“METAMORFOSI”, PROGETTO GENERATIVO

Dall’Orchestra del Mare al silent book

Qual è il destino delle barche dei migranti naufragate o sequestrate a Lampedusa? Essere smaltite come rifiuti speciali. Cinque anni orsono, invece, grazie al Progetto “Metamorfosi”, ideato da Arnoldo Mosca Mondadori, cento di queste barche, che hanno portato su di sé il dolore dell’umanità migrante, sono state trasportate su tir nella rimessa della Casa di Reclusione di Opera[1].

Ad attendere gli scafi nel laboratorio di liuteria del carcere due eccellenze artigiane attive nel volontariato sociale –  Enrico Allorto e Claudio Chiesa – che hanno guidato alcuni detenuti a costruire con i fasciami di legno il primo Violino del Mare, conservando i colori originali dei legni variopinti e crepati dei barconi.

Negli anni il lavoro è continuato e oggi, grazie alla cura delle mani degli artigiani, sono rinati a nuova vita da scarto a legno di speranza e di poesia, ventisette strumenti a corde, violini, viole, violoncelli e contrabbassi: l’“Orchestra del Mare”.

Il suono di questi strumenti vibra contro ogni pregiudizio, atteggiamento di chiusura e razzismo, sorprende e emoziona tutti, dai liutai, ai reclusi, alle platee silenziose e partecipi di adulti e di centinaia di studenti giovani e giovanissimi.

Immediato l’entusiasmo anche da parte di illustri musicisti e direttori d’orchestra, che si esibiscono in assolo e concerti-preghiera, dando voce a tutti coloro che sono rimasti sepolti sui fondali o che sono stati respinti, e che chiedono perdono per negrieri e necrofili, e per quelli che hanno dimenticato di avere avuto dei padri emigranti, come ha detto in un’intervista il Maestro Riccardo Muti[2].

La storia di questi barconi ha ispirato anche il racconto breve e poetico “Memoria del legno” dello scrittore Paolo Rumiz, che ha introdotto l’esibizione dell’Orchestra del Mare al Teatro alla Scala. Una giovane studentessa ha espresso così le proprie sensazioni di fronte alla voce con cui il legno stesso racconta la propria storia da tronco a barca da pesca, quindi traghetto di migranti e infine strumento musicale: ho provato meraviglia e rispetto, tristezza e rabbia, tenerezza e malinconia, angoscia e compassione, commozione e speranza, fiducia in una seconda possibilità di cambiare il proprio destino. Siamo tutti parte di un’unica umanità, per questo dobbiamo imparare a non chiudere gli occhi davanti alla sofferenza e a non restare indifferenti di fronte a chi mette a rischio la propria vita per cercare dignità.

Questo progetto generativo non ha dato corpo e vita soltanto agli strumenti musicali, ma è ora racchiuso anche in un silent book dal titolo “Storia del cedro generoso e resiliente”[3].

Il racconto di Cristina Castelli, disegnato da Betta Marzorati e corredato da un quaderno per la realizzazione di laboratori di lettura, disegno e illustrazione, ha debuttato in occasione della Civil week, all’interno del palinsesto condiviso con il Progetto Fr-Agile! per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Oltre al seminario “Resilienza INSIEME. Bambini e ragazzi in cattedra” presso l’Università Cattolica, con l’accoglienza musicale del “Quartetto del Mare”, è stata organizzata una serie di eventi diffusi rivolti al mondo dell’educazione e alla cittadinanza, per far vivere l’esperienza diretta e emotivamente coinvolgente di questa storia di resilienza e possibile trasformazione della sofferenza nella bellezza armoniosa dell’arte: laboratori didattici “A scuola di resilienza con i silent book”, visite guidate al barcone SOUAD – in arabo la “gioia”. “fiducia nel futuro”, “buona fortuna” – collocato nel giardino dell’Ateneo presso la sede di via Carducci –  e all’esposizione dei lavori realizzati dai bambini e dai ragazzi delle scuole e dei centri diurni milanesi nel corso dell’anno scolastico.

In linea con l’articolo 12 della Convenzione ONU sul diritto di libera espressione di bambini e ragazzi, la parola è stata data ai più giovani che hanno espresso pensieri ed opinioni sul tema dell’accoglienza di chi fugge da guerre e povertà, per trovare un futuro in serenità a Milano: “Oltre la schiuma bianca/dove il desiderio si fa rotta/Milano era una promessa…[4]. I bambini e i ragazzi hanno saputo essere ambasciatori di diritti e di pace e animare un dibattito libero da pregiudizi, dimostrando competenze sociali e civiche e sensibilità ai valori umani universali.

L’evento – ha sottolineato Cristina Castelli – ha dato inizio ad una prima Cattedra dei bambini e dei ragazzi, auspicata recentemente dal Cardinale Tolentino, in Università Cattolica, in occasione della presentazione del libro “Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi”.

Rita Bramante


[1] Il progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti,  in collaborazione con il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, è stato insignito della medaglia del Presidente della Repubblica e dell’Ambrogino d’Oro.

[2] In Vaticano per Papa Francesco con la composizione originale di Nicola Piovani «Canto del legno»; presso il Teatro naturale della cava a Lampedusa, il “Teatro Don Luigi Pedrollo” del Carcere di Opera e Teatro alla Scala di Milano.

[3] C. CASTELLI, Storia del cedro generoso e resiliente, edizione EDUCatt, febbraio 2026 e edizione Pelledoca, aprile 2026. Ideato erealizzato da Associazione Francesco Realmonte ETS in collaborazione con RiRes Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, operatori del Master Relazioni d’Aiuto in contesti di Cooperazione e Sviluppo nazionale e internazionale e Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.

[4] Dalla poesia “Fiori nel silenzio”, scritta da giovani migranti nell’ambito di un laboratorio organizzato da Fondazione L’Aliante onlus, coordinato da Giancarla Panizza e Mohamed Ba.

Share

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x