17 Dicembre 2024

TRASPORTO PUBBLICO, UN ANNUS HORRIBILIS

Sindaco e assessori stanno a guardare, seduti nelle ambite poltrone


Copia di beltrami3 (24)

Quello trascorso è stato un anno horribilis a Milano e in Lombardia ,per il trasporto pubblico in particolare. A Milano, con oltre 300.000 corse tagliate, è stato violato il contratto di servizio con il Comune . Atm è riuscita in un capolavoro negativo. Togliere ogni fiducia da parte di cittadini e pendolari nei confronti del trasporto pubblico per i suoi ritardi e i suoi tagli delle corse. 

È stato l’anno in cui sono emerse, in modo evidente, gravi lacune organizzative, derivanti dalle gravissime carenze di organico di almeno 400 autisti. Carenze , nella città meneghina, dovute sia ai bassi salari degli autisti più giovani che alle condizioni di lavoro sempre più stressanti a causa del traffico, che cresce anziché diminuire. I numerosi e frequenti episodi di violenza causano l’abbandono della professione di autista e la diminuzione dei fruitori dei servizi. 

Presentato come l’anno trionfale per l’apertura completa della M4 (Blu) da San Cristoforo a Linate, il 2024 è stato invece un pessimo anno in cui sono emersi tutti i punti deboli del trasporto pubblico e di ATM, sia sul profilo finanziario, che organizzativo e sindacale (14 scioperi in 12 mesi). 120 autobus (Solaris) fermi per 3 mesi nei depositi per scadenza del contratto di manutenzione con il costruttore. 

Nessuno se n’era accorto, oltre che senza autisti, anche senza mezzi. In particolare il Comune e Atm si trovano ora ad affrontare i costi dei finanziamenti della Linea Blu che saliranno, grazie a un project financing disastroso in salsa “ambrosiana”. Garantito dal Comune di Milano, a 100 milioni di euro l’anno contro i 69 milioni dello scorso anno e agli ulteriori 100 milioni di euro di rata del mutuo da pagare per la M5 (Lilla). L’acquisto per 228 milioni di euro, sborsati da ATM grazie ad un prestito, della quota privata  di Webuild nel capitale di M4, è stato un errore madornale che ha tolto dalle sue responsabilità finanziarie il soggetto privato. ATM risulta sempre più il fantasma di sé stessa, un’ azienda non più competitiva ,neppure sul mercato del lavoro, oltre che su quello dei trasporti, vista la perdita di passeggeri. 

È proprio per far fronte ai sempre maggiori costi gestionali derivanti dall’inefficienza produttiva persa da qualche anno che non si trovano le risorse per aumentare i salari dei tranvieri. A causa di questi extra costi (finanziari) agli alti stipendi pagati ai manager è stato necessario tagliare le frequenze di molte linee urbane nonostante gli stessi sussidi pubblici trasferiti all’azienda. 

L’ingresso dei veicoli in centro sta aumentando e di conseguenza si è ridotta la velocità commerciale e questa è un ulteriore causa delle lunghe attese alle fermate dei milanesi. Se le auto in area C sono leggermente calate nel 2023 rispetto al 2022 c’è però da considerare che quest’anno è stato l’anno del boom dei furgoni che sono aumentati del 14% facendo aumentare l’indice di congestione del 7,7%.

40 mila furgoni invadono il centro a causa dell’esplosione dell’e-commerce. Anche sul lato ferroviario passante in primis le cose non stanno meglio con i collassi giornalieri di Trenord. La Stazione Centrale è monopolizzata dai treni ad Alta Veloci ed ai pendolari non restano che le stazioni periferiche di Milano dove le già scarse frequenze di bus e metro sono state ulteriormente ridotte. Mentre la ATM si vanta di aver vinto la gestione della metropolitana di Salonicco e da tempo di quella di Copenaghen dove ha dovuto superare delle gare ad evidenza pubblica a Milano ha impedito che la gestione in house fosse messa in gara dal Comune suo proprietario. 

È così che sono andate a vuoto le raccomandazioni dall’Unione Europea e dall’antitrust italiana di attivare meccanismi competitivi. Meccanismi che in Europa con la clausola sociale hanno mantenuto i diritti salariali e normativi precedenti. Gare che nelle maggiori città del nord Europa hanno ottenuto ottimi risultati. 

Il diritto di ATM di gestire come cosa propria e intoccabile i trasporti milanesi era scaduto nel 2017, 3 anni prima del Covid, e da allora ATM e il Comune di Milano (che governa l’Agenzia della Mobilità che dovrebbe bandire le gare) hanno fatto il possibile per evitare che si andasse a gara, a partire dalla inaccettabile ed insostenibile proposta NEXT una cordata comprendente ATM, A2a Smart City, Busitalia, Commscon Italia e IGPDecaux. messa lì apposta per evitare la gara.

Affermare come fa oggi che sarebbe stato meglio andare a gara subito (nel 2017) è mentire sapendo di mentire.

E appellarsi al Covid come motivo dei ritardi amministrativi ed organizzativi è una falsità.

Si vada a gara e si vada subito, anche per Milano come l’Agenzia ha forse ottenuto di poter fare fuori Milano, e vinca il migliore.

Convinti tutti che il migliore è quello che offre il servizio migliore al prezzo migliore, non quello che ha il carrozzone più lungo, quello che Giana ha l’indecenza di chiamare “colosso” che potrebbe essere partorito dal matrimonio tra ATM e FNM ma che di efficiente non avrebbe niente. Sarebbe una concentrazione dei due monopoli quello ferroviario e quello di bus tram e metro di Milano. Gli slogan di ATM potrebbero essere:

1)  400 mila corse tagliate nel 2023. Violato il contratto di servizio con il Comune di Milano
2)  120 autobus(Solaris) fermi per 3 mesi nei depositi per scadenza contratto di manutenzione
3)  Carenza di 300 autisti, salari d’ingresso bassi e ritmi di lavoro alti
4)  Alta conflittualità (14 scioperi in 12 mesi nel 2023) che pagano i cittadini

Non c’è da stupirsi se la Sea e il Comune di Milano, come spesso accaduto, stanno prendendo decisioni urbanistiche/industriali alquanto discutibili. In questi giorni il prestigio di Sea ha subito un duro colpo proprio dal suo numero due Pierfrancesco Barletta, accusato di concorso in accesso abusivo a sistema informatico in qualità di ex socio di minoranza della società di investigazioni Equalize srl. Il manager è accusato in relazione a due report da lui commissionati e sarebbe anch’egli vittima di un episodio di dossieraggio.

È di questi giorni l’incredibile notizia che verrà demolito lo storico parcheggio multipiano di Linate,1600 posti in uso dei dipendenti Sea e delle compagnie aeree che operano a Linate. Al posto dell’attuale direzione generale verrà costruito un albergo da 220 camere, il primo nell’area aeroportuale. 

Dietro la parola magica riqualificazione dell’area, Sea si trasforma sempre più in un’azienda immobiliarista. In linea con le politiche del suo proprietario di maggioranza, il Comune, di sviluppo delle politiche di urbanistica selvaggia. La convenzione del Comune di Milano con la Sea per il parcheggio integrato nella stazione della M4 per la funzione d’interscambio è sottodimensionata con soli 200 posti auto che hanno tariffe doppie rispetto agli altri parcheggi d’interscambio di Cascina Gobba che gestisce 1.381 stalli e S. Donato 1.941 stalli. 

Così non si incentiva l’uso della M4 per i pendolari della zona sud est del milanese. Complessivamente la città ha perso quella capillarità del trasporto pubblico che serviva per mantenere un minimo di inclusività con le periferie ma che anche per altri motivi scoppiano.

Male anche le Tangenziali Milanesi (Sr4ravalle) sempre più vetuste e con le corsie di sicurezza obsolete a causa di gravi carenze manutentive. di asfalto drenante non se ne parla più da tempo.

Dario Balotta



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