FNM PERDE IL TRENO: L’IDROGENO SLITTA ANCORA 

Più società, più poltrone, meno ferrovia

L’entrata in servizio dei treni Alstom Coradia Stream a idrogeno, previsti nell’ambito del progetto H2iseO promosso da FNM, ha subito un nuovo slittamento. L’avvio della fase operativa sarebbe ora previsto per marzo 2027 con il primo convoglio in servizio commerciale, il ritardo sale a tre anni ed i già stratosferici coti continuano ad aumentare.

Resta da chiarire da dove arriverà l’idrogeno necessario per i primi test sulla linea, che dovrebbero svolgersi nelle ore notturne sulla linea Brescia Iseo Edolo. I collaudi, infatti, non possono ancora partire a pieno regime a causa della carenza di macchinisti e capotreno e sarebbero destinati a slittare ulteriormente dopo il periodo estivo. Mentre nessuno dei tre convogli arrivati nel deposito di Rovato ha ancora ottenuto l’autorizzazione alla circolazione da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Sono in corso invece le prove statiche dei tecnici dell’Astom: simulazioni di rifornimento, prove antincendio, prove di segnalamento e manovre di aggancio. 

Anziché acquistare temporaneamente l’idrogeno da operatori già presenti sul mercato, come avviene in altre realtà, FNM ha costituito una nuova società partecipata, FNM Power, che dovrà approvvigionarsi sul mercato dell’idrogeno (inesistente in Italia) necessario ad alimentare i treni in attesa che entrino in funzione gli impianti di produzione e stoccaggio previsti a Iseo ed Edolo (anch’essi in grave ritardo).

Il confronto con le altre realtà lombarde (esclusa ATM che punta anch’essa a diventare un polo trasporti, treni e costruzioni per vincere la gara) della mobilità mostra come FNM sia diventata sempre meno una holding ferroviaria e sempre più un gruppo diversificato che opera nel trasporto pubblico (Trenord e FNM Autoservizi) nelle autostrade (Milano Serravalle e Pedemontana), nell’energia (FNM Power e Viridis Energia), nell’ingegneria infrastrutturale (Nord Ing) e nei servizi per la mobilità condivisa (E-Vai), con un totale di 17 società tra controllate e partecipate.

In questi anni sembra essersi progressivamente affievolita l’attenzione verso il principale compito del gruppo: garantire un servizio ferroviario efficiente per pendolari e studenti. Sono aumentate le società, le partecipazioni e le relative cariche amministrative, ma sono aumentati anche i costi pubblici i ritardi (puntualità più bassa d’Italia) e cancellazioni dei treni, sia sulla linea Brescia-Iseo-Edolo sia nel resto della Lombardia. Dopo l’enorme spesa dei nuovi treni (217) per 1,7 mld. La situazione non è migliorata. Regione Lombardia proprietaria di FNM e di Trenord (con le FS al 50%) continua a tollerare una gestione dilettantistica del servizio ferroviario. Pendolari in rivolta e sempre meno prendono il treno.

Dario Balotta

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