SAI CHE C’È? SI CERCA UN NUOVO SINDACO

La Kermesse milanese

Di campagne elettorali comunali milanesi ne ho viste tante a partire da quella vinta da Aniasi (1976-1986) fino all’ultima di Sala nel 2026 – 7 sindaci da allora ad oggi. La politica in Comune di Milano, la mia città natale, l’ho sempre seguita con interesse e passione ma quest’ultima campagna elettorale mi sta lasciando stupito e anche molto preoccupato.

Le attuali norme elettorali hanno cambiato un equilibrio durato serenamente fino all’arrivo della Legge 8 giugno 1990, n. 142 sull’ordinamento delle autonomie locali, che ha comportato l’elezione diretta del sindaco dal 1993 e la nomina da parte di quest’ultimo degli assessori che, in quanto delegati, possono sempre essere mandati a casa o sostituiti.

Quest’ultimo aspetto determina una sorta di sudditanza verso il sindaco e soprattutto ne limita la libertà di opinione.

Ricordiamo tutti il “licenziamento” dell’assessore Boeri 17 marzo 2013 a causa di scontri sui budget per le mostre, la gestione degli spazi culturali e le spese comunali.

Già con la nuova legge del ’90 Pisapia, eletto sindaco di Milano, si trovò dunque imposta la carica di sindaco dalla Città metropolitana ope legis, carica che non aveva prevista e che di fatto mai esercitò.

Sala vinse la sua prima elezione con la questa nefasta legge che sanciva l’elezione diretta del sindaco e di conseguenza sindaco della Città metropolitana in attesa che i legislatori provvedessero (e non lo hanno ancora fatto!) a sanare questa situazione creata della legge Del Rio che lede diritti fondamentali dei cittadini al voto per scegliersi autonomamente il sindaco della Città Metropolitana. 

Affrontiamo dunque una scadenza elettorale comunale in un clima di confusione e soprattutto con l’incombere delle elezioni per il rinnovo del Parlamento, anche qui in un disperante panorama fatto di protagonismo e di nessun interesse per il bene comune, gestendo le questioni con l’occhio al proprio elettorato di riferimento. Campo Largo, primarie di Partito o di Coalizione, sottigliezze che sfuggono agli elettori, tanto da far fuggire questi stessi dalle urne.

A Milano vista ormai la vicinanza al voto, sfilano i candidati possibili: suggeriti dai Partiti, assessori in carica o ex, suggeriti da ex sindaci, suggeriti da “autorevoli” cittadini, da autorevoli associazioni imprenditoriali, autodesignati, suggeriti dai commentatori dei media, voci dal sen fuggite, fortunatamente Trump tace.

Liste: la scorsa volta furono 8 ma questa volta saranno più numerose visto anche quel che succede a livello parlamentare. Le nuove liste hanno il problema che ci vogliono almeno 700 firme, una impresa non disperata.

Anche qui tra l’altro sulla questione delle primarie non si sa ancora come andrà a finire: primarie aperte, primarie di Partito, primarie di coalizione?

Comunque i candidati che non abbiano esperienza per un trascorso di rilievo nella pubblica amministrazione dovrebbero forse prima di candidarsi anche sottoscrivere un documento di presa d’atto delle funzioni (e responsabilità) di un sindaco, che riporto qui di seguito come lo definisce AI Overview: uomo avvisato mezzo salvato.

All.1

Così come sarebbe utile che chi non ha dimestichezza con il Comune di Milano e si avventura a diventarne Sindaco desse un’occhiata all’organigramma della burocrazia che andrà a costituire il suo “esercito” nella battaglia quotidiana di rispondere ai bisogni della città. 

All.2

Siamo arrivati dunque al regno della BUROCRAZIA, una delle tare che appesantiscono il cammino del nostro Paese. Nella ricerca di un testo che la definisca   mi sono imbattuto in un recente articolo di Massimo Morelli su Il sole 24 ore che non solo ne fa un breve excursus storico ma contiene giudizi che illustrano le conseguenze della cattiva burocrazia.

All. 3

All’avvicinarsi delle elezioni ognuno cova dei piccoli sogni, magari ne parla a qualche possibile candidato e così anche io ho i miei e riguardano alcune parole e il loro uso distorto e fuorviante.

Cominciamo da SMART.

L’acronimo SMART indica cinque criteri essenziali per definire obiettivi efficaci, chiari e raggiungibili nel lavoro e nella vita privata. Nato nel management con George T. Doran nel 1981, le lettere stanno per Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Rilevante e Temporizzato

I 5 Criteri SMART:
S – Specific (Specifico): L’obiettivo deve essere chiaro, preciso e senza alcun dubbio su cosa fare.
M – Measurable (Misurabile): Devi poter contare i risultati con numeri o dati concreti.
A – Achievable (Raggiungibile): L’obiettivo deve essere possibile da compiere con le forze e i mezzi che hai.
R – Relevant / Realistic (Rilevante o Realistico): Il traguardo deve contare davvero per i tuoi scopi generali.
T – Time-bound / Time-based (Temporizzato): L’obiettivo ha bisogno di una scadenza precisa con una data limite.

Questa parola, o meglio questo aggettivo, viene usato anche quando si fa riferimento ad uno solo dei suoi cinque criteri e l’aggettivo SMART viene usato al posto di bello, utile, interessante, intelligente …. Dunque una affermazione fuorviante: bello sarebbe che fosse invece usato nel suo significato originario, questo ne ridurrebbe anche l’uso perché molto minori sarebbero le occasioni per una “applicazione” integrale.

Un caso tipico è quello che dell’aggettivo SMART di cui Milano fa un uso endemico.

Altra parola abusata è GREEN tanto che si è adottato il modo di dire greenwashing che sancisce l’uso distorto della parola green.

Già che ci sono vorrei dire qualcosa sulla amministrazione trasparente che è regolata principalmente dal Decreto Legislativo n. 33/2013 e dunque obbligatoria per i Comuni.

Anche qui c’è un piccolo inganno: il Comune rende accessibili sì i suoi dati ma alcuni sono del tutto indecifrabili per il linguaggio usato. Al riguardo vi è una legge del 1988 che dà precise indicazioni e che potete trovare qui sotto.

All. 4

In generale purtroppo possiamo dire che gli uffici legislativi dei singoli ministeri e delle amministrazioni con poteri legislativi o prescrittivi sono del tutto insensibili a questa legge il che vanifica la famosa massima “Ignorantia legis non excusat” come si può leggere qui sotto.

All.5

Da qui alle elezioni abbiamo davanti alcuni mesi e, sebbene sia ben più importante quel che succede nel mondo intero che la politica ha sconvolto e il cui ordine sembra essere nelle mani di alcuni potenti, oligarchi o sovranisti, osservando la nostra piccola città con la massima attenzione, con il nostro voto Milano potremmo trasformarci in una piccola isola fortunata, come tante altre in Europa, dove lo scontento arriva solo dal resto del mondo.

Luca Beltrami Gadola

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2 Commenti
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mario
mario
2 giorni fa

Buongiorno condivido tutto. Unico particolare l’organigramma del Comune di Milano. Questo è cambiato, sempre in peggio ad og arrivo di city manager (talvolta anche con lo stesso). In generale gli ultimi organigrammi sono divenuti sempre più demenziali: funzionari e dirigenti che dipendono da più assessorati, direzioni di progetto sovrassessorato, ecc. I generale i nuovi modelli sono costituiti per neutralizzare l’organizzazione. Anche i dipendendi non riescono, spesso, neppure a acpire, la loro linea di dipendenza o come relazionarsi con altri uffici…

BARBARA PERONI
BARBARA PERONI
1 giorno fa

Tutto condivisibile. ma il nome di questi giorni di Calabresi mi terrorizza. un nome che ricorda un momento tragico, ma anche una persona senza nessuna esperienza, con un volto “furbo” senza storia…

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