LE PROSSIME ELEZIONI MILANESI E LA METAFORA DELL’AMORE
La metafora è chiara, e voglio starci dentro
Mi riferisco a quella scelta dal Partito democratico di Milano per lanciare il dibattito programmatico finalizzato alla prossima campagna elettorale per le amministrative, quando nel 2027 si dovrà eleggere il nuovo sindaco: “Innamorarsi ancora”. La metafora dice che, come succede nelle coppie (non sempre ma spesso), a una fase più o meno lunga di innamoramento segue la stanchezza, il disinteresse e spesso anche il disamore. E che qualcosa del genere, forse, sta accadendo tra l’amministrazione comunale di Milano (da quindici anni retta dal centrosinistra) e la sua base elettorale. Bisognerebbe, dunque, “innamorarsi ancora”. [1] Bene, ci sono però un po’ di… “però”.
In primo luogo, come si dovrebbe sapere, l’amore non sopporta l’imperativo: non c’è bisogno – credo – di scomodare Lacan, per avere chiaro che non si può imporre a qualcuno di amare. O si ama o non si ama. E neanche le strategie per conquistare una persona in genere funzionano: l’amore ha questo di particolare, che arriva di soppiatto e di soppiatto se ne va.
Sarà brutto ma è così. E quindi, per passare alla politica, sarà un po’ difficile adesso, dopo tanti anni, convincere il proprio elettorato a “re-innamorarsi”: in questi anni, infatti, non solo il rapporto si è infiacchito ma numerosi sono stati i tradimenti (e anche questo tende a non facilitare la solidità della coppia): che fine ha fatto per esempio la famosa “partecipazione” con cui Pisapia ci aveva fatto una testa così? Era questo predominio dispotico del capitale finanziario-immobiliare il modello che ci si attendeva quindici anni fa dalla vittoria del centrosinistra?
Ma questo è ancora il problema minore. La credulità e disponibilità a farsi fottere del popolo di centro-sinistra, a Milano come altrove, sono illimitate e sicuramente vi si può ancora attingere.
Ecco, infatti, come il PD lanciava il “percorso” di incontri e discussioni avviato il 18 aprile e che si dipanerà in numerosi eventi fino a fine giugno.” Le grandi storie d’amore si nutrono di grandi emozioni e piccoli gesti. Di cura quotidiana e futuro lontano.Negli ultimi quindici anni, abbiamo trasformato una città arrabbiata, impaurita e provinciale, in una metropoli europea, aperta al mondo, capitale dei diritti civili. Abbiamo realizzato la Linea Blu della metropolitana, investito più di 1 miliardo e mezzo nel sociale solo negli ultimi 5 anni, assunto centinaia di vigili, costruito piste ciclabili, difeso i diritti e cambiato il volto dei quartieri riscoprendo spazi pubblici dove la destra aveva messo le rotonde. Ma oggi, in un mondo sempre più incerto, siamo di fronte a una sfida nuova. Ecco perché vogliamo innamorarci ancora. Amare questa città significa impegnarsi in ogni sfida per renderla accessibile a tutti, contrastando l’isolamento e sostenendo chi fa fatica. Perché Milano deve saper correre senza che qualcuno si trovi dietro.” [2]
Presentando l’iniziativa, in una intervista a “Milano Today”, il segretario provinciale del PD di Milano, aggiungeva un particolare che può sembrare secondario ma in realtà è molto rivelatore: “Noi questa città l’abbiamo cambiata molto. (…) Chilometri di piste ciclabili nuove (…), ma anche decine di nuove piazze, proprio dove la destra progettava parcheggi e rotonde. Sull’arredo urbano noi abbiamo messo i tavoli da pin ponga.”. [2]
Sì, avete capito bene: «Abbiamo messo i tavoli da pin ponga». Il riferimento è ai tanti micro-interventi che hanno prodotto in giro per la città piccoli spazi colorati e pedonali, con alcune panchine, qualche fioriera e spesso, appunto, dei tavoli da pin ponga. Si chiama anche urbanistica tattica: vengono ricavati, diciamo così negli interstizi della città, dei piccoli spazi che invitano alla sosta, al ritrovo e alla socialità. Niente di male, beninteso, anzi per quanto mi riguarda si tratta di iniziative simpatiche e piacevoli. Però non vorrei che sfuggisse il punto: il quindicennio di governo del centro-sinistra si sintetizzerebbe nella generosa installazione di tavoli da pin ponga in aree pedonali!
Ecco cos’è oggi il PD e in genere il centrosinistra, in particolare nelle grandi città come Milano: il partito dell’urbanistica tattica! Il partito che regala la città ai fondi immobiliari, che fa scappare 400.000 cittadini per i costi esorbitanti, che lascia andare in malora il proprio patrimonio di edilizia pubblica, ma che ti restituisce un tavolo da pin ponga sotto casa (sempre che abiti in un quartiere debitamente denitrificato).
Il problema maggiore, del tutto inavvertito alla mente degli strateghi del PD, è un altro. Per ritornare alla metafora amorosa, non si sa di quale innamoramento i dirigenti del PD stiano parlando, a quale coppia si riferiscano.
Il fatto è che l’unica love story che abbiamo visto (e subito) in questi anni a Milano è stata quella tra le giunte di centro-sinistra e il capitale finanziario-speculativo. Quelli sì che si sono amati e si amano tuttora. Nessun amore era mai scattato tra Sala e i ceti popolari di questa città. E non è solo un problema di Milano, ma di cosa è diventata la cosiddetta sinistra (sempre sia lodata) da quarant’anni a questa parte: folle amore per il grande capitale e la sua globalizzazione, per la super classe globale e i suoi modelli di riferimento (o, nel caso migliore, per quel «ceto medio riflessivo» di cui parlò a suo tempo Paul Ginsborg).
Molto meno passione per tutti coloro che essa stessa chiama quando va bene – con condiscendenza e falsa commozione – gli «ultimi», o «chi resta indietro» (perché la vita è una corsa, no?); e quando va male «folla populista» che ragiona «con la pancia».
Ma scusate, se poi le classi popolari chiedono il divorzio, dov’è lo stupore?
Toni Muzzioli
NOTE
[1] Su questa rivista è già intervenuto, tempestivamente, Giuseppe Ucciero, Innamorarsi ancora? Il PD e la discontinuità sostenibile del modello Milano, “Arcipelago Milano”, 28 aprile 2026, https://www.arcipelagomilano.org/2026/04/28/innamorarsi-ancora/
[2] PD Milano Metropolitana, “Innamorarsi ancora. Progetto Milano 2050”, https://www.pdmilano.eu/innamorarsi-ancora.html
[3] Cfr. Massimiliano Melley, Il candidato sindaco di centrosinistra sarà scelto dopo l’estate, “MilanoToday”, 18 aprile 2026, https://www.milanotoday.it/politica/pd-candidato-sindaco-primarie-estate-2026.html

Ottimo articolo, lucido, ironico e perfettamente calzante. Grazie Toni