LA MAURA, IDEA DI PROGETTO CHE RISVEGLIA LA CITTÀ

L’idea di progetto presentata il 21 novembre muove dall’esigenza di affrontare definitivamente le odierne debolezze normative che consentirebbero, anche in un futuro prossimo, un destino della Maura paragonabile alle recenti pessime trasformazioni urbane, da ultima quella del vicino Trotto.
L’area
Il compendio denominato La Maura (circa 751.000 mq di superficie) comprende due aree:
- pista e immobili La Maura, a nord, con una superficie di circa 321.000 mq
- pista e immobili “Trenno”, a sud, con una superficie di circa 430.000 mq
I vincoli esistenti su La Maura
L’area de La Maura è sottoposta ai seguenti vincoli di tutela:
– vincolo paesistico: su tutta l’area, 751.000 mq (interamente nel Parco Sud – art. 142 c.1 – D. Lgs 42/2004);
– vincolo monumentale: piste e immobili di Trenno, 430.000 mq (art. 10 c.3 – D. Lgs 42/2004).
Inoltre tutta l’area de La Maura, essendo nel Parco Sud, è demandata dall’art. 26 del Piano Territoriale Coordinamento (PTC) alla redazione dei piani di cintura urbana.
Tali piani, tuttavia, non sono mai stati redatti ed approvati in 24 anni (!)
Ad oggi, quindi, il compendio de La Maura è normato solo in parte, poiché l’ente Parco consente:
- l’insediamento di impianti sportivi e ricreativi (art. 36 NtA);
- la possibilità di introdurre altre funzioni non meglio specificate (art. 26 c. 2 NtA).
I vincoli esistenti, quindi, rendono l’area inedificabile? Purtroppo no.
Il PGT del Comune di Milano prevede altri vincoli? No.
L’esempio dell’ex impianto ippico del Trotto
Questi 131.000 mq con vincolo monumentale, da impianto sportivo ippico di interesse pubblico (standard urbanistico) sono diventati edificabili con una semplice determina dirigenziale del Comune di Milano (variante urbanistica). Su tutta questa area sono stati calati 131.400 mq di superficie edificabile (calcolate anche sulle superficie a vincolo monumentale) con 25 palazzi anche con altezze oltre 20 piani, occupando anche vaste aree verdi.
Di fronte a questa operazione immobiliare solo quattro soggetti hanno presentato osservazioni (di contenuto marginale), nessuna associazione e/o comitato ambientalista è intervenuto.
L’idea progettuale presentata il 21/11
Il 21/11, nella sala del Municipio 8, è stata presentata una idea progettuale che si fonda sui presupposti e sui vincoli richiamati.
Con quale finalità? Quella di evitare tentativi di future speculazioni (si pensi alla proposta di collocarvi il nuovo stadio) che sfruttino le maglie del PTC del Parco e l’assenza di ulteriori vincoli, di livello comunale.
Con quale contenuto? La proposta promuove un progetto di iniziativa privata, i cui contenuti siano definiti all’esito di un percorso pubblico di progettazione partecipata, per la redazione dell’assente piano di cintura urbana con questi obiettivi:
– deimpermeabilizzare le estese superfici già cementate senza intaccare le vaste aree a verde già presenti;
– aprire e rendere disponibile all’uso della città un patrimonio verde di oltre 550.000 mq che ricomprenda sia la pista di Trenno che la pista della Maura;
– recuperare circa 16.500 mq di edifici storici “vincolati” per destinarli a uso pubblico;
– insediare almeno 7.000 mq di edilizia residenziale popolare, oltre a uno studentato e a servizi abitativi a basso costo.
Per ottenere tale risultato, naturalmente, occorrono ingenti risorse economiche che potrebbero essere reperite attraverso la realizzazione di un intervento edilizio – da definire e concordare con la cittadinanza nelle sue dimensioni e quantità, tenendo conto di tutta la normativa vigente e operando un bilanciamento costi-benefici in favore della cittadinanza.
La proposta non può e non deve spaventare i cittadini e chi ha a cuore la tutela del nostro territorio, perché:
– per una volta, in un momento in cui noi tutti contestiamo il modello verticale e privatistico dell’urbanistica milanese, su un’area così rilevante come La Maura, si propone, in trasparenza, non un progetto ma un’idea di progetto su cui ragionare e da costruire insieme, sulla base delle effettive esigenze di tutti gli attori coinvolti;
– l’urbanistica negoziata – anche con i cittadini – è possibile e può garantire la tutela del territorio e dell’ambiente, a fronte di redditività eque e non speculative da parte dei privati;
– il gruppo di lavoro che affianca la società proponente è costituito da professionisti che sono storicamente impegnati nella difesa del territorio e dei cittadini più deboli.
In tutto questo, la proposta del Comune è tardiva e inutile, perché:
– in tutti questi anni, pur avendone facoltà (e dovere) mai, Comune e Sindaco di Milano (e della Città Metropolitana che gestiva il Parco Sud) hanno considerato di apporre nel Pgt vincoli ambientali più stringenti sull’area, né hanno ritenuto di specificare l’ambito di applicazione dell’art. 26 c. 2 della normativa del Parco Sud;
– il Sindaco, annuncia di voler acquisire l’area per farne un parco, all’indomani della presentazione dell’idea progettuale di F3AGreen – che propone di aprire gli spazi alla cittadinanza, ristrutturare gli immobili vincolati per destinarli a funzioni pubbliche e realizzare un’enorme area di parco pubblico – senza, tuttavia, precisare le (vere) motivazioni e senza chiarire come e perché dovrebbero essere impiegate ingentissime risorse economiche pubbliche per acquistare l’intera area privata, ristrutturare gli immobili esistenti vincolati e mantenere tutto negli anni;
– non risultano atti amministrativi che chiariscano quali sarebbero le risorse finanziaria comunali da attivare: la vendita dello Stadio di San Siro e delle aree adiacenti? L’autorizzazione a Snaitech Spa o ad altri privati per futuri altri interventi edilizi negoziati in via puramente privatistica?
– la proposta del Sindaco non è stata presentata pubblicamente né discussa in Consiglio Comunale e non è stata sottoposta in alcun modo alla società promissaria acquirente.
A fronte di ciò, il Gruppo di progettazione, che sta lavorando al percorso partecipato, ritiene che l’Amministrazione comunale debba esplicitare e formalizzare a F3AGreen e alla cittadinanza la proposta, oggetto, sino ad ora, solo di annunci generici e senza contraddittorio, chiarendo se e come intenda, effettivamente, garantire l’inedificabilità e la destinazione pubblica dell’intera area.
Nel frattempo, il percorso di progettazione partecipata proseguirà, con un nuovo incontro pubblico, operativo, nel mese di gennaio. Nei prossimi giorni, verrà comunicata la data e la sede individuati.
Il gruppo di progettazione
Arch. Patricio Eduardo Enriquez
Avv. Veronica Dini
Ing Arch. Gabriele Mariani
Arch. Alessandro Ferrari
Arch. Valerio Marazzi
Dott. Fabio Villa

16 comments