ingiustificabile. E certo, si può (e si deve) essere contro Israele (stato fantoccio creato dall’ ONU senza che ne avesse diritto) senza per questo essere antisemiti. Consiglio all’ autore di questo articolo di svegliarsi, di guardarsi allo specchio e di vergognarsi

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Anna Rita Zagaglia

Con riferimento all’articolo di Edoardo Szego, vorrei evidenziare che è ormai acclarato da fonti giornalistiche israeliane che il 7 ottobre è stato usato dall’esercito israeliano il protocollo Hannibal e quindi ci sono stati tanti morti per il metodo militare applicato dall’IDF stessa. Ci sono anche testimonianze di sopravvissuti del kibbutz attaccato di uccisioni indistinte.
Tutto l’articolo poggia poi sul presupposto razzista che questi palestinesi siano delle bestie e devono di conseguenza essere trucidati senza pietà a decine di migliaia…
Un articolo scandaloso e disumano. Mi meraviglio che Arcipelago Milano abbia permesso la sua pubblicazione. Spero, per la salvezza del diritto internazionale, che Israele collassi e, di conseguenza, non si realizzi questa espansione sionista che non è altro che l’ultimo rigurgito di un colonialismo segnato dalla sopraffazione e dall’orrore.

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Pietro Vismara

Sull’oscena bandiera israeliana lorda di sangue ci sputo sopra, altro che mettermela sulle spalle!

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Annalisa Ferrario

Intervento confuso e squilibrato, zeppo di falsità propagandistiche. Hamas (che nessuno difende) è chiaramente un esito delle politiche di Israele, e non viceversa: le responsabilità sono chiare. “Never again”? Così i perseguitati sono diventati persecutori della peggiore specie, dimenticandosi dei fondamentali della civiltà. Never again Israele, direi.

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Cesare Mocchi

Fra le tante cose orrende e sbagliate contenute nell’articolo, segnalo quello che può sembrare un dettaglio ma è rivelatore: secondo l’autore, chi viene massacrato oggi dagli israeliani è “arabo” o “mussulmano”. Viene negato anche nelle parole quello che invece è la realtà che è alla radice del problema: quelli sono palestinesi, non “mussulmani” (ci sono anche palestinesi cristiani) e sono lì da migliaia di anni (è testimoniato anche dalla Bibbia, i filistei con cui lottano gli ebrei sono appunto i palestinesi). Ma il loro diritto di autodeterminazione è stato negato dalle potenze occidentali, forse per i sensi di colpa di non avere protetto gli ebrei dal nazismo (ma il sionismo colonialista inizia prima). Con quale diritto l’ONU si è inventato uno stato inesistente e ha compresso i diritti palestinesi? E’ evidente che l’autore dell’articolo (come già in precedenti interventi) manco si pone il problema: quelli sono arabi, e o devono andarsene o stare zitti. E’ evidente che non capisce niente e che i suoi valori morali sono nulli, altro che richiamo alle persone raziocinanti! Cominci lui a capire – o almeno a fare uno sforzo. Inizia a chiamare le persone con il loro nome: palestinesi. Può darsi che un barlume di ragionamento inizi a muoversi nella sua mente.

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Cesare Mocchi

sull’ipotetico “pacifismo” di Israele (davvero non c’è limite alla falsificazione lessicale) valgono le parole immortali di Tacito: hanno fatto un deserto, e l’hanno chiamato pace. Ovvero, dopo aver torturato e oppresso in tutti i modi i legittimi abitanti di quella terra, vorrebbero che si stendesse un pietoso velo sulle loro malefatte e che nessuno gliele ricordi o contesti. Davvero non c’è limite alla protervia

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Bianca b

Netanyahu non avrebbe potuto dir meglio!

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Eduardo Szego

Le argomentazioni , lo stile e il lessico dei contestatori del mio articolo sono sufficienti a qualificarne il contenuto e gli autori, e ad indurre me ad astenermi il più possibile da qualsiasi polemica diretta. Quel tipo di reazione risponde al bisogno troppo a lungo represso di risfoderare l’antisemitismom latente, a stento e troppo a lungo represso: finalmente si è presentata un’occasione che per loro giustifica poter vomitare, anzi “sputare” dice uno degli “elegantissimi” interlocutori, su uno dei simboli  rappresentativi degli ebrei, ossia la bandiera di Israele. Ma non si illudano i miei contestatori, non ci sarà un’altra Shoah, never again!
Anche l’accusa di genocidio rivolta ad Israele,  come ho già detto,  tradisce palesemente la volontà del subconscio di questi antisemiti mascherati di fare pari e patta con ciò che fu fatto agli ebrei, ancora nei recenti anni quaranta, pensando con ciò di mettersi la coscienza a posto. Ogni volta che si assiste ad un attacco armato, per giunta vile e a sorpresa, mi schiero sempre dalla parte dell’assalito: così fu nel ’39 con la Polonia assalita e invasa dai tedeschi e successivamente nel ’41 con la base americana di Pearl Harbor distrutta dai Giapponesi; ero grandino, già leggevo e capivo quanto accadeva, e già allora non ebbi dubbi da quale parte  schierarmi, e così la penso ancora oggi pur sapendo che quei due atti proditori causarono una guerra mondiale che causò oltre 70 milioni di vittime, di cui 48 milioni erano civili. Le guerre sono sempre e per tutti una sconfitta perchè lo sconfitto è l’essere umano, ma a maggior ragione non ci si può schierare dalla parte di chi le guerre le innesca. E nel caso in questione non solo gli islamici di palestina ( chiamandoli così faccio contento l’accademico della crusca che si arrampica in una dissertazione etnica linguistica evidentemente superiore al suo livello scolastico) l’hanno proditoriamente innescata ma continuano a lanciare razzi su Israele e a non liberare gli ostaggi, le due condizioni per far cessare le azioni di contrattacco israeliano.Gli atti dei palestinesi non sono irredentismo, ma puro terrorismo, come lo fu l’attacco alle Twin Towers, al villaggio olimpico di Monaco e tanti altri: sono una speculazione economica lautamente ricompensata da petrodollari provenienti dai ricchissimi paesi arabi. Se così non fosse avrebbero avuto tutte le occasioni per sedersi a un tavolo di pace con Israele come fece Sadat che offrì la pace subito accolta da  Israele, anche se ciò gli costò la vita perchè ucciso dagli stessi fanatici islamici che alla pace  preferiscono lo stato permanente di guerra. Per capire cosa anima gli islamici, non va neppure dimenticata l’alleanza stipulata nel 1941 tra Hitler e il gran Muftì di Gerusalemme, per dare supporto ai nazisti nella caccia agli ebrei, e allora ancora non esisteva la rivendicazione dei territori della Palestina perchè non esisteva ancora  Israele,  ma solo puro antisemitismo!
E infine voglio esprimere vicinanza e solidarietà all’amico Luca Beltrami Gadolla, egregio Direttore di ArcipelagoMilano, trascinato anche quest’ultimo nel dileggio da parte dei contestatori del mio articolo: le mie argomentazioni sono in buona compagnia con altre simili argomentazioni di giornalisti ben più blasonati di me, apparse anche di recente su illustri quotidiani italiani.

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Paolo Viola

No, caro Eduardo, neanch’io sono d’accordo con quanto hai scritto e riscritto su Israele e la Palestina.
Condivido l’indignazione dei tuoi lettori che ti rimproverano una lettura distorta della storia e in particolare della politica israeliana nei confronti del popolo palestinese. Basterebbe riflettere sul comportamento dei coloni israeliani in Cisgiordania, o rileggersi Amos Oz, Abraham Yehoshua o David Grossman, solo per citare alcune delle voci più limpide della recente letteratura ebraica.
Ovviamente senza nulla togliere ai torti subiti da quel popolo, altrettanto martoriato, che fino a ieri ancora meritava la nostra commossa comprensione!

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Eduardo Szego

Mi dispiace molto caro Paolo non trovarti neanche parzialmente d’accordo: tu pensi al comportamento dei coloni israeliani in Cisgiordania, io penso a Twin Tower, a Monaco, alla guerra del Kippur, al 7 ottobre, e tanto altro che è ben peggio: costruire case abusive è ben altro dal trucidare a sangue freddo migliaia di persone Il mondo è sotto continuo scacco del terrorismo islamico che ha il supporto purtroppo del diffuso antisemitismo mai sopito.

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Anna Rita Zagaglia

Buonasera, forse il signor Szego non ha compreso che ciò che si critica non è l’appartenenza a una religione ma l’idea colonialista del governo israeliano che perpetra il genocidio nei confronti dei palestinesi.
Tutti noi pensavamo che attraverso il diritto internazionale e gli Organismi creati dopo l’ultima guerra non ci sarebbe più stata un’altra Shoah, never again. Purtroppo mentre noi dialoghiamo il governo israeliano sta facendo morire di fame decine di migliaia di civili palestinesi, migliaia di bambini, dichiarati in massa complici dei crimini commessi da Hamas. I cecchini uccidono abitualmente i bambini palestinesi sparandogli alla testa o al petto. Gaza è diventata un laboratorio per testare armamenti e sistemi di intelligenza artificiale che poi il governo israeliano rivende già testati. I medici palestinesi vengono rapiti e torturati. Il direttore dell’ospedale Kamal Aswan di Gaza viene sottoposto a gravi torture, abusi e maltrattamenti nei centri di detenzione israeliani senza nessuna accusa. Sono stati uccisi oltre duecento giornalisti palestinesi a Gaza! Nessun rispetto per le regole di diritto internazionale in guerra, che poi questa non è una guerra perché non ci sono due eserciti di due Stati che si confrontano.
Purtroppo c’è in corso un genocidio: AGAIN.

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