MORGAN IN PIANO SOLO, LA RIPRESA DEI CLASSICI E LA GLOBALIZZAZIONE DELLA MUSICA

Marco Castoldi, in arte Morgan, è una figura in grado di spaccare a metà il pubblico. Autore di testi, musiche, libri, poesie, è da sempre un personaggio che ha fatto della sua cultura un mezzo per trasformare la sua sensibilità in arte.
Il suo concerto in piano solo a Legnano del 20 aprile 2024, al Teatro Talisio Tirinnanzi, è stato un evento di nicchia, dove la musica classica si è fusa con la sua narrazione storica idilliaca e le sue musiche originali. Morgan è entrato sul palco in penombra acclamato dal pubblico con una grandezza ma al contempo un’umiltà degne dei più gloriosi.
Egli ha sempre avuto enorme rispetto per gli artisti che hanno segnato le epoche in cui lui ha vissuto e non solo, avendo interesse anche nel suonare musica di Beethoven spiegandola e traslandola nell’attualità.
Le digressioni sulla musica classica non si sono limitate a quelle su Beethoven, bensì ha anche citato e raccontato aneddoti riguardanti Mozart e Haydn, distinguendone gli stili compositivi e sbilanciandosi a favore del primo, motivando la sua scelta tramite coinvolgenti divagazioni sul tessuto armonico delle composizioni dei due autori.
Il concerto si è svolto accompagnato da grosso entusiasmo da parte del pubblico, soprattutto durante l’esecuzione di brani originali di Morgan, anche risalenti ai tempi dei Bluvertigo.
Oltre ai brani composti da sé, Morgan ha concluso eseguendo Life On Mars di David Bowie David Bowie – Life On Mars? (Official Video).
Al termine dell’evento, è rientrato sul palco chiamato dal pubblico sulle note dell’iconico Cantico dei drogati di Fabrizio De André, ribadendo così la sua ammirazione e gratitudine verso gli artisti che lo hanno ispirato, accendendosi una sigaretta dopo aver citato Rock ‘n’ Roll Suicide (2012 Remaster) di Bowie al momento della celebre frase “time takes a cigarette, puts it in your mouth”.
Morgan è da sempre solito eseguire cover di alto livello, come testimoniano i premi vinti per l’album “Non al denaro non all’amore né al cielo” pubblicato nel 2005 come omaggio a De André.
Si può notare, però, che nell’ultimo periodo, una ripresa di brani iconici del passato sta lasciando traccia anche nei lavori e nelle discografie di altri artisti.
E non si tratta solo di ispirazioni, ma di vere e proprie ombre lasciate dai giganti del passato sui cantanti artisticamente più colti del presente, i quali con il massimo rispetto li emulano senza presunzione, percorrendo il ponte che la musica costruisce tra passato e futuro, tra ceti alti e ceti medi e tra clavicembali e chitarre elettriche.
Conoscere e riconoscere il valore di ciò che precede è un grosso valore aggiunto per ciò che verrà. Facilita la comprensione tra persone di generazioni completamente differenti, e consapevolizza gli artisti riguardo ciò da cui la loro stessa musica è nata.
La ripresa dei caratteri musicali antecedenti all’attualità, aiuta inoltre il mantenimento di un’identità musicale.
Con l’avvento delle piattaforme streaming, la musica è globalizzata ai massimi livelli, mantenendo sì influenze diverse per ogni paese, ma puntando sempre al successo internazionale.
Ciò è un bene per gli artisti, che si ritrovano a poter monetizzare al massimo il prodotto in cui hanno investito, ma così facendo si perde la poeticità che la musica può offrire se venisse seguita una “scuola”.
Non significa che la musica non debba evolversi, semplicemente sarebbe un bene per l’arte se la tradizione venisse preservata.
Innovazione e identità musicale possono assolutamente coesistere, come da decenni insegna Morgan con i suoi dischi e i suoi concerti.
Tommaso Lupo Papi Salonia
https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nAGeLKi-zX6K1HYYA8PJnVc-iH3PRnSIY&si=yKmptXf7m6lsxEwP)

Pezzo di grande competenza musicale ed empatia con l’artista. Grazie, lettura molto gradevole e sorprendente