11 Febbraio 2025

L’URBANISTICA E I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE

Un futuro distopico


COP6

Una piccola premessa: non sono un “laudator temporis acti”, la frase che Orazio annovera tra i difetti della vecchiaia, anzi il tempo passato mi conforta perché ho visto molto, forse peggio di quello che vediamo oggi, ma mi aiuta a vivere nella speranza che le cose cambino in meglio ovviamente e da milanese, la speranza di un cambiamento della città non mi abbandona, forse per la curiosità di vedere come andrà a finire.

Alla categoria del passato che non si dimentica mi ha dato una mano l’intervista a Piero Borghini pubblicata su Corriere della Sera MILANO lunedì 7 ultimo scorso, intervistato sul presente di Milano, travolta dai PM e dai tanti problemi che la affliggono.

Tra le tante risposte di  Borghini quella che mi ha colpito di più eccola qui: «Credo che Boccia, nome omen, prima di bocciare il Salva Milano debba parlare con la sua segretaria e con la capogruppo del Pd alla Camera. E poi faccia l’esame all’amministrazione di Milano, perché prima di Sala c’era Pisapia. Negli ultimi 13 anni è stata la sinistra che ha gestito l’urbanistica con assessori di prim’ordine come De Cesaris, Maran e ora Tancredi».

Nell’elencare gli assessori di prim’ordine ne ha dimenticato uno, Carlo Masseroli: l’uomo che è all’origine del disastro attuale.

Per chi non lo ricorda Borghini è stato anche  nel 2005 consigliere regionale de “il popolo delle Libertà” e nel 2005-2006 ce lo troviamo assessore alle opere pubbliche, alle politiche per la casa nella terza Giunta Formigoni, ma lo troviamo anche dirigente del Comune di Milano chiamato dalla Moratti, con doppio stipendio: consigliere regionale e anche dirigente comunale.

Nel 2006 candidato in Comune nella lista Moratti non viene eletto e viene nominato   Direttore generale del Comune di Milano, incarico che lascia nel 2008, per essere poi nominato nel 2009  dirigente e consigliere “per le relazioni politiche e istituzionali” del sindaco Moratti con il lauto compenso di 279 000 euro l’anno. E se non erro, sommava anche lo stipendio di consigliere regionale. 

Torniamo agli assessori Cavalieri dell’Apocalisse: Masseroli (Giunta Moratti), De Cesaris (Giunta Pisapia), Maran (Giunta Sala),  Tancredi (attuale Giunta Sala).

A ciascuno il suo. 

Negli ultimi giorni di maggio 2011 l’assessore Masseroli fà passare in Consiglio Comunale il “suo” PGT tra le proteste degli urbanisti più attenti al futuro della città ed alla tutela dei beni comuni.

C’è però un intoppo: l’iter burocratico del PGT non è completo ed è necessario che lo sia perché diventi vigente. È necessario dunque un nuovo passaggio in Consiglio ma nel frattempo ci sono state nuove elezioni e tutto è cambiato, comincia la sindacatura Pisapia e c’è un nuovo assessore all’Urbanistica: Ada Lucia De Cesaris.

C’è dunque la possibilità di lasciar cadere il PGT di Masseroli e farne uno nuovo. Si scatena un putiferio perché un nuovo PGT richiede almeno un paio d’anni e questa ipotesi manda su tutte le furie gli immobiliaristi e i costruttori che vedono sfuggir di mano un PGT che sembra fatto apposta per saziare la loro ingordigia: il PGT di Masseroli è quello che rende edificabili gli Scali Ferroviari oltre ad altre ghiotte aree.

Pisapia,forte del suo motto: “La rivoluzione gentile” e premuto dalla sua nuova assessora, la De Cesaris (molto vicina agli immobiliaristi), salta l’ostacolo e fa riapprovare il PGT tra le proteste di chi già aveva criticato il PGT Maseroli per i suoi favori agli immobiliaristi e alle imprese edili.

Arriva l’assessore Maran che si distingue nel favorire i soliti amici, gli stessi di Masseroli. Di Maran ho scritto spesso e ne trovate un primo ritrattino su ArcipelagoMilano oltre che in altri miei editoriali. Le sue malefatte hanno arricchito la cronaca dei quotidiani milanesi e scatenato i “comitati”.

Quanto a Tancredi già sappiamo tutto a cominciare col pasticcio dei PM e il SalvaMilano.

Nel 2024 Maran lascia Milano e se ne va Bruxelles: i Quattro cavalieri dell’Apocalisse restano in tre ma a completare il quartetto ci pensa Manfredi Catella con la sua COIMA.

I signori sono serviti, comunque perché resta sempre chi guida la cavalleria: Beppe Sala, sindaco.

Tempi bui e distopici per la città e chi ne difende i beni comuni.

Luca Beltrami Gadola 



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  1. Renato GaroffoloLunedi 10/02 dopo la votazione della salvamilano (sindaco assente era a Roma al teatrino della Gruber) ci sono state urla e cartelli di dissenso si è sentito urlare VERGOGNA VERGONA VERGOGNA,ma anche altro. . . Tribuna del pubblico esaurita. Fuori P. Marino la pioggia non ha fermato almeno un centinaio di persone con cartelli e striscioni.
    11 Febbraio 2025 • 23:48Rispondi
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