la posta dei lettori_13.06.2018

Luigi Pistillo scrive al Direttore Luca Gadola : Leggo il suo odierno articolo: ”TURISMO A MILANO, COME UN ATLETA SENZA TRAINER” (E se la realtà virtuale vincesse?) che pone un interrogativo che richiede una risposta inderogabile, giacché il mondo virtuale sta avanzando con la medesima energia d’una mandria imbufalita, in ogni campo. Usciamo dalla retorica campanilistica: Milano, a modo suo è bella, tuttavia pur ricca di motivi artistici, non né Roma, né Venezia, ovverossia non offre un impatto stupefacente. Milano possiede una seduttività nascosta, non ti sbalordisce di primo acchito. Pertanto diciamo, prendendo spunto dalla sua metafora, che è come un buon atleta il quale per esprimersi al meglio necessita d’un bravo allenatore. E quest’ultimo, per evitare che la realtà virtuale prenda il sopravvento inducendo il potenziale turista a visitare la Città limitandosi ad aprire “l’iPad o il Pc per guardarla in alta definizione”, in qual guisa dovrebbe operare concretamente? Non saprei offrire una risposta esaustiva, mi limiterò ad alcune considerazioni. Lei scrive che l’effetto benefico dell’Expo col tempo scemerà, ma resisterà “lo zoccolo duro”: Milano Moda, Salone del Mobile e Fuori Salone, eventi che, comunque, appartengono prevalentemente alla sfera commerciale per addetti ai lavori. Al di là di ciò, sicuramente Milano offre un robusto patrimonio artistico. Ma non basta. Una città deve trasmettere un senso dell’ordine, della sicurezza, un sentimento di armonia e, perché no?, di letizia.

Requisiti che Milano non ha. I milanesi in difficoltà sono incattiviti. Ignorati da una Giunta capeggiata dal partito votato dai ricchi che privilegia gli immigrati promuovendo imperterrita iniziative a loro favore. Mi risulta che il prossimo 23 giugno ci sarà al Parco Sempione una gran tavolata con 50.000 stranieri extracomunitari. Non voglio entrare nel merito dei problemi ambientali che una siffatta iniziativa potrebbe provocare, mi chiedo solo perché le decine di migliaia di milanesi indigenti non saranno invitati. Insomma, se così fosse, se non ci sarà un ripensamento, ci troveremmo al cospetto d’un chiaro caso di razzismo alla rovescia. Ci sarebbe di che vergognarsi. Davvero. Per concludere, tornando a bomba, una città la si apprezza soprattutto per la temperie che si respira e Milano è intossicata dalla rabbia, dall’ingiustizia sociale, dal disordine, dalla paura etc. E mi fermo qui per carità di patria.

Scrive a proposito della riapertura dei navigli Grazia Muzio Franceschi: “Ho molta stima e fiducia nel sindaco Sala, ma sono contraria ai lavori x riaprire il Naviglio. Zanzare, sporcizia e sottrae spazio alla viabilità.”

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