LUOGHI SOSPESI

La Biblioteca Nazionale Braidense

Ci sono luoghi della nostra città in cui la memoria collettiva, il passato architettonico e la vita culturale si intrecciano al presente con naturalezza; spazi quasi incantati, che sanno di libri antichi, di sapere e di storia… luoghi sospesi, appunto. A pochi passi dalla movida milanese rumorosa che gravita attorno al quartiere di Brera — un tempo sdrucito e malfamato, oggi chic, luminoso e frequentatissimo — si trova la Biblioteca Nazionale Braidense, custodita all’interno del più ampio complesso della Pinacoteca di Brera.

Superato il cortile d’onore, dove campeggia l’imponente statua bronzea di Napoleone, copia dell’originale canoviano, sulla sinistra si apre il maestoso scalone doppio che conduce al primo piano. Varcato l’atrio d’ingresso, luogo di accoglienza e registrazione, si entra nella Biblioteca Nazionale Braidense e l’emozione, per chi ami questi spazi — io certamente tra questi — si fa subito tangibile, cedendo il passo alla fascinazione di pareti lignee interamente rivestite di libri, volumi e testi antichi.

Di fronte all’atrio si apre la sala teologica; sulla destra, la sala Maria Teresa; seguono poi la sala dei cataloghi, quella della distribuzione e un’ulteriore sala di consultazione. Ve n’è anche una più raccolta, dedicata al Fondo manzoniano con 250 manoscritti e 1.000 volumi dello scrittore. La sala gesuitica, detta teologica per la vastissima raccolta di testi religiosi che custodisce, è oggi destinata alla lettura e alle conferenze. È aperta a chiunque desideri consultare opere monografiche, enciclopedie e dizionari, e può accogliere fino a ottanta persone sedute. È proprio qui che – chi scrive – ha avuto l’onore, l’emozione e la fortuna di presentare il proprio libro sull’industria di famiglia nell’ambito delle iniziative di divulgazione culturale e archivistica promosse dalla Società Storica Milanese ETS[1].

La sala dedicata a Maria Teresa d’Asburgo (1717/1780), fondatrice della biblioteca, fu realizzata dal Piermarini. Al suo interno si conserva il grande globo terrestre dell’astronomo Francesco Carlini[2], caratterizzato dal lieve schiacciamento dei poli, mentre all’ingresso campeggia il ritratto dell’imperatrice dipinto da Agostino Comerio[3]. La sala può accogliere oltre centosettanta persone per eventi e manifestazioni culturali; di particolare rilievo architettonico sono la scaffalatura che riveste le pareti, il ballatoio continuo e i maestosi lampadari pendenti in cristallo.

Il valore attuale della BNB è inestimabile: vi sono conservati oltre 1.500.000 volumi. Oggi la biblioteca appartiene al patrimonio dello Stato italiano ed è quindi un’istituzione pubblica posta sotto l’egida diretta del Ministero della Cultura e dal 2015 fa parte del complesso museale della Pinacoteca. La sua missione principale consiste nella conservazione, nella tutela, nel restauro, nella catalogazione e nella valorizzazione delle collezioni, dei manoscritti e dei libri antichi e contemporanei, nell’interesse esclusivo della consultazione pubblica.

Qualche numero aiuta a comprenderne meglio la grandezza: la BNB possiede oltre 2.000 manoscritti, di cui 350 medievali, circa 2.300 incunaboli[4] e 25.000 cinquecentine[5]. Lo scorso anno è stata visitata da 125.000 persone e da 35.000 lettori, con oltre 20.000 testi e manoscritti dati in lettura. È la terza biblioteca d’Italia per importanza, dopo quelle di Roma e di Firenze: numeri che parlano da soli.

Fu acquistata dal Conte Pertusati e donata successivamente all’Arciduca Ferdinando, figlio di Maria Teresa. La sovrana austriaca voleva che qui luoghi fossero visitabili da tutti e che il patrimonio culturale potesse essere consultato da un vasto pubblico. La biblioteca fu aperta così nel 1786. Fin dall’inizio divenne un luogo privilegiato di incontro e di scambio culturale.

Nella nostra epoca digitale, in cui tutto sembra dover essere facile e immediato, le biblioteche – dal fragore continuo della città al silenzio – restano luoghi in cui i libri continuano a vivere e a essere letti in tutto il loro valore, ergendosi a baluardo dello spirito e del libero sapere, accessibili a tutti al solo prezzo della curiosità.

Marco Guido Santagostino

Architetto


[1] Associazione fondata nel 1873, che organizza incontri e giornate di studio insieme ad altre importanti istituzioni meneghine.

[2] Francesco Carlini (1783/1862) fu astronomo, geodeta e meteorologo milanese.

[3] Agostino Comerio (1784/1829) fu pittore originario della provincia di Como, frequentatore dell’Accademia di Brera.

[4] S’intendano i primi libri stampati a partire dalla metà del 1400.

[5] Erano i primi libri a stampa, pubblicati tra il 1500 e il 1600. Erano edizioni più evolute e segnano un passaggio tecnico netto nella stampa libraria.

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