TASER: I TANTI CHE PARLANO
Spesso a sproposito
Antigone ha presentato nei giorni scorsi un rapporto dettagliato sullo strumento TASER. Sta facendo discutere. Voglio esprimere anche io un’opinione in merito. Ma voglio fare subito una precisazione di merito. Il pregiudizio è un’opinione preconcetta, formulata prima di conoscere i fatti o le persone.
Giusto premettere. Chi ha un atteggiamento pregiudiziale nei confronti delle Forze di Polizia, probabilmente non apprezzerà lo sforzo. Il mio è bisogno di fare chiarezza in un ambito assai complesso come quello riguardante la sicurezza. È una fatica. Ciò che mi differenzia dai molti che disquisiscono di sicurezza, perché hanno studiato, è un elemento sostanziale. Non si sono mai trovati nelle condizioni di dover tradurre in operatività tante belle eloquenze. Perché non sono poliziotti.
Anche io continuo a studiare e ad approfondire nel suo complesso la questione sicurezza, ma non ho la verità in tasca. Metto però a disposizione, la mia esperienza di Sovrintendente di Polizia Locale. 32 anni in divisa, per le strade di Milano. Lo voglio dire a chi magari ha meno dimestichezza con l’argomento. L’utilizzo del Taser continua a far discutere. E molto. Questo rapporto di Antigone ne evidenzia i rischi e riporta le esperienze di chi ci ha rimesso la vita, forse per causa taser. Antigone segnala, che dal 2022 sono 7 le persone decedute dopo essere state colpite con gli impulsi elettrici del taser. Le perizie medico legali hanno evidenziato che la combinazione di scariche elettriche con altri fattori ha contribuito ai decessi.
Molti sostengono che l’uso del taser può essere letale per i cardiopatici e per tutti coloro che sono sotto effetto stupefacenti. Esistono protocolli con regole d’ingaggio molto rigide. Sono basate sul principio di proporzionalità e prevedono 3 obblighi. Avvertimento verbale con esposizione dell’arma. È la prima fase, in cui si spera che la minaccia d’uso abbia effetto deterrente. Il secondo step prevede il puntamento, con arco voltaico che attiva la scarica di avvertimento visiva e sonora. E’ deterrenza. Se l’individuo insiste, vengono lanciati i dardi sulla persona mirando a schiena, gambe e torace basso. Non a viso, occhi e gola. La scarica elettrica che dura 5 secondi, provoca dolore intenso e perdita immediata dell’equilibrio. Avviene l’immobilizzazione.
A COSA SERVE IL TASER
Nella procedura di polizia, il momento della costrizione e dell’ammanettamento rappresenta la fase più critica per eccellenza. Il contatto fisico diretto espone gli operatori a notevoli rischi di aggressione, colluttazioni e reazioni varie. Ecco l’esigenza taser. La questione dirimente è che mentre il reo sceglie se arrendersi o farsi arrestare, l’operatore di polizia deve essere già pronto. Deve andare avanti, attenendosi a procedure che salvaguardino la salute del “reo”, nonostante sia lo stesso a complicarsi la vita. La complica a sé stesso, ma la complica anche al poliziotto, perché la colluttazione non è mai priva di rischi. Molti gli infortuni. Si fa male il reo, ma l’operatore di polizia non può esimersi dal portare a termine l’immobilizzazione e l’ammanettamento. È previsto tra i suoi compiti ed obblighi istituzionali.
Non puoi far scappare la persona violenta e riottosa: per questo c’è la polizia. Mi piacerebbe che Antigone proponesse alternative all’uso del taser. Lo può essere il Bola Wrap*? Perché non lo si cita?
Voglio proseguire, citando letteralmente quanto riportato nel rapporto di Antigone. Viene evidenziato un aspetto interessante. «La poca chiarezza e la minimizzazione dei rischi contribuiscono ad alimentare il ricorso al dispositivo anche in circostanze in cui le esigenze di sicurezza non ne giustificherebbe l’impiego. La “sindrome del poliziotto pigro” favorisce una dipendenza eccessiva da parte degli agenti di polizia preposti al suo utilizzo». L’uso eccessivo della forza nell’impiego del taser, non supportato da circostanze di proporzionalità, è un tema che emerge.
La rivista Altreconomia ha ottenuto dal ministero dell’Interno una statistica che confermerebbe “la sindrome del poliziotto pigro”. Lo sparo dei dardi è aumentato. È passato dal 40% del 2022 al 70% nel 2025. In diminuzione i 2 step che precedono il dardo. Il professor Giuseppe Camperi, docente all’università di Bari e studioso dei meccanismi di controllo delle Forze di Polizia. «Questi dati vanno letti con cautela, perché privi di un adeguato contesto operativo. Mancano i dati sulle ore di servizio, sul numero degli interventi complessivi e soprattutto sul totale degli interventi critici gestiti dagli operatori dotati di taser». Il professor Camperi precisa. «In Italia non esiste un sistema completo di raccolta dati sull’uso della forza da parte delle Forze di Polizia. Sono catalogati gli episodi che riguardano l’impiego delle armi da fuoco, ma rimangono esclusi gli episodi che hanno richiesto l’uso di manganelli, scudi, spray urticanti o tecniche di contenimento fisico. Questo deficit informativo rende difficile valutare in modo rigoroso, proporzionalità, efficacia e rischi del taser».
ANTIGONE E LA POLIZIA LOCALE
Il rapporto di Antigone si conclude con alcune RACCOMANDAZIONI, fra le quali ve n’è una che mi appare molto superficiale. Antigone consiglia vivamente di escludere l’utilizzo del taser per la Polizia Locale. La raccomandazione non è degna e stride. «Alla luce delle criticità operative e della necessità di standard formativi elevati ed uniformi, l’utilizzo del taser non dovrebbe essere esteso alla Polizia Locale». Vorrei sapere da Antigone, a quale Polizia Locale (PL) si riferisce. Io parlo per Milano, ma vale anche per tutte le grandi città. La Polizia Locale è preposta a svolgere per 365 giorni all’anno – 24 ore su 24 – compiti di ordine pubblico. È giusto conoscere. Gli interventi di Ordine Pubblico (OP) sono le misure preventive e repressive attuate per garantire la pacifica convivenza. La PL è impegnata quotidianamente, nel far rispettare le leggi dello Stato e per garantire la sicurezza dei cittadini. Ne ha titolo.
Il confronto con le altre forze statuali lascia il tempo che trova. Il 112 è in grado di selezionare gli interventi e faccio un esempio. A Milano, il rilievo degli incidenti stradali è prerogativa della PL. Non vedrete mai pattuglie di PS o CC rilevare un sinistro. È una scelta che ha un senso, perché noi abbiamo una specializzazione che altre Forze di Polizia presenti in città non hanno. Il bello arriva, se una nostra pattuglia viene inviata ad esempio, in una situazione con persone violente che fanno resistenza. Toccherà ai nostri colleghi giunti sul posto portare a termine l’intervento. Nessuna differenza con Carabinieri e Polizia di Stato.
Se così è (e invito Antigone a dimostrarmi che dico bugie) perché il taser non può esser dato in dotazione alla Polizia Locale? Stessi compiti, stessi strumenti messi a disposizione. Stessa formazione specifica, stessi doveri, ma io dico anche nuovi diritti. L’operatore che utilizza il taser deve avere le coperture assicurative del caso. Oggi tutto ciò non esiste, ma servirà risolvere. Non è rinviabile l’utilizzo della bodycam. Per garantire la correttezza dell’operatore di polizia, ma anche del cittadino coinvolto. A me sta a cuore garantire la sicurezza del cittadino, evitando eccessi e soprusi da parte di chi indossa una divisa. Non solo. Dall’altra parte, però c’è un poliziotto che ha l’obbligo di svolgere un compito nell’interesse della collettività. Vogliamo parlarne? Lui ha l’obbligo di risolvere e per poterlo fare deve essere messo nelle condizioni ideali. La bodycam è una garanzia per tutti. Quindi ritengo indispensabile, abbinare l’utilizzo del taser con una bodycam sulla divisa del poliziotto. Questo è garantismo.
LE TESTIMONIANZE IN DIVISA
Lasciatemi concludere riportando voci e considerazioni dei tanti miei colleghi che tutti i giorni sono in pattuglia. Quando mi è capitato di discutere sul taser, sapete quale è stata la risposta più comune? «Il taser non può spaventare il cittadino onesto… quando mai potrà ritrovarsi in situazioni così estreme, il comune cittadino rispettoso delle leggi?». «Spesso in strada prevalgono la provocazione, lo sberleffo, l’insulto o l’atteggiamento di sfida verso la divisa. Non è semplice». «La polizia deve fare un po’ paura a chi ha deciso di infrangere le regole, altrimenti continueranno a calpestare la nostra dignità».
Queste semplici considerazioni non possono lasciare indifferenti. Il clima sociale è sempre più velenoso e compromesso. Non si può negare che sulle strade e nei quartieri si vive una realtà più difficile da sostenere e da accettare. E da gestire. Ecco perché sostengo che il nostro è un lavoro difficile da spiegare e comprendere. È un lavoro complicato. Non è un alibi. Se qualcuno pensa che gli operatori di polizia siano tutti cattivi e vannacciani, credo non serva andare avanti con le riflessioni.
Chi vi scrive si considera un garantista granitico e non ho mai difeso negli anni quei colleghi che hanno abusato del loro ruolo. Ma se ciò che sto riportando corrisponde a verità, ecco che occorre interrogare le nostre coscienze con sincerità ed onestà. Smettiamola con la logica che ci stiamo avviando sempre più verso uno Stato di polizia. Chi indossa una divisa va ascoltato. È colui che vive in prima persona le contraddizioni che tutti viviamo e alla sera togliendosi la divisa torna come tutti noi.
Ho sempre considerato il mio lavoro in PL come il miglior osservatorio sociale. Ma la politica va spesso da un’altra parte. Ho sempre fatto una gran fatica a farmi ascoltare dai politici, perché come spesso accade i protagonisti non hanno voce. Ma non è mai troppo tardi. Esistono i cittadini ed esistono cittadini che indossano una divisa. Alla democrazia urge il dialogo. In “bottega” di recente abbiamo pubblicato Sparare alla cieca: 4 anni di dubbi sul taser e intanto a Milano…, Taser a Milano: che il sindaco si dimetta e (l’anno scorso) Contro la pistola Taser nasce un comitato. Altri articoli li rintracciate facilmente con i TAG.
L’immagine che abbiamo messo in evidenza è stata scelta dalla redazione; è stata ripresa dallo scambio di e-mail nella lista «Rete Nazionale Lavoro Sicuro» proprio a proposito dell’introduzione del taser proposta a Milano. Siamo consapevoli che non corrisponde alle valutazioni di Danilo Tosarelli ma… la posizione della redazione è unanime per il NO al taser. Ma discutere si può sempre e ovviamente il punto di vista espresso in questo articolo non va cestinato frettolosamente.
Danilo Tosarelli
* Il BolaWrap è un dispositivo portatile di contenimento e coercizione non letale. Viene utilizzato dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale per immobilizzare a distanza soggetti non collaborativi, pericolosi o con problemi di salute mentale, senza causare loro lesioni o dolore. [1, 2, 3]
