KETAMA126 E ACHILLE LAURO: IL NUOVO CULT ROMANO

Achille Lauro è un artista che nel corso della sua carriera ha attraversato diverse fasi. Lo stile Trap nelle sonorità e nelle attitudini degli esordi è stato, anni fa, sostituito da una nuova inclinazione verso la musica suonata e gli arrangiamenti punk. Con le ultime uscite, invece, stiamo vivendo la fase più cantautorale e matura della sua carriera. L’immagine ripulita, che si riflette anche in un cambiamento radicale nell’approccio agli eventi live, è stata promossa anche tramite X-Factor. Così facendo, gli è stato possibile allargare il proprio pubblico, estendendolo alla fascia di età più avanzata.
Amore Disperato è il brano che riassume meglio questa sua trasformazione, e simboleggia il ritorno alla canzone d’autore. Il testo si distacca dalla moda criminale e affronta temi più tipici della canzone del passato, ma senza distaccarsi troppo dallo stile di scrittura moderno e distintivo dell’artista.
Testo di Amore Disperato:
Okay, ricordo quando al mattino non ci alzavamo
E fumare fino a mattina giù a Marechiaro
Non ricordo mai veramente quando ho iniziato
Non si smette mai veramente quando iniziamo
Se la libertà è un errore da adolescente
Amare senza chiedere, odiarsi senza comprendere
Cos’è l’amore? Il nostro non sono solo parole
È un amore più la merceria di piazza Sempione
Adesso dove vado?
Senza ma, senza se, senza te
Amore disperato
Lo sai meglio di me, che sei meglio
E che non sono in grado
Che frase stupida
Ti chiedo scusa ma, lo sai
A volte è complicato
È inutile che ti difenda da me
E se passiamo un’altra notte
Tra far l’amore e fare a botte
Che differenza c’è
Se siamo io e te
Non sono desideri, è la legge dell’attrazione
La vita, si, è una foto, un disturbo dell’attenzione
E tu che ci sei stata, si, sempre come un’amica
Quella piccola casa, quel nido, a via Tina Pica
E poi si, in quello scatto, un abbraccio senza colori
Quella canzone sempre e per sempre di De Gregori
Cosa ne sanno gli altri di vivere come noi?
Davvero, sempre per sempre ovunque saremo
Adesso dove vado?
Senza ma, senza se, senza te
Amore disperato
Lo sai meglio di me, che sei meglio
E che non sono in grado
Che frase stupida
Ti chiedo scusa ma, lo sai
A volte è complicato
È inutile che ti difenda da me
E se passiamo un’altra notte
Tra far l’amore e fare a botte
Che differenza c’è
Se siamo io e te
Sì forse c’è cura o forse no
E bisogna perdere
E forse no, non ti ritroverò
Non mi hai mai chiesto niente
Forse un giorno, forse solo un giorno
Un fiore da prendere
Quel fiore, si, un minuto a calpestarlo
Anni per crescere
Adesso dove vado?
Senza ma, senza se, senza te
Amore disperato
Lo sai meglio di me, che sei meglio
E che non sono in grado
Che frase stupida
Ti chiedo scusa ma, lo sai
A volte è complicato
Roma ha una forte presenza sia nella scena della musica hip-hop che in quella d’autore, e stiamo notando come oggi il filone di Califano e del Folk Studio sia apprezzato e venga ripreso dalle, ormai non più tanto, nuove leve.
Ketama126, che ha una discografia chiaramente Trap, si è recentemente dichiarato stufo di fare musica di quel genere e che pubblicherà “finalmente un album con i musicisti che suonano e un cantante che canta”. Il preludio di questo disco è il nuovo singolo, uscito a mezzanotte del dieci gennaio, La Caciara. La voce di Ketama è ora nuda da autotune e dal punto di vista musicale il brano ricalca i canoni stilistici della canzone popolare romana, mantenendo anche le influenze gitane, che per altro sono citate nel testo.
Testo di La Caciara:
È chiaro
‘Sta vita c’ha un sapore amaro
Un po’ come un whisky pregiato
Bruciava sul palato, ma l’ho apprezzato
Amico mio versane un altro
Sennò mi faccio il sangue amaro
Ti ho già capita dallo sguardo
Sorrido ma è un sorriso amaro
Di un condannato
Ne faccio un’altra tanto de quarcosa ce tocca morì
Se l’è cercata ‘sto povero scemo, poi scrivono R.I.P.
A chi tocca nn’se ‘ngrugna
Il più pulito ha la rogna
La verità è una menzogna
L’amore carogna
Che vita amara
Sirene in mezzo alla strada
Lei balla come ‘na gitana
Una di Magliana
Du piotte sulla tangenziale
Senti che caciara
Che vita amara
Sirene in mezzo alla strada
Lei balla come ‘na gitana
Una di Magliana
Du piotte sulla tangenziale
Senti che caciara
Sangue tossico nelle vene
Ancora non sono morto
‘Sta città che ti vuole bene come due mani sul collo
Poi ti mette le manette, camionette, vanno a fuoco
Lei mi prende, lentamente, poco a poco
Ne faccio un’altra tanto de quarcosa ce tocca morì
Se l’è cercata ‘sto povero scemo, poi scrivono R.I.P.
A chi tocca nn’se ‘ngrugna
Il più pulito ha la rogna
La verità è una menzogna
L’amore carogna
Che vita amara
Sirene in mezzo alla strada
Lei balla come ‘na gitana
Una di Magliana
Du piotte sulla tangenziale
Senti che caciara
Che vita amara
Sirene in mezzo alla strada
Lei balla come ‘na gitana
Una di Magliana
Du piotte sulla tangenziale
Senti che caciara
Spero, e c’è buona possibilità che accada, che la musica romana ritorni prevalentemente a questo stile e che incoraggi anche tutti gli altri artisti italiani a reimpadronirsi creativamente delle proprie radici, in modo da poter offrire nuovamente al pubblico un panorama musicale vario e caratteristico, che oramai abbiamo perso.
Tommaso Lupo Papi Salonia
