IL CENTROSINISTRA DILAGA AL CENTRO MA L’ASTENSIONE DEVE FAR PENSARE

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E’ facile indulgere ad una grande soddisfazione per Beppe Sala ed il Partito Democratico. In effetti, non mancano le ragioni numeriche e quindi politiche.

Per la prima volta, il centro sinistra vince a Milano senza balottaggio, la distanza del candidato di centro destra è astronomica, il PD incrementa i voti in assoluto, passando dal 28,97% al 33,86%.

Tuttavia, se ci si sofferma su alcuni dati significativi, vi è materia per una più composta riflessione.

In breve, il centro destra ha ricevuti 65.581 voti in meno (-29,9%), La perdita di consensi ha colpito principalmente Forza Italia, che ne ha persi ben 69.363 (- 68,5% !!!). E se la Lega perde 11.000 voti circa, FDI aumenta di quasi 32.000, passando dal misero 2,42% del 2016 al 9,76 di quest’anno.

Insomma, salve più raffinate analisi, il risultato eclatante sembra frutto di una crescita di consensi al centro sinistra almeno quanto la caduta del centrodestra, a cui sono mancati i voti moderati che tradizionalmente premiavano Forza Italia, oggi per parte raccolti dalla rassicurante proposta di Beppe Sala.

Con tutta evidenza, si pongono due grandi questioni politiche: l’inadeguatezza del centro destra sovranista a rappresentare Milano e la convergenza al centro del campo avverso. La Lega soprattutto deve riposizionarsi, e Giorgetti sembra l’uomo giusto. Beppe Sala ed il PD trovano incoraggiamento, ma l’astensione popolare (-53.592 voti), deve pur far pensare anche nell’euforia post elettorale.

Se dal voto, anche di pancia, si passa al silenzio rancoroso, non è mai un bel segno.

Giuseppe Ucciero

 

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