GUERRA IN PALESTINA

Nessuno che non sia un fanatico mussulmano o un nazista, può non provare profondo e sincero rammarico, fino alla repulsione, per quanto accade a Gaza preso a sé stante “avulso dal contesto”, come dicono quelli bravi, e dalla storia degli ultimi 70 e rotti anni.
Per accettare però un giudizio equo, etico, civile ed oggettivo sugli eventi vorrei aver visto a mia esclusiva esigenza di coerenza etica e dialettica, il 7 ottobre e nei gg successivi schiere di persone che oggi inorridiscono sulla situazione dei civili di Gaza, sfilare nelle strade di tutto il mondo con la bandiera di Israele sulle spalle a riprova del ripudio di quanto era avvenuto. Idem in questi ultimissimi giorni per la orribile uccisioni di due giovani dell’ambasciata israeliana a Washington.
Niente di tutto ciò, ma alle prime reazioni di Israele sono prontamente apparsi manifestanti con bandiera palestinese sulle spalle, e non solo gracidanti cassiere di supermercato e sedicenti studentelli dalla voce in falsetto, anche rettori di Università, oltre al Papa e ai soliti pennaioli da Tv, se non con la bandiera palestinese però con pesanti parole: puro e semplice antisemitismo millenario “nihil novi sub sole” Bisogna prenderne coraggiosamente atto e non perdersi in quelle stupide e false disquisizioni che tentano maldestramente di distinguere tra anti Israele e anti semita: perché allora ci sarebbero attacchi e violenze a persone e cose ebraiche in ambito extra Israele? se lo scopo non fosse anti ebraico comunque e ovunque?
Il 7 ottobre non è stato un atto di terrorismo ma un atto di guerra, con invasione di territorio sovrano, uccisione di oltre 1200 persone inermi e inoffensive e vigliacca cattura di 2-300 ostaggi da usare come protezione delle miserabili vite degli assalitori. Un atto di guerra perpetrato da gente che ha nella propria costituzione (parola grossa per un ammasso di persone in gran parte analfabete e prive del minimo quoziente di senso civico) l’impegno per la distruzione di Israele (entità voluta e votata all’ONU dalla maggioranza delle nazioni) e dei suoi abitanti. Cosa e come vuoi rispondere a gente simile? Gente che continua giornalmente e lanciare razzi su zone abitate di Israele, e a non rilasciare gli ostaggi, condizioni queste per avere una tregua e sblocco dei viveri. Di Hamas e soci bisogna liberarsi, non ci sono spazi di trattativa, in questo Netanyahu ha ragione.
E poi veniamo alla popolazione non concretamente belligerante di Gaza: se fossero un minimo intelligenti (parola grossa anche in questo caso!) innanzitutto non darebbero ai gli addetti Hamas copertura e protezione nelle case, negli ospedali e comunque nei locali civili perché gli israeliani lo vengono subito a sapere e li colpiscono preavvertendo prima; quindi i “poveri civili” di Gaza sono in gran parte corresponsabili della loro situazione. E poi c’è da chiedersi, anzi i civili di Gaza dovrebbero chiedersi, quali benefici hanno ottenuto in 70 e oltre anni di lotta armata contro Israele (e contro gli ebrei anche all’estero, vedi Monaco e altri)? NULLA! solo miliardi di $ elargiti dagli stati petroliferi arabi che hanno tutto l’interesse a mantenere lo statu quo e distrarre così l’attenzione delle loro miserabili popolazioni dalle immense ricchezze che accumulano e non ridistribuiscono! Sadat dimostrò che offrendo la pace a Israele ottenne pace e benessere al suo interno e addirittura ottenne gratis da Israele tutte le infrastrutture realizzate nel Negev durante gli anni di occupazione, mentre Arafat morì miliardario lasciando Gaza e la Cisgiordania in condizioni miserevoli. Solo un cieco può non vedere che chi vuole e ha veramente interesse alla pace è Israele e non certo Hamas e accoliti. Liberino gli ostaggi, cessino il lancio di razzi verso Israele, destituiscano Hamas e accoliti con una vera insurrezione popolare e vedrete che la pace arriva. Ma questo le commesse di supermercato con la bandiera palestinese sulle spalle non lo capiscono!!! Vorrei che persone raziocinanti lo capissero. Questo dovrebbe il mondo, e l’ONU, chiedere a gran voce, e non accusare Israele di genocidio, per fare pari e patta con ciò che hanno subito gli ebrei e liberarsi così la coscienza!
Qui poi volevo aggiungere una ulteriore considerazione che credo aiuti anch’essa a capire la situazione soprattutto sul versante israeliano:
quando viaggiavo molto in Israele, erano i primi anni ’60, ossia 15 anni o poco più dalla fine della guerra e qualche anno meno dalla formazione dello Stato di Israele, avevo molti amici quasi tutti “sabre”, ossia già nati in Israele, i quali non capivano, non accettavano, ed anzi ne facevano una colpa ai loro genitori, come fosse potuta accadere la Shoah, ossia non capivano come milioni di persone avessero potuto seguire a capo chino i loro aguzzini fino alla morte violenta senza reagire ( esclusi i pochi casi tipo Ghetto di Varsavia), e dicevano convinti “never again”, non succederà mai più!
E così fu al primo attacco arabo quando le navi inglesi che abbandonavano il protettorato della Palestina erano ancora visibili al largo, così fu per la guerra del kippur, a cui gli israeliani reagirono respingendo ogni attacco e sconfiggendo gli arabi .Sì, never again, con gli israeliani di oggi la reazione sarà sempre se vuoi un po’ esagerata, ma lo è anche perché quegli improponibili arabi mussulmani, di Hamas in questo caso, continuano a lanciare razzi sulle città israeliane e a non consegnare gli ostaggi!
Eduardo Szego

11 comments