FARE IL SINDACO IN ITALIA? ECCO PERCHÉ DIVENTA UNA MISSIONE IMPOSSIBILE

Tempo di elezioni

Per il titolo del mio editoriale ho preso a prestito quello  di un articolo di Massimiliano Atelli pubblicato da Il Sole24ore nel giugno del 2010 (che consiglio di leggere) perché faceva al caso mio: capire cosa si muove nell’opinione degli esperti quando si avvicinino le scadenze elettorali e più in generale cosa dice l’AI su questi temi.

È stato lungo ma interessante ricerca su Internet.

Ho trovato di tutto, dai consigli su come impostare la campagna elettorale per i Partiti ma anche per un candidato sindaco e consigliere comunale, sulle possibili strategie elettorali, generici consigli di comportamento per un candidato e chi più ne ha più ne metta.

Il mandato del sindaco Giuseppe Sala eletto il 3-4 ottobre 2021, scadrà dunque nel 2027. La finestra elettorale fissata dalla legge è dal 15 aprile al 15 giugno del 2027, manca poco più di un anno e dunque i Partiti cominciano a darsi da fare per la scelta del candidato sindaco.

Il Pd ha già annunciato che vuole decidere solo dopo aver consultato in qualche modo la base e ancora non si sa se alla fine opterà per delle primarie e se sì con quali regole. 

Per il momento le primarie dovrebbero riguardare solo gli iscritti o saranno aperte a tutta la cittadinanza? Sembra che non sia venuto in mente a nessuno se aprirle all’intera CITTÀ METROPOLITANA.

Aprirle alla Città Metropolitana sarebbe un modo per sanare il vulnus dell’attuale legge Delrio che prevede che il sindaco della Città Metropolitana, 3,248 milioni di abitanti, sia il sindaco del capoluogo: Milano con 1,366 milioni di abitanti, lasciando senza diritto al voto 1,882 milioni di cittadini della Città Metropolitana.

La legge Delrio va cambiata. Comunque questo “allargamento” non lo faranno mai perché le proiezioni sul voto darebbero il Pd probabilmente perdente.

Ma torniamo a Milano.

Alcuni dei potenziali candidati del Pd si sono già fatti avanti: Majorino, Scavuzzo e forse Manuel Conte che sembra avere l’appoggio del Sindaco. 

Quel che manca ancora è il programma elettorale del Pd e degli altri Partiti, in particolare quelli della sinistra o forse anche del campo largo, programma che non è certo quello che richiede la legge elettorale: il deposito del programma elettorale deve avvenire contestualmente alla presentazione delle liste dei candidati e del nome del candidato sindaco, depositati presso la segreteria del Comune. 

Il programma, che illustra gli obiettivi amministrativi, viene affisso all’albo pretorio del Comune fino al giorno delle elezioni; questo programma in genere è un documento sintetico e di autore incerto, va in soffitta il giorno dopo le elezioni e nessuno vi fa più riferimento: per i Partiti si deve allora guardare a quello che diranno in campagna elettorale.

Il vero programma dunque, ammesso che ce se ne ricordi, è quello che i Partiti hanno detto sui media (giornali, TV, siti Internet, blog, ecc.) durante la campagna elettorale. 

Quanto alle caratteristiche personali del candidato sindaco, ho interrogato l’intelligenza artificiale e, tra le varie risposte ho trovato questa: “Il sindaco ideale, (secondo AI Overview), è descritto come una figura seria, competente, affidabile e con una visione strategica a lungo termine per il territorio. Deve possedere spiccate capacità di ascolto, agire nell’interesse dei cittadini — talvolta contrastando poteri forti — ed essere in grado di gestire le emergenze come responsabile della protezione civile”.

Di mio aggiungerei che deve essere in grado di reggere ai dibattiti televisivi, anche essere fotogenico e di conoscere anche la politica internazionale.

Cercare un candidato che risponda alle caratteristiche citate non è certo cosa semplice, perché una persona avveduta si rende conto che se fosse eletto sindaco inesorabilmente erediterebbe dal suo predecessore tutti i problemi irrisolti della città che quest’ultimo non ha saputo risolvere durante la sua consigliatura.

L’ipotesi di fare il sindaco può essere allettante ma, al di là dei problemi cui ho accennato, si tratta di abbandonare per cinque anni la propria professione o il proprio posto nella vita pubblica, magari un scranno in Parlamento, un ruolo importante nell’amministrazione dello Stato e comunque posizioni economiche rilevanti

Messi alle strette i Partiti, delusi dai rifiuti a farsi candidare, talvolta vanno alla ricerca di persone già note, magari con un seguito di fans, pensano ad attori, rettori di università, campioni sportivi, magari personaggi che su Internet abbiano qualche migliaio di followers come li ha Chiara Ferrigni.

In qualunque modo vadano le cose molti cittadini resteranno delusi, soprattutto nel caso in cui le liste elettorali siano bloccate e non sia lascia loro la scelta di un candidato.

Curiosamente cercando su Internet non ho mai trovato che tra i compiti di un sindaco ci sia anche l’organizzazione della burocrazia comunale che ora a partire dall’entrata in vigore delle riforme Bassanin,i ha abbandonato la vecchia struttura basata su 16 assessori e 16 assessorati è passata sempre su 16 assessori che sovrintendono a 30 Direzioni con la conseguenza di rendere impossibile l’individuazione di una chiara catena di comando.

Quanto al ruolo dell’elettore, o meglio dell’elettore perfetto, sempre aiutato da AI, questo è quello che ho trovato in AI Overview:

“Il concetto di “elettore perfetto” è un ideale teorico e spesso oggetto di dibattito politico e sociologico, piuttosto che una figura reale riscontrabile con precisione. Le diverse interpretazioni includono:
Elettore Consapevole e Informato: Si tratta dell’ideale democratico, ovvero colui che studia i programmi, valuta i candidati e vota basandosi su informazioni verificate, evitando il clientelismo e la demagogia.
Elettore Strategico: Un concetto studiato in politica dove l’elettore non vota solo per il preferito, ma agisce strategicamente per influenzare il risultato finale, a volte “turandosi il naso”.
Teorema dell’Elettore Mediano: In teoria delle scelte sociali, l’elettore che si trova al centro dello spettro politico influenza maggiormente l’esito elettorale, poiché i partiti tendono a posizionarsi vicino a lui per ottenere la maggioranza.
Elettore nella Democrazia Partecipativa: Alcune visioni, come quelle esplorate nel libro “Memorie di un elettore riluttante”, suggeriscono un elettore che agisce responsabilmente in un sistema che va oltre il semplice voto, diventando protagonista attivo. 
In sintesi, non esiste un elettore perfetto nel mondo reale, ma piuttosto un ideale di cittadino informato e partecipativo che cerca di allineare il proprio voto ai propri valori e agli interessi collettivi”.

Quanti elettori milanesi saranno “perfetti”? Speriamo siano molti perché vorremmo che dalle urne uscisse un sindaco e un Consiglio Comunale che, in questi tempi calamitosi, aprano una via sicura per Milano.

Luca Beltrami Gadola

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michela
michela
26 giorni fa

Trovo sempre articoli verbosi e stantii

Giancarlo Rossi
Giancarlo Rossi
22 giorni fa

Non vorrei fare un commento sul commento, ma trovo ingenerosa la critica di Michela: per me, ottuagenario di pel bianco, gli articoli sono quasi sempre scritti in buon italiano, riflesso di buoni studi, alcuni forse un po’ prolissi, ma sicuramente tutti seri, argomentati e soprattutto originali nello stantio panorama di luoghi comuni e di stereotipi che affligge l comunicazione italiana.

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