FORUM WELFARE25. LE SFIDE SOCIALI DELLA CITTÀ

La tre giorni del Forum, che quest’anno si è svolta presso gli spazi di BASE Milano, ha passato in rassegna i risultati finora raggiunti e avviato una riflessione per definire l’architettura del prossimo piano di sviluppo del welfare, consolidando la logica di coordinamento interassessorile e di coprogettazione territoriale con gli Enti del Terzo Settore.
La frase guida dei lavori è stata tratta dal Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni”. Monito quanto mai importante e strategico, vista l’attuale fase storica in cui le diseguaglianze sociali crescono, i bisogni aumentano e si diversificano, e le persone più fragili rischiano di pagare il prezzo di politiche di riduzione delle risorse ai Comuni, in favore di altri capitoli di bilancio. Rischiano, cioè, di dover fare i conti con meno servizi di prossimità e più solitudine.
L’impegno del Comune di Milano, del sistema sanitario e del terzo settore va nella direzione di rafforzare la regia di rete, stabilizzando e rendendo più integrata la collaborazione a favore di servizi sempre più personalizzati di prevenzione e inclusione.
Un focus particolare è stato dedicato alla cabina di regia del sistema cittadino di accoglienza e integrazione delle persone con background migratorio. Il fenomeno è descritto in tutta la sua complessità e portata il nel recente Rapporto ISMU.
Antonella Colombo, insieme a altri rappresentanti della cabina di regia, ha spiegato che la coprogettazione e la partnership ampia con oltre 40 Enti del Terzo Settore persegue il tentativo di definire un modello di governance nuovo e sfidante, che non riguarda soltanto le persone accolte con il Sistema di accoglienza e integrazione (SAI), ma anche tutti i cittadini arrivati con altre modalità – corridoi umanitari, decreto flussi, …- o già presenti in città e bisognosi di servizi specialistici.
Attraverso una “spinta gentile” bisogna superare l’allarmismo sociale dell’agenda mediatica e perseguire il tentativo virtuoso di liberare il discorso pubblico da una polarizzazione che da un lato considera l’immigrazione come problema e fenomeno emergenziale, dall’altro come risorsa e fenomeno strutturale. Bisogna, in altri termini, saper stare dentro un’”emergenza strutturale”. Ancora una volta sono illuminanti le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Meeting di Rimini nell’agosto dello scorso anno: “I fenomeni migratori vanno affrontati per quello che sono, movimenti globali, che non vengono cancellati da muri o barriere”.
La filiera dell’accoglienza va stabilizzata e resa più integrata e proficua, in modo che si possa uscirne con un’autonomia lavorativa, una soluzione abitativa e un’adeguata padronanza linguistica, tenendo conto della diversità dei bisogni linguistici degli apprendenti, che vanno dalla prima alfabetizzazione (più del 60% non arriva al livello A1) a livelli alti di competenza.
Un’attenzione particolare va riservata ai minori stranieri non accompagnati (MSNA): il campione di circa 3.400 MSNA censiti sul territorio italiano tra il 2020 e il 2022, mostra che solo 1 minore su 5 ha avuto accesso a percorsi del sistema scolastico che offrono la possibilità di acquisire un titolo di studio. La maggioranza di loro riesce a frequentare corsi di alfabetizzazione in lingua italiana prevalentemente presso il centro di accoglienza in cui vive, in un ambiente formativo segregato, con soli MSNA. Né è trascurabile il dato della quota di MSNA non coinvolti in alcuna attività educativo-formativa, stimata pari al 6%.
Su queste criticità sta lavorando il progetto “FR-AGILE! Luoghi, legami, connessioni per l’inclusione socio-educativa dei MSNA con vulnerabilità”, cofinanziato dalle Fondazioni “Con i bambini”, “Peppino Vismara” e “Cariplo”, presentato al pubblico del Forum da Giovanni Romano, responsabile del progetto.
L’assessore Lamberto Bertolè ha valorizzato il Milano Welcome Center, punto unico di accoglienza e integrazione inaugurato lo scorso novembre, che costituisce un riferimento cittadino strategico per la tenuta del modello di governance e garantisce presa in carico e accompagnamento in tema di consulenza sociale, giuridica e amministrativa sia in materia di riconoscimento dei titoli di studio, formazione professionale e inserimento lavorativo, sia per le operazioni di ricongiungimento familiare o ritorno volontario assistito.
Questo primo one-stop-shop in Italia dedicato all’inclusione delle persone con background migratorio è stato definito un fiore all’occhiello e una buona pratica da monitorare e replicare in altri Comuni anche dalla responsabile del Dipartimento Immigrazione e Politiche per l’accoglienza e l’integrazione di ANCI, Camilla Orlandi.
La chiusura dei lavori alza lo sguardo su quattro sfide sociali cruciali delle politiche di welfare, in cui già siamo immersi e che devono vedere l’amministrazione centrale e locale impegnata al massimo per anticiparne o contenerne i rischi: demografia, immigrazione, disuguaglianze e solitudini.
Nel panel dei relatori di questa sessione conclusiva dei lavori non poteva mancare Francesco Billari, professore di demografia presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche e Rettore dell’Università Bocconi di Milano, autore di un saggio recente che prospetta la necessità di utilizzare “le lenti della demografia” per leggere il presente e costruire il futuro[1].
L’immigrazione in Italia non ha soltanto contribuito, infatti, a contenere il calo della popolazione, ma ne ha rallentato altresì il processo di invecchiamento: un bambino su 8 under 15 è straniero e poco più del 5% degli stranieri residenti in Italia avevano 65 anni o più all’inizio del 2023, contro il 24,1% della popolazione nel suo complesso. Dal momento che il nostro paese ha una fecondità sotto il livello di sostituzione delle generazioni da quasi cinquant’anni “la nave demografica italiana” – avverte Billari – deve essere popolata attraverso l’immigrazione dall’estero, attraendo giovani e prendendosi cura della loro integrazione formativa e lavorativa in una società inclusiva e rispettosa della diversità.
Oltre alle sfide dell’invecchiamento della popolazione e del declino demografico, in una società in cui – come sottolinea la sociologa Chiara Saraceno –le diseguaglianze si stanno riallargando e frastagliando e mostrano anche aspetti finora inediti, la città metropolitana di Milano non può trascurare i costi delle case, i lavori precari e a basso salario, l’incidenza della povertà assoluta e la crescente percezione di insicurezza, che orienta il voto verso chi propone politiche sempre più restrittive. Ci si deve interrogare anche sul tema delle solitudini e sulle fragilità soprattutto di anziani e grandi anziani, tra cui cresce la non autosufficienza e la necessità di trovare risposte nuove ai bisogni di assistenza.
L’assessore Bertolè è consapevole che queste questioni sono destinate a complicarsi nei prossimi anni e chiede l’alleanza di tutti, parti sociali, imprese e anche mondo dell’informazione.
Rita Bramante
[1] . BILLARI, Domani è oggi. Costruire il futuro con le lenti della demografia, Egea, 2023; R. BRAMANTE, La sfida demografica in Italia, in “Education 2.0”, aprile 2024

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