«CIAO, CARLO, CONTINUEREMO SULLA TUA STRADA!»
Basilio Rizzo ricorda Carlo Monguzzi
Il presente testo è il discorso preparato da Basilio Rizzo per il funerale di Carlo Monguzzi, tenutosi a Milano il 15 aprile scorso. Il testo è stato pubblicato sul sito web “Ideeinformazione”.
Il riconoscimento del lavoro fatto da Carlo in tutti questi anni è stato ampio e sottolineato in modo positivo da persone di parti politiche anche distanti dalle sue.
Ho ascoltato in Consiglio e fuori apprezzamenti ed elogi nei suoi confronti che Carlo indubbiamente meritava. Sono sicuro che ciò l’avrebbe inorgoglito e ne sarebbe stato contento. Un approfondimento del suo contributo politico, ideale, umano lo si sarebbe potuto fare – e lo si farà – più avanti in un’altra occasione.
Però questa mattina (15 aprile) ho letto un’intervista sul “Corriere della sera” [*] e mi sono detto che non si poteva aspettare. Carlo non è stato solo un bravissimo uomo nelle istituzioni, capace, competente, sempre preparato nei dossier in discussione. È stato qualcosa di più. Un uomo ricco di valori, ideali. Un maestro di vita. Integerrimo nel suo operare, che ha sempre scelto di fare ciò che sentiva giusto e non ciò che “conveniva”; che ha sempre pensato al prossimo, all’interesse pubblico, a chi aveva bisogno di essere difeso dalle ingiustizie dei potenti.
Ho pensato alla sua soddisfazione per battaglie vinte ed alla tristezza per altre perse.
E mi pare giusto non tacere quanto Carlo abbia sofferto in questi ultimi scorci della sua azione politica.
Era amareggiato perché si sentiva nel giusto e si sentiva non capito dalla sua parte politica. O forse – peggio ancora – capito ma osteggiato perché disturbava delicati equilibrismi all’interno della sinistra in Comune.
Sentiva palpabile l’ostilità da parte di quelli che dovevano essere i suoi “compagni”.
Quanti torti, sgarbi, dispettucci da mestieranti d’aula ha dovuto sopportare in aula a Palazzo Marino! Fischieranno le orecchie a qualcuno?
Ed il suo cruccio era anche per la difficoltà di far conoscere le battaglie nelle istituzioni e nel territorio, visto che ai cittadini arrivava poco di quanto accadeva nella realtà e il mondo dell’informazione invece troppo spesso si “acconciava” a quanto sarebbe stato gradito all’ufficio stampa di Palazzo Marino.
È costato molto a Carlo quel clima difficile. Ancor più negli ultimi mesi quando la malattia (della quale non voleva parlare…) stava prendendo il sopravvento.
Il conforto, se lo si può dire, gli veniva dal partecipare alle iniziative alle manifestazioni, ai presidi. L’affetto dei compagni, il calore che sentiva intorno era il compenso migliore per il suo attivismo.
Il vissuto di Carlo, quanto ha detto e ha fatto, la stima, il prestigio e la autorevolezza che ha acquisito e consolidato negli anni è un dato importante per la città.
E – lo voglio dire con pacata fermezza – nessuno pensi, speri o si illuda che la traiettoria morale, politica e ideale che Carlo ha tracciato si esaurisca oggi o venga rubricata come quella di un consigliere che certo è stato bravo, stimato, capace (lo si incensi pure), ma ora non c’è più.
No, non sarà così.
È venuto a costruirsi in questi anni un patrimonio collettivo straordinario di progetti, proposte, idee sulla città che Carlo prima ha contribuito a creare e poi ha rappresentato al meglio nelle istituzioni. Sapete quanti associazioni, comitati, persone arricchiscono ogni giorno questo patrimonio con il loro impegno?
Pensate che rinunceranno? Pensate che sarà facile liberarvi di loro?
Messe insieme, queste esperienze delineano non solo singoli episodi di contestazione e di resistenza, ma un vero e proprio modello di città alternativo rispetto a quella degli eventi, dello strapotere dei fondi d’investimento, delle diseguaglianze sociali che continua ad esserci riproposta.
Carlo ha sempre lottato per un’altra Milano.
E siamo qui per onorarlo nel modo che più – ne siamo certi – gli sarebbe piaciuto, dicendo senza retorica ma con convinzione: moltiplicheremo i nostri sforzi. C’è la vicenda dello Stadio di San Siro, la pace per cui mobilitarsi, il verde da difendere, i trasporti pubblici da far funzionare, le dissennate scelte urbanistiche da contrastare ed il lavoro giusto, il diritto alla casa, le diseguaglianze sociali da sconfiggere, la sanità pubblica da difendere… Insomma, realizzare una Milano migliore in un mondo migliore.
Ciao, Carlo.
Basilio Rizzo
[*] Con impressionante tempismo, il 15 aprile, il dorso milanese del “Corriere della sera” ha pubblicato un’ampia intervista a Michele Sacerdoti, il consigliere che subentrerà in Consiglio comunale a Carlo Monguzzi nel gruppo Verde, con una titolazione che è bene citare per esteso: «Io diverso da Monguzzi. Grattacieli o Tel Aviv, con Sala non sarà battaglia». Il neo consigliere dei Verdi Sacerdoti: Carlo creava divergenze. [N.d.R.]

Caro Basilio, Carlo segnalava le divergenze con chi amministrava e amministra con in testa le esigenze dei potenti e non le esigenze dei cittadini. E’ la classica distinzione fra essere servi del potere, presenti purtroppo in tutti i partiti compresi i Verdi, e rendere un servizio disinteressato alla tua comunità.
Ciao, Cesare da Brescia