1 Ottobre 2024

LA CRISI DEL “MODELLO MILANO” E Il PD

Pensando al nuovo sindaco


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È possibile parlare del “Modello Milano” senza incorrere negli anatemi di “disfattista, nemico del popolo”?! Nel 2011 sono stato tra quelli che convinsero Giuliano Pisapia a candidarsi alle primarie che vinse contro Stefano Boeri e Valerio Onida. 

Giuliano riuscì a battere la Moratti, ponendo fine a 15 anni di governo della città per il centrodestra. Sono passati 13 anni, 8 dei quali vedono Giuseppe Sala come Sindaco.

Possiamo dire che Milano è cambiata in meglio? Per certi aspetti indubbiamente sì: è diventata più attrattiva per il turismo, per le università, per i capitali finanziari, ecc.

Se guardiamo ad altri aspetti, come ad esempio il lavoro, certamente ci sono tante opportunità prevalentemente nei servizi, sia commerciali che pubblici. E qui incominciano le criticità: nel commercio e nel turismo i lavori in offerta sono in gran parte di bassa professionalità e quasi sempre precari. Nei servizi pubblici il paradosso è che non manca l’offerta (autisti, infermieri, insegnanti), mentre la domanda si arresta di fronte al costo degli affitti.

Il tema dell’abitare a Milano sta diventando una vera emergenza.

La grande occasione di ridisegnare la città, sfruttando le grandi aree dismesse (industrie e scali ferroviari), non è stata colta. I capitali finanziari hanno agito secondo una logica speculativa senza che il governo della città riuscisse a mantenere un equilibrio tra interesse privato e interesse pubblico. 

Ciò ha provocato una crescita delle disuguaglianze, aumentano le sacche di emarginazione: il ceto medio impoverisce e i ricchi sono sempre più ricchi.

La mancanza di una visione da Città Metropolitana ha provocato l’effetto di costringere il ceto medio produttivo a spostarsi nei comuni dell’hinterland milanese. Lasciando la città nella morsa tra centro e periferia. Come ha detto un noto urbanista del Politecnico, Gabriele Pasqui: “Il vero problema è che per la prima volta questa città sta divorziando dal suo territorio”.

La madre di tutti questi problemi è senza dubbio la politica urbanistica. 

Se posso fare un appunto a Sala, è quello di non essere un politico bensì un manager. Non a caso nei posti chiave ha scelto dei “tecnici”: all’urbanistica, alla casa, ecc. In questo senso è stato favorito dalla debolezza della politica, in particolare del PD, partito di maggioranza relativa a Palazzo Marino.

E qui veniamo al PD. Partito del quale, con l’arrivo di Elly Schlein, ho preso per la prima volta la tessera. Il PD milanese è stato guidato dai “turbo renziani”: Bussolati, Maran e Quartapelle. Questi hanno sostanzialmente condiviso le scelte del Sindaco. Il nuovo Segretario milanese Alessandro Capelli ha cercato di imprimere una svolta, anche in relazione alla fine del mandato di Sala. Peccato che Capelli ha esordito mettendo in discussione il “Modello Milano”.  Apriti cielo! Sono arrivati gli strali e il povero Alessandro ha dovuto fare retromarcia. Ora, io penso che il nuovo PD che Elly vuole costruire, a partire dalla ricerca di una connessione con chi in questi anni non vota più o si sente tradito e abbandonato, deve saper ascoltare i tanti cittadini, associazioni, comitati, che esprimono delle critiche su come si vive in questa città.

Penso, ad esempio, che il futuro Sindaco debba essere eletto direttamente anche dai cittadini che vivono nella Città Metropolitana. Ormai è evidente che tutte le scelte che si fanno a Palazzo Marino riguardano ogni aspetto della loro vita.

Una città attrattiva non solo per i capitali ma anche per chi cerca lavoro, un’offerta abitativa per chi vive del solo stipendio, servizi per tutti grazie alle aziende partecipate che non guardano solo ai dividendi e che forniscono ai cittadini servizi di qualità a basso costo. Una Milano che sappia ridurre le disuguaglianze, dare opportunità per tutte e tutti, sicurezza per donne, anziani e giovani. Insomma, una città che può essere migliore.

Marco Cipriano



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  1. Cesare MocchiLeggo che Sala ha detto alla Schlein di "essere a disposizione" del PD nazionale. Spero che l'offerta non venga accolta. Spero che torni a Senago (o a Varedo o da dove altro diavolo viene) a dar da mangiare ai piccioni ai giardinetti (dubito che trovi un cagnetto disposto a farsi accarezzare da lui...)
    4 Ottobre 2024 • 09:19Rispondi
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