21 DONNE RACCONTANO IL LAVORO

La narrazione del femminismo

Le donne si sono conquistate anche a caro prezzo negli ultimi decenni il diritto ad avere una voce pubblica. La storia del protagonismo femminile, a lungo silenziata, dimostra come sia stato possibile assumere un ruolo e farsi carico di responsabilità, anche in una dinamica sociale patriarcale di potere e controllo, alimentata da stereotipi e aspettative di genere. 

Il progetto dell’Enciclopedia delle donne – avviato nel 2010 – si propone di radunare e divulgare “ritratti a colori” di donne del passato e dei nostri giorni, attingendo al prezioso lavoro di ricerca di Centri di documentazione e Archivi, Librerie e Biblioteche, Università e Associazioni. Promuove anche una collaborazione dal basso, che accoglie curatrici di nuove voci dell’Enciclopedia, capaci di restituire voce autentica alle figure femminili e di svelare l’intreccio delle loro relazioni più significative.

Ricca è anche la produzione saggistica, dal primo volume “Viva l’Italia. Donne e uomini dall’antifascismo alla repubblica”, a “Essere Milano. La scommessa di giovani vite”, al più recente “Donne belle bandiere di Pace”, per citare soltanto alcuni titoli.

La novità di quest’anno è stata la promozione, in collaborazione con diversi partner, del concorso “Peccato di scrittura” sul tema del lavoro, con l’innovativa proposta di trattare questo tema in termini narrativi e non saggistici, prassi poco praticata anche da scrittori professionisti.

Monica Randi, esperta di editoria e curatrice del premio, è convinta che la narrativa sia uno dei modi più affascinanti per parlare del reale attraverso sguardi differenti e pluralità dei punti di vista e ha ispirato l’idea di dare spazio a donne non professioniste della scrittura, che potessero cogliere l’occasione di scrivere un racconto sul lavoro che hanno appena intrapreso, o hanno fatto per tutta la vita, oppure hanno sognato e non sono mai riuscite a fare. Uno spazio per dare voce a momenti di soddisfazione, insoddisfazione, delusione, stallo, cambiamento e rinascita, dando così valore al proprio sguardo su certi momenti e esperienze della vita professionale. 

La partecipazione e la qualità dei lavori presentati le hanno dato ragione e in occasione della presentazione dell’antologia “21 peccati di scrittura. Racconti sul lavoro” Rossana Di Fazio – cofondatrice dell’Enciclopedia delle donne – ha sottolineato il significato dell’incontro tra generazioni diverse, dalle più giovani che da poco si sono cimentate in una professione, alle più grandi, che sono ormai giunte a percepire la pensione: tutte accomunate dalla passione per la scrittura, in qualche caso praticata con continuità, in altri intrapresa o ripresa con godimento solo in tempi recenti.

La sfida della scrittura e del raccontarsi è stata accolta da alcune con entusiasmo, da altre con timore; come occasione di emancipazione dalla scrittura per mestiere di testi lontani da sé e di incontro con la scrittura autobiografica. Da tutte è stata percepita come strumento di valore, di cura e di libertà, anche dai pregiudizi che abbiamo verso noi stesse e leva per recuperare autostima e consapevolezza che ogni donna ha forza, determinazione e capacità di fare rete sufficienti a non arrendersi di fronte agli ostacoli della vita.

Nel suggestivo cortile della vecchia Milano della libreria Il Trittico è stata presentata la raccolta dei racconti di tante vite premiati in questa prima edizione del concorso.

La più giovane e la più anziana delle vincitrici sono entrambe architette, che a distanza di molti decenni hanno studiato Architettura a Venezia. Per Letizia scrivere del suo lavoro dopo 55 anni da artigiana dell’architettura è come scrivere della sua vita; non esiste un bisturi capace di separarli, il curriculum è racconto di vita. Il suo cammino lavorativo non è stato privo di difficoltà, ma al momento giusto ha saputo fare scelte nette e coraggiose, come la fuga di lavoro nel 1975 a Londra, che le lasciò tre preziosi souvenir: la lingua, una visione più sprovincializzata del mondo e la progettazione di due piccoli quartieri, lavoro che in Italia mai sarebbero stati affidati a un’architetta trentenne e, per di più, donna. Superati gli ottant’anni, chiuso il capitolo del lavoro, Letizia non ha smarrito la voglia di esprimere la propria creatività, insegna yoga gentile e dopo aver frequentato la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, felicemente, se pur maldestramente scrive. Lidia, vent’anni, è ancora studentessa di Architettura e racconta le sue primissime esperienze di lavoro come cameriera, per conquistarsi un po’ di autonomia finanziaria. È consapevole che il futuro non arriva già costruito davanti a noi e che gran parte del percorso dobbiamo inventarlo da soli e costruirlo con le nostre mani, anche cogliendo gli incontri speciali con i nostri mentori e maestri, capaci di appagare curiosità, desiderio di capire, fame di esempi. Il suo talento per la scrittura è stato scoperto al liceo artistico dall’insegnante di materie letterarie, che l’ha incentivata a coltivarlo, anche partecipando ai concorsi. Lidia ha ben chiaro che la scrittura non è solo per chi ha una formazione strettamente umanistica e oggi si percepisce così: Non riesco a vivere senza scrivere, né a vivere senza l’architettura!

Il 20 giugno sarà pubblicato il nuovo bando di concorso, che avrà per tema “Noi e il nostro corpo”, titolo evocativo per le donne più grandi d’età – è lo stesso del libro scritto dalle donne per le donne, testo fondamentale del femminismo e manuale guida dei gruppi di autocoscienza negli anni Settanta – e comunque anche per le più giovani tema caldo nel dibattito femminile e femminista sul tabù del corpo e del piacere.

Per partecipare ci sarà tempo fino al 10 novembre. Testo del Bando sul sito dell’Enciclopedia delle donne.

Rita Bramante

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1 Commento
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giorgina
giorgina
12 giorni fa

Parecchi errori nella mia bio, spero sia possibile correggere, con AI ciò diventa un inconveniente, spero sia possibile porre rimedio visto che si tratta di biografia online.
Un cordiale saluto,
Giorgina Castiglioni
cell. 3338427376

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