LA CARTA DEI VALORI

Le iniziative del PD

Quest’ultima iniziativa del PD mi intriga a mi lascia perplesso perché ne so solo dai quotidiani per capire da quando parte e dove finisce (Corsera Milano) e sue le finalità, vorrebbe definire “… la cornice culturale e sociale in cui (meglio nella quale” N.d.R.) saranno indicate le sfide da affrontare per la Milano del futuro”.

Di questa iniziativa, ne ha parlato al Festival dell’Unità il segretario cittadino del PD Capelli ringraziando il gruppo dei saggi che hanno raccolto l’appello del PD: “Sono molto orgoglioso della disponibilità da parte di profili così autorevoli e rappresentativi. Potranno dare un contributo importante a tutto il centrosinistra e rafforzarne il percorso verso le elezioni del 2027. Lo abbiamo detto tante volte, per noi il centrosinistra milanese non può essere soltanto una somma di partiti, ma deve essere una grande coalizione capace di coinvolgere il mondo della cultura, del sociale, dell’attivismo, del Terzo settore, dell’associazionismo e tutte quelle intelligenze diffuse che animano e fanno ogni giorno Milano. Lo vediamo ogni giorno alla Festa dell’Unità di Milano: le persone ci chiedono in questo periodo di mettere cuore e anima sulla visione, sull’idea di futuro e sul programma. Questo stiamo facendo e faremo, senza inseguire ricostruzioni su tattiche e nomi”.

Naturalmente mi sono domandato per chi ne ha parlato che significato avesse la parola “valore” e credo di aver colto giusto riportando tra gli altri il significato che ne dà il Dizionario Treccani: “Dal punto di vista dei comportamenti sociali, si tende a considerare come valore ogni condizione o stato che l’individuo o più spesso una collettività reputa desiderabile, attribuendogli in genere significato e importanza particolari e assumendolo a criterio di valutazione di azioni e comportamenti”.

Sui “valori” dei quali il PD milanese va alla ricerca, mi sembra li avessero già trasfusi e votati e adottati nel documento Milano 2030 Visione, Costruzione, Strategie, Spazi – Relazione Generale ottobre 2019.

Prima di proporne altri varrebbe la pena che Capelli ci dicesse per quali ragioni quei valori non hanno avuto alcun seguito in azioni dell’amministrazione comunale.

Dalle dichiarazioni di Capelli si deduce che il PD si aspetti che gli altri Partiti della futura coalizione li condividano ma non è detto, a meno che siano di tale genericità che forse potrebbe condividerli persino l’opposizione.

Vi ricordate le perentorie affermazioni di politici del Centrosinistra milanesi? “ci vuole un cambio di passo”, “una rottura col passato” e così via declamando. 

Malgrado queste dichiarazioni non aspettiamoci molto perché persino uno dei candidati, Mario Calabresi, ha parole di gratitudine verso il sindaco uscente Sala, del quale sembra apprezzare le politiche delle sindacature passate, il contrario di quello che molti di noi speravano.

Guardando le dichiarazioni dei candidati ci accorgiamo che tra tutti i temi che intenderebbero affrontare ne manca uno: la riforma della burocrazia comunale attuale.

L’attuale struttura configura la sua trasformazione in un assetto che somiglia al “sovranismo”; uscendo dal vago, il duo Sala sindaco e il Direttore generale Marnangone hanno in pratica in mano tutto il potere.

Il disastro dell’amministrazione pubblica, in particolare quella comunale, lo dobbiamo a due leggi cosiddette Bassanini: Legge 15 marzo 1997 n°59 e Legge 15 maggio 1997n° 127, responsabili principali dell’attuale disastro della burocrazia, in particolare quella comunale. 

Della burocrazia e dei suoi danni ho scritto nel numero scorso di ArcipelagoMilano, dedicato alla ricerca di un nuovo sindaco.

La consigliera che ha rimaneggiato l’organigramma, modificando radicalmente il ruolo dei direttori generali (tra i quali probabilmente c’è pure lei), è stata Rita Amabile, dirigente comunale di lungo corso, particolarmente attiva durante la sindacatura di Giuliano Pisapia, quest’ultimo non particolarmente attento alla struttura funzionale del Comune.

Faccio notare che tra le 36 direzioni ne spiccano due: la DIREZIONE SPECIALISTICA LEGALITA’ E CONTROLLI e la DIREZIONE INTERNAL AUDITING.  A buon intenditor poche parole ma non voglio di nuovo addentrarmi nei problemi dell’organigramma del Comune, l’ho già fatto troppe volte, aggiungo solo che nessuno parla della intelligente riforma Ermolli Parisi al tempo della sindacatura Albertini. La rimpiango.

Perché insistere tanto sulla burocrazia comunale? Perché nessuno ne parla né tra i candidati né tra i Partiti, eppure sono le “truppe” dell’esercito del sindaco, lo condizionano e ne determinano l’efficacia della sua azione o, ancor peggio la ostacolano e in alcuni casi alimentano la corruzione di cui si è molto detto e scritto e all’interno anche gestendo avanzamenti di carriera o le nomine nelle partecipate 

Le prossime elezioni a Milano saranno tra domenica 24 maggio e lunedì 25 maggio 2026, un lasso di tempo che in politica è contemporaneamente ampio o ristretto: dipende dalle strategie dei Partiti e dalle convenienze che ciascuno intravvede.

Noi elettori come sempre staremo a vedere nella speranza di capire per chi votare ma soprattutto credo sia auspicabile che vi partecipi una larga maggioranza di elettori. Un elettorato numeroso è garanzia di democrazia.

Luca Beltrami Gadola

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2 Commenti
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Alessandro Gianni
Alessandro Gianni
24 giorni fa

Più che “la cornice culturale e sociale”, preferirei che i programmi dei vari aspiranti non prendessero consapevolmente e intenzionalmente in giro gli elettori con specchietti per le allodole, come ha fatto furbescamente Sala promettendo l’apertura dei Navigli (guarda caso, dopo anni di oblio, l’argomento Navigli è stato riesumato sui giornali alla vigilia del voto). Votare stanca se è una presa in giro.

fiorello cortiana
fiorello cortiana
23 giorni fa

Riforma del modello organizzativo e procedurale della burocrazia dell’amministrazione e, aggiungo, modalità e conseguenze cogenti per la partecipazione informata al processo deliberativo, con rendicontazione/accountability inclusa. Altrimenti votare stanca.


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