PANEGIRICO DEL FILO D’ERBA MILANESE

Immagine1

Senza scomodare la storia dell’urbanesimo, camminando stupiti, per altre ragioni, lungo le vie di Pompei osserviamo che orti e giardini costituivano una pertinenza esclusiva racchiusa tra le mura delle domus di pochi benestanti. Evidentemente il parco pubblico, almeno da noi, sarebbe nato molto tempo dopo.

Per quanto riguarda Milano riassume bene Claudia Zanfi ricordando che nel 1784 il VicerĆØ assegnò l’incarico al Piermarini (Giuseppe) di trasformare un’area che era adibita ad orti in affitto e realizzare l’odierno Parco di Porta Venezia, passando da un’economia di sussistenza (non erano gli orti urbani che frequentiamo oggi) alla condivisione di un luogo ameno per chiunque avesse avuto tempo da dedicare alla contemplazione del pubblico giardino. Con la sua nascitaĀ  nacque anche il problema della manutenzione: non tanto in quanto giardino, poichĆ© esperti agronomi da secoli si occupano dell’arte dei giardini, bensƬ in quanto pubblico.

Nel recente mese di aprile il Comune di Milano ci informa di una interessante novitĆ  che vi invito a leggere. Per evitare che i benefici di cui parla il comunicato stampa siano solo un’ipotesi mi permetto di dare un contributo finalizzato, se possibile, a ri-configurare il contratto con l’azienda A.V.R. S.p.A. (1.800 dipendenti), giĆ Ā  titolare dell’appalto di global service per le “opere di giardinaggio ecc.”, e precisamente riferito all’attivitĆ  da svolgere proprio nei 130 ettari destinati alla crescita delle specie erbacee fino alla loro fase di fioritura e maturazione dei semi:

1 –Ā  lo sfalcio delle specie esistenti che saranno portate a maturazione durante il mese di luglio sia eseguito, meteo compatibile – soleggiato, con falciatrice frontale e quindi tutto il materiale falciato venga lavorato con il voltafieno, per spargere i semi, quindi raccolto con imballatrice e, in quanto fieno, destinato al mercato agricolo;

2 – si esegua, nel prossimo autunno, con meteo compatibile alla germinazione – umido o piovoso, la risemina integrativa con la miscela a “prato stabile” che contiene i semi adatti allo scopo dichiarato (attualmente ĆØ probabile che quei prati siano stati seminati in previsione di tagli frequenti);

3 – si esegua ogni inverno, con meteo prossimo al gelo, la concimazione organica per compensare gli elementi sottratti al suolo fertile dalla crescita delle specie erbacee giĆ  asportate (la crescita dell’erba non arricchisce ma sottrae);

4 – si eviti come la peste l’abbandono sulla superficie prativa di materiale falciato in qualsiasi stagione in quanto produce marciumi e soffocamento dell’erba.

A questo punto, per i coraggiosi che fin qui hanno letto, posso dedicarmi alle questioni ben più gravi che, avendo giĆ  abbandonate al proprio destino le povere aiuole non asfaltate sulle quali ĆØ ammesso dal Regolamento di Polizia Urbana il parcheggio delle auto, riguardano i prati dei giardini pubblici non interessati dalla novella pratica dello sfalcio ridotto.Ā  Anche per questi fili d’erba darei, non richiesto, qualche consiglio:

5 – il trattorino falciaerba, con o senza raccolta, deve avere dimensioni compatibili con le aree da trattare, non può essere unico e gigantesco per ogni parte del prato;

6 – si deve ripristinare immediatamente l’utilizzo del trattorino falciaerba completo di sacco di raccolta (chi e perchĆØ ne ha deciso la dismissione?) per tutti i tagli dell’erba quando supera 12 cm;

7 – il trattorino falciaerba con lame da “mulching” e quindi senza sacco di raccolta del materiale, che viene polverizzato, venga utilizzato solo per altezza dell’erba minore di 12 cm con accorciamento massimo di 2/3 e se la frequenza di taglio risultasse incompatibile con i limiti economici posti dal contratto si escluda il mulching;

8 – l’utilizzo del tagliaerba a filo (cd. decespugliatore a spalla) preveda che si esegua la raccolta dell’erba tagliata se questa aveva altezza >12 cm; per farlo si useranno il rastrello, il soffiatore, la forca in plastica, le carriole e i cestoni.

ta (46)

Sono assolutamente certo che la pessima situazione dei prati dei nostri parchi pubblici, nonostante la stagione piovosa e quindi molto salutare per gli stessi, dipenda dai comportamenti errati e fuori controllo dei manutentori.

Claudio Cristofani

P.S. Messaggio ai progettisti: i prati sono considerati una superficie filtrante ma non dovete pensare che possano drenare una quantitĆ  infinita di pioggia! Quindi se vengono realizzati con superficie concava diventano come i laghi o il letto di un fiume che drenanti sono solo in minima parte. L’erbaĀ  non potrĆ  crescere ma in compenso ci sarĆ  molto fango.

P.P.S. Quando progettate ricordatevi che dopo qualcuno dovrĆ  tagliare l’erba.

banner commenti

 

Share

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x