FATTUALITÀ

L’oggi. E il domani?

Nel mio primo editoriale del 2026 dicevo che stavamo andando incontro ad un anno terribile perché l’eredità del passato con tutti i suoi problemi avrebbe comportato uno sforzo assolutamente eccezionale, direi impossibile, per rimettere l’amministrazione della città all’onor del mondo, in ricordo del famoso Modello Milano, l’autoreferenziale idea del sindaco Sala.

Purtroppo avevo ragione: il primo semestre del 2026 che si conclude il 30 giugno con l’inizio dell’estate, lascerà il passo all’autunno e poi all’inverno: sono facile profeta nel dire shakespearianamente l’inverno del nostro scontento non diverrà gloriosa estate.

L’ultima notizia che mi ha lasciato sconcertato è che a tutt’oggi ci sono 21 candidati alla carica di sindaco.

Sono sconcertato perché mi stupisce che alcuni dei candidati non mi sembra abbiano neanche lontanamente l’idea di quale sia il ruolo del sindaco, che competenze sia necessario avere e quali doti di organizzatore – la macchina comunale va rivoltata come un calzino – e in più ci si deve confrontare con l’attuale burocrazia che non ha dato, nel migliore dei casi, buona prova di sé nemmeno i cosiddetti articolo 90: quelle persone che un assessore ha diritto di assumere come suoi collaboratori con un incarico a tempo determinato che cessa quando l’assessore che lo ha scelto perde la sua posizione.

La critica che più di frequente viene mossa ai dipendenti pubblici – ma anche al sindaco – è che il loro comportamento non rispecchi quanto definito da molte leggi e decreti e persino dalla Costituzione troppe volte citata: Articolo 54 – Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Evidentemente questo concetto non era sufficientemente esplicito tanto che il Presidente della Repubblica allora in carica – Giorgio Napolitano – emanò un decreto: DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 62. Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Credo che valga la pena di rileggerne una parte:

 Art. 3   Principi generali

 1. Il dipendente osserva la Costituzione, servendo la Nazione con disciplina ed onore e conformando la propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialità dell’azione   amministrativa.   Il dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della   legge, perseguendo l’interesse pubblico senza abusare della posizione o dei poteri di cui è titolare.   

 2. Il dipendente rispetta altresì i principi di integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza e agisce in posizione di indipendenza e imparzialità, astenendosi in caso di conflitto di interessi.   

 3. Il dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, evita situazioni e comportamenti che possano ostacolare il corretto adempimento dei compiti o nuocere agli interessi o all’immagine della pubblica amministrazione.  Prerogative e poteri pubblici sono esercitati unicamente per le finalità di interesse generale per le quali sono stati conferiti.   

 4. Il dipendente esercita i propri compiti orientando l’azione amministrativa alla massima economicità, efficienza ed efficacia. La gestione di risorse pubbliche ai fini dello svolgimento delle attività amministrative deve seguire una logica di contenimento dei costi, che non pregiudichi la qualità dei risultati.   

 5. Nei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa, il dipendente assicura la piena parità di trattamento a parità di condizioni, astenendosi, altresì, da azioni arbitrarie che abbiano effetti negativi sui destinatari dell’azione amministrativa [omissis].

Se ripensiamo a tutto quello che è successo nel settore dell’urbanistica milanese e di cosa siano imputati i dipendenti comunali nelle recenti indagini dei PM, ci troviamo di fronte ad un fenomeno di ablativo della morale personale, quell’insieme di valori, principi e norme che guidano il comportamento umano, permettendo all’individuo e alla collettività di distinguere il bene dal male e di orientare le proprie azioni.

Ritornando alla questione degli attuali 21 candidati a sindaco quello che mi stupisce è la leggerezza con la quale alcuni si candidano e immagino che ad indurli essenzialmente sia il ricercare momenti di notorietà, facili poi a spegnersi.

Tra chi si candida ovviamente ci sono persone che da tempo navigano nella politica e magari hanno ricoperto cariche importanti in ruoli pubblici, tuttavia tra di loro qualche candidato si è fatto già avanti dicendosi portatore di nuovi modelli di città.

Il “nuovo modello di città” fa parte degli slogan di tutti quelli che contestano quello attuale e si propongono quali artefici di invocate “discontinuità” e “svolte”. Già che c’erano non sarebbe stato male che andassero al di là dello slogan e ci dicessero che cosa realmente intendono e in che modo il loro modello di città si differenzi da quello perseguito dalla Giunta attuale.

Nel 2012 ArcipelagoMilano e NEDCOMMUNITY hanno redatto, pubblicato e distribuito gratuitamente – un centinaio di copie al Comune – un libricino dal titolo “LA BUONA GOVERNANCE: PICCOLO MANUALE PER AMMINISTRATORI DI ENTI E SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA”.

Alcuni “incidenti” di allora e relativi addebiti ad amministratori da parte della Corte dei Conti, avevano fatto emergere che molte delle persone che avevano ricevuto incarichi in aziende pubbliche nulla sapevano delle responsabilità di cui si erano fatti carico: noi volevamo fare chiarezza e lanciare una sorta di “avviso ai naviganti” per i molti che in buona fede avevano accettato quelle cariche o che si accingevano ad accettarle.

Pensando alla famosa recente “rifiuto della firma” da parte dei dipendenti comunali, è la conseguenza delle eventuali richieste di danni da parte della Corte dei Conti.

È anche vero che nella nostra legislazione – democratica con numerose eccezioni – si legge: ” L’accesso alle cariche è subordinato solo ai requisiti stabiliti dalla legge (es. limiti di età per Camera e Senato), ma nessuno di essi riguarda il grado di istruzione o il saper leggere e scrivere.”.

Tutto quello che abbiamo detto per il sindaco vale anche per i criteri secondo i quali il nuovo sindaco sceglierà i suoi assessori magari facendo molta attenzione al loro background personale e ad un minimo di competenza specifica sulla materia concernente il suo assessorato.

È questo uno dei rischi che la Democrazia corre, l’avere competenze è lasciato alla coscienza di sé che ogni candidato deve avere.

Per rendere possibile questa presa di coscienza non sarebbe male che il Comune redigesse e distribuisse ai candidati un libricino che in maniera semplice e chiara li informasse di cosa vuol dire fare il sindaco, quali siano i suoi doveri, le sue responsabilità, le sue caratteristiche caratteriali personali e cosa si troverà rispetto all’organizzazione attuale del funzionamento degli uffici che potrà – o dovrà – rivedere ma che al momento del suo insediamento si troverà ad ereditare.

Sarebbe di nuovo una operazione di “avviso ai naviganti”.

Il Comune non lo farà e perché nessuno se ne farebbe carico e perché i criteri di scelta dei candidati da parte dei Partiti o dei movimenti sono fatti con criteri di fedeltà, di equilibri interni tra correnti, la notorietà personale del candidato, la sua immagine pubblica a prescindere da chi siano i suoi fans, uno sportivo, un attore, un cantante di grido, un rettore universitario o un personaggio stravagante ma noto come operazione di antipolitica: ricordate i Radicali che nel 1987 fecero eleggere Cicciolina (Ilona Staller) parlamentare come elezione di protesta, tuttavia la sua attività politica fu più incisiva di quella di molti suoi colleghi deputati. 

Passata o meno la stagione delle candidature noi restiamo con l’elenco dei problemi irrisolti dalla sindacatura in corso: la questione del Meazza, la questione di una normativa urbanistica (oggi chiamata pomposamente “rigenerazione urbana” (cito ad abundanziam la questione SCIA e i PM), il verde in città che si dice di voler aumentare mentre si tagliano alberi ovunque malgrado le proteste dei comitati, l’arredo urbano deplorevole, la sporcizia generale (vedi  come esempio le proteste per il pattume che assedia il Cimitero Monumentale), insomma tutte quelle cose che quotidianamente leggiamo sui quotidiani cittadini (vedi le “lettere al direttore”) e, per finire, molte delle questioni delle quali si occupa ArcipelagoMilano.

Un’ultima questione: mi auguro che il nuovo sindaco non lanci nuove consultazioni pubbliche sui problemi della città, sono ingenue operazioni di ingegneria del consenso che suonano a beffa all’intelligenza civica

Per concludere vorrei avvisare i lettori: questo editoriale sarà l’ultimo di questo semestre, ci prendiamo una pausa fino a settembre, una sorta di vacanza e un tempo di riflessione, il mondo è in fiamme e non mancherà chi tra i potenti penserà a agitare le nostre coscienze avvelenando la nostra vita.

Luca Beltrami Gadola

PS. Leggendo le ultime dichiarazioni di Emmanuel Conte che ora si candida a sindaco e dichiara di voler risolvere il problema casa “come struttura abilitante”, gli ricordo che non è una idea nuova. Probabilmente non ha letto un mio editoriale del 28.10.25. di cui riporto l’incipit:” Vorrei parlare di due argomenti: l’edilizia sociale come infrastruttura abilitante e la spinosa questione delle iniziative edilizie in regime di collaborazione pubblico/privato, del quale diffido. Costruire case per chi non se lo può permettere vuol dire avere chiaro un concetto: la disponibilità di case è un fattore abilitante come sono fattori abilitanti le ferrovie, gli ospedali, le autostrade, gli edifici pubblici, le scuole, le università e tutti quegli edifici che non hanno solo un valore in sé ma che servono ai cittadini per realizzarsi, insomma per vivere e che fanno di un Paese un Paese civile.”

Share

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

4 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Gigi Gario
Gigi Gario
1 mese fa

Grazie, a settembre. Giuseppe Gario

Giampaolo Artoni
Giampaolo Artoni
1 mese fa

Senza essere un fan di Conte; e se invece avesse letto ed fosse stato ispirato proprio dal tuo articolo? Preoccupati da questo fiorire di candidature a sinistra? Si è proprio preoccupante, specie se non ci sarà qualcuno (PD anche solo per il suo peso significativo) a fare sintesi.
Mi dicono che non si fa ma lo scrivo ugualmente: invece di presentare un Sindaco perchè non presentare una squadra con almeno gli assessori di maggior peso? Futuri assessori capaci di dire cosa intendo fare (magari in accordo con il loro futuro Sindaco) da subito in campagna elettorale, proattivi, appetibili e vivaci. Di fatto programmatici. Si lo so, litigherebbero tutti prima per non avere la stantia possibilità di un poi. Però spero che qualcuno legga e “rubi” la proposta.
Caro Direttore, centri la necessità di mettere mano pesantemente alla burocrazia comunale che è parte importante delle risorse umane della prima Azienda milanese, cioè proprio il Comune di Milano. Sala, da manager, è stato il CEO di questa Azienda dimenticandosi di essere invece il Sindaco di questa città. D’altro canto quello sapeva fare, coprire in primis i propri dipendenti.

Tranquillo e paciarotto
Tranquillo e paciarotto
1 mese fa

Il 31 giugno non esiste.

Chiara vogliatto
Chiara vogliatto
1 mese fa

Ricordo che recentissimamente il sindacato ha difeso i funzionari comunali dell’ urbanistica in base al ragionamento che “mica potevano conoscere una legge del 1942!” (Legge urbanistica nazionale perfettamente vigente che si studia a scuola). Se si parte dall’ idea che chi deve applicare la legge non la conosce, siamo fritti.

4
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x