LA POVERTÀ IN ITALIA CONTINUA A CRESCERE

ta (37)Ancora un urlo disperato che chiede giustizia.  Rapporto ISTAT 2024. La povertà in Italia ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi 10 anni. 5.752mila persone hanno gravissime difficoltà economiche e sociali. Nel 2014 erano poco più di 4 milioni. Fra questi 1,3 milioni di minorenni.

Aumentano i lavoratori poveri (working poors). Molti i settori coinvolti. Ristorazione, turismo, servizi poveri. Ma anche categorie impensabili. Insegnanti precari, praticanti nel giornalismo e nelle professioni. Sono molti. Sono poveri il 14% degli operai. Nel 2014 erano il 9%. Categorie scadenti? Purtroppo, per molti di essi non è una condizione di passaggio. Un dramma.

Aumentano in modo macroscopico i contratti part time. Molti, part time involontario. Ti devi accontentare, perché non trovi il full time. Libera scelta? No, costrizione. In Francia sono il 25,9%. In Germania il 6,1%. Da noi, dati 2022, il 57,9%. Spavento.

L’ISTAT ci dice che il 67,4% dei nostri giovani vive ancora in famiglia. 2 su 3 non è poco. L’età è fra i 18 e 34 anni. Per i tanti saccenti di questa penisola, sono tutti bamboccioni. In realtà non riescono ad essere economicamente autonomi. Ma davvero? Ma come mai? Con le donne sono i soggetti privilegiati del part time involontario o di contratti a scadenza. L’ISTAT ammette con grande preoccupazione, che “in Italia più si è giovani, più si è poveri.”

Insisto sulla questione GIOVANI, perché quando si parla di loro si ipotizza quale sarà il futuro. Ma non ci può essere alcun futuro di qualità, se non proviamo a costruirlo da subito. Purtroppo, la politica che abbiamo sotto gli occhi, a stento sa governare il presente. E male. Si naviga a vista, senza alcuna lungimiranza. E’ quanto di peggio possa esprimere un Paese. 

C’è tanto egoismo e tanto calcolo tra i nostri politici. Essere eletti diventa il vero affare. L’affare della tua vita, che ti consente notorietà, mettere via un bel gruzzolo e poco altro conta. Peccato che questa logica danneggi ognuno di noi e soprattutto le ignare giovani generazioni. I dati che vi sottoporrò sono molto preoccupanti e chiunque abbia figli e nipoti inizi a riflettere.

Questi dati non me li sono inventati. Arrivano dal Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG). E’ uno degli organi consultivi della Presidenza del Consiglio. Ecco perché sono credibili. Sapete, con quale assegno medio andranno in pensione gli under 35, da poco assunti? 1000 e sottolineo mille euro mensili. E certamente ci andranno dopo i 70 anni d’età.

Ecco un esempio fornito dal CNG. Giovane che ha iniziato a lavorare a 22 anni nel 2020. La sua età pensionabile sarà a 71 anni. Rispetto ad oggi, serviranno 9 anni di lavoro in più. Andate a verificare la stessa proiezione negli altri Paesi europei. Noi siamo i più nefasti. E’ bene raccontarlo ai nostri giovani, perché senza consapevolezza non ci sarà cambiamento.

Ma voglio citare anche il meglio. Austria e Svezia. E non mi si dica che sono Paesi magici. Non vi sarà nessuna differenza di trattamento tra i nati nel 2000 e chi è nato 50 anni prima. Proprio perché continuo a credere che la politica sia l’arte del possibile, non mi arrendo. Non posso accettare di condannare in silenzio i nostri giovani ad un destino che li consuma. 

E’ il momento di parlare dei nostri salari. Quei salari che sono fermi da 30 anni. Un dogma.

Nel 2021/23 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 4,7%. Siete contenti? No. Perché i prezzi al consumo (IPCA) sono aumentati del 17,3%. Ancora una fregatura evidente. Ufficialmente è sempre colpa dell’inflazione. Certo è, che diminuisce il nostro potere d’acquisto.

La sociologa Chiara Saraceno è lapidaria. ” in Italia si è pensato che gran parte della competizione aziendale si basasse su bassi salari e contrattazione al ribasso. La politica ha poi tolto ogni vincolo alla flessibilità e questo ha comportato contratti folli…”E’ bene ribadire che tutto ciò vale nel privato, ma anche nel pubblico la situazione è insostenibile.

I lavoratori pubblici hanno stipendi da fame e stentano ad arrivare a fine mese. Inesistente il welfare. Oggi anche il contratto a tempo indeterminato non è una garanzia. Tangibile il rischio immiserimento. In compenso, si trovano i soldi per incrementare stipendi, premi e welfare per i dirigenti pubblici. Proprio di recente è successo a Milano. Proprio mentre è in atto uno scontro con i lavoratori del Comune.

Voglio urlarlo. Il diritto ad una vita dignitosa rimane più che mai un bisogno essenziale ed inderogabile. Non può essere, che sono in costante aumento i profitti di molte aziende ed il lavoratore deve elemosinare. Non è accettabile, che si diventi povero nonostante si lavori a tempo indeterminato e contrattualizzati. E’ una follia che non ha giustificazioni accettabili. E’ un paradosso che stride e che grida vendetta.

Ecco la visione marxiana. L’accumulazione capitalistica impone l’accumulazione di miseria tra i lavoratori. Un esercito di indigenti a buon mercato, è condizione necessaria per il buon funzionamento del sistema. In una società dove non sono consentiti gli schiavi, occorre una massa disponibile di poveri laboriosi.  Essere un lavoratore povero, significa accettare di essere un donatore anonimo a favore dei padroni.

Oggi assistiamo ad una opacità politica disdicevole e colpevole. Esistono proposte che vanno rilanciate.”Il salario minimo è uno strumento importante contro povertà e disuguaglianze sociali.” Non lo dico io. Lo sostiene il Parlamento Europeo, con la direttiva approvata l’11 novembre 2021. A gran maggioranza. Questa scelta di civiltà, continua ad essere rifiutata dal governo Meloni. In Europa esiste già da tempo.

Ma esiste un altro strumento, che la politica del nostro Paese si ostina ad ignorare, chissà perché.. Sarebbe una vera e propria bomba ad orologeria, per qualunque governo, ma ancor di più adesso.

Una Nuova Scala Mobile. Un meccanismo di adeguamento dei salari, contro l’aumento del costo della vita. Quale lavoratore o pensionato non sarebbe d’accordo, nel voler tutelare il nostro potere d’acquisto?

Oggi i 4 referendum proposti dalla CGIL hanno un grande valore, ma questo Paese ha bisogno d’altro. I rinnovi contrattuali, quando avvengono, sono inadeguati e le normative sono sempre più penalizzanti. Perchè non far partire una proposta di legge, che raccoglie firme in ogni piazza e mobilita le coscienze? Indubbiamente una proposta politicamente trasversale, pregnante, che scuoterebbe il dibattito politico.

Non mi aspetto il consenso di Giorgia.. ma forse altre orecchie potrebbero prenderla in considerazione.

Le mie continueranno ad essere urla nel deserto?

Danilo Tosarelli    

ArcipelagoMilano (1)

 

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