ELEZIONI MILANESI TRA NOIA E SCONFORTO
Ad ognuno la sua croce
Di campagne elettorali alla mia età ne ho viste tante, troppe forse, per aver ancora voglia di parlarne eppure non smettono mai di stupirmi perché quella alla quale assistiamo oggi avviene in un contesto mondiale drammatico che condiziona il modo di pensare della gente, sia di chi fa parte personalmente del mondo della politica, sia di chi se ne è allontanato, sia di chi ha come abitus mentale l’indifferenza e l’apatia e il fatalismo.
Comunque il dato permanente è che, a cominciare dai Partiti, tutti fanno proposte e dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano e sono solo una pesca a strascico per raccogliere voti con tutte le lusinghe che fanno solo torto alla memoria della gente che, per quanto distratta, qualcosa si ricorda delle promesse mancate.
Per averne una idea più chiara bisognerebbe che chi si candida avesse il tempo e i mezzi necessari di sottoporre la città ad uno stress test politico, una simulazione avanzata per sperimentare l’impatto che le decisioni politiche hanno avuto – e avranno – sui cittadini, elettori o meno e non lasciar fuori chi si astiene dal voto.
Una spia di come i cittadini per sopravvivere alla meno peggio affrontino questi tempi tormentati la possiamo vedere in maniera indiretta osservando il consumo degli psicofarmaci, ansiolitici o antidepressivi secondo una sorta di autodiagnosi personale: gli ansiolitici per uscire al più presto da una crisi momentanea, gli antidepressivi nella speranza che la loro più lenta efficacia sia compensata da un futuro di stabilità.
Il consumo di questi farmaci è allarmante e allarmanti sono le conseguenze degli effetti collaterali.
In Italia, il consumo di ansiolitici e antidepressivi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni: i dati ufficiali dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) evidenziano dinamiche precise per le due categorie terapeutiche.
In Italia, la spesa pubblica a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per i farmaci del sistema nervoso centrale – categoria che include gli psicofarmaci – ha raggiunto circa 450 milioni di euro che incidono fortemente sulla spesa sanitario complessiva in Italia.
La preoccupazione degli esperti è il boom di utilizzo degli psicofarmaci nella fascia di età tra i 12 e i 17 anni e nella fascia di età sotto i 30 anni si è registrato un aumento che ha toccato il 10% annuo.
Siamo di fronte ad una popolazione che in maggioranza fa fatica a vivere, a vivere nell’incertezza ma di chi è la responsabilità?
Dei “grandi” del mondo prima di tutto, di chi ci ha resi nudi carpendo e gestendo le nostre identità e la nostra immagine, di chi con l’intelligenza artificiale ci ha trasformati in soggetti da clonare per fini subdoli o criminali ma anche di chi ha reso a fini commerciali le nostre città un palcoscenico disponibile per ogni tipo di spettacolo.
C’è anche chi ci ha messi a disagio col renderci la vita difficile per non aver saputo risolvere i problemi legati ai grandi temi di cui parlano ancora i candidati alle prossime elezioni: casa, salute, sicurezza, vivibilità, diseguaglianze.
Come si fa a vivere in una città generalmente sporca ma ben pulita nelle zone centrali? Si può vivere in una città dove l’amministrazione proclama editti che nessuno osserva come il divieto di transito delle biciclette e dei monopattini che sfrecciano impuniti sui marciapiedi?
Come si fa a vivere in una città che non pensa mai agli anziani, sempre più numerosi, che si muovono con difficoltà sia nella deambulazione che negli adempimenti che richiedono dimestichezza col PC che forse nemmeno possiedono.
Perché con il programma di depavimentazione si sottraggono migliaia di parcheggi, già largamente insufficienti, pensando che le automobili siano un ectoplasma che la medium fa comparire o scomparire secondo i suoi umori? I proprietari di automobili no!
Sul tema pavimentazioni l’ultimo sberleffo alla città va raccontato. In corso Garibaldi di recente è stata sostituita la pavimentazione in masselli con asfalto rosso. Il colore dell’asfalto avrebbe dovuto ripristinare il riflesso dorato che costituiva una delle caratteristiche del Corso, come accade in tutte le strade milanesi pavimentate a masselli. Come prevedevo per un analogo intervento in Piazzale Baracca, dopo meno di un anno il rosso scompare ricoperto dal nero lasciato dai veicoli su gomma.
Una spesa sbagliata, una maggior maggior spesa di circa il 20%, spesa inutile a ottenere un effetto durevole.
Piccolo commento mio da costruttore: se mai vi fosse un bisogno di rappezzare quest’asfalto chi riuscirà a quel momento a trovare un colore che non riduca tutto al mantello di Arlecchino?
Perché l’ATM cambia i percorsi senza avvertire le persone che desiderano spostarsi in città?
Inutile continuare un elenco delle piccole cose che avvelenano la vita.
Prima di chiudere un’ultima considerazione sulla scelta del sindaco e degli assessori.
Sarebbe bello trovare per sindaco una persona seria, che abbia empatia per tutti i cittadini, che si scelga degli assessori competenti cui affidare la competenza necessaria per aderire alle deleghe che sono loro assegnate e non scegliere gli assessori in base al disposto congiunto di adottare il manuale Cencelli guardando ai voti ottenuti o sdebitandosi per il supporto elettorale e la possibile fedeltà.
L’attuale prassi è il contrario di tutto questo.
Ci attendono delusioni e amarezza ma malgrado tutto è meglio andare in molti alle urne. Chissà se si possano cambiare le cose o che tutto si risolva nella ennesima “comparsata”?
Luca Beltrami Gadola

Caro Luca sugli assessori sono pienamente d’accordo ma credo che la genesi sia un po’ diversa. Conoscendo il sindaco credo che abbia voluto fortemente avere una serie di assessori facilmente governabili ma che soprattutto non gli facessero ombra. Grave errore in quanto il tutto poi è ricaduto su di lui…..non essendo gli stessi all’altezza di governare le proprie aree.
Credo che la sua analisi dettagliata abbia certezza in quello che migliaia di cittadini milanesi provono nei confronti di una seconda Amministrazione di sx che conduce le sorti di questa importante Metropoli !! Il problema in Italia sono le raccomandazioni e gli interessi personali! Affaristi..mediocri dirigenti…gente senza parte e scrupoli, affonda le zanne in affari che dovrebbero portare invece benessere e decoro a una citta’ come Milano, deturpata nella sua bellezza e solennita’! Sotto gli occhi di tutti come SICUREZZA,SANITA’ PUBBLICA E PRONTO SOCCORSI, SCUOLA E ASILI,TRASPORTI ( limitatamente al costo sopra la soglia)…FERROVIE CHE FUNZIONANO A SINGHIOZZO, HINTERLAND CON I SUOI PROBLEMI , VERDE PUBBLICO, RISORSE LAVORATIVE….Lasciano il tempo che trovano tra trascuratezza e incapacita Amministrativa nell affrontare i VERI PROBLEMI!IO ad esempio non vivo piu in citta, ma fuori porta per una scelta che oggi considero azzeccata…la VIViBILITA’
Milano ha perso il suo nome di “capitale morale” perché ormai non può più essere d’esempio per nessuno viste tutte le porcherie di cui è stata complice: abusi edilizi, svendita di beni comuni di pregio, distruzione di grandi alberature , nessuna cura per le nuove alberature destinate a seccare, riqualificazioni urbane che fanno piangere, mancanza di sedi per esercitare sport a prezzi ragionevoli, chiusura sine due di piscine, mancanza di posti di aggregazione per le giovani generazioni e altro ancora. Una città in vendita al capitale privato che estromette la vecchia popolazione. Povera Milano…il Sindaco che verrà avrà tanto da fare per ridarle dignità.