25 APRILE. RICOMPORRE LA SINISTRA

Un contributo

Sulla guerra tra Israele e i palestinesi le posizioni estreme sono: A destra appoggio incondizionato a Israele a prescindere dalle posizioni fondamentaliste messianiche del suo governo. A sinistra sostegno incondizionato alle posizioni del movimento Pro Palestina (Propal) a prescindere dal riconoscimento delle responsabilità dei fondamentalisti islamici: Iran e Hamas.

La manifestazione dello scorso 25 aprile a Milano, con il forzato allontanamento della Brigata ebraica ha segnato una frattura all’interno della sinistra e tra Comunità ebraica e sinistra. Una frattura che impedisce di esprimere solidarietà al popolo palestinese, se non aderendo acriticamente alle posizioni del movimento Propal.

Vorrei dare un contributo alla ricomposizione di tale frattura invitando i protagonisti a sospendere, anche momentaneamente i sentimenti di appartenenza e di sdegno e tentare una sintesi politica che indichi anche possibili soluzioni.

Gli attori in campo: appunti per una discussione

Gli attori sulla scena mediorientale sono molti, ma il nodo centrale non è solo lo scontro tra Israele e Palestinesi ma è il conflitto tra Israele e Iran, due potenze regionali. I palestinesi sono la parte perdente / soccombente del conflitto (non priva di proprie responsabilità).

Gli attori in campo.

Israele 
– 10 milioni di abitanti.
– Una potenza militare: oggi non basta per prevalere. Dopo due anni e mezzo di guerra Hamas e Hezbollah non sono sconfitti.
– Una democrazia che sta degradando verso la teocrazia con caratteri repressivi: mancato rispetto dei diritti umani in guerra, azioni violente e illegali contro i palestinesi mussulmani, in Cisgiordania. 
– I caratteri fondamentali della democrazia permangono: la manifestazione del dissenso è libera.
– La maggioranza degli israeliani non è fondamentalista ma non crede nella possibilità di accordo e  quindi non sostiene la sinistra.
– Una minoranza crede nella necessità dell’accordo, si esprime in tal senso e organizza l’opposizione al governo. Sono attive 80 ONLUS israelo – palestinesi. 

La condizione dei Palestinesi (la Palestina non c’è ancora) a Gaza 
– Circa 2 milioni di abitanti.
– Prima della guerra i palestinesi erano sotto la dittatura fondamentalista, islamica del gruppo terroristico di Hamas. Non potevano più votare, né esprimere dissenso. I rappresentanti dell’ANP sono stati uccisi.
– Gaza non è uno Stato è un territorio autonomo a sovranità limitata
– Gaza aveva rapporti economici con Israele prima della guerra.

In Israele 
– 2 milioni di cittadini israeliani, arabi palestinesi (20% della popolazione) 
– eleggono i loro rappresentanti alla Knesset: alcuni ricoprono cariche pubbliche.

In Cisgiordania
– Circa 3 milioni 
– Vivono in condizioni di violazione dei diritti, di occupazione illegittima delle loro proprietà, da parte dei coloni con l’aiuto dell’esercito; cioè di sostanziale repressione.

L’Iran
– 90 milioni di abitanti
– morti nei recenti bombardamenti
– Una potenza militare regionale; che tenta di diventare potenza nucleare
– Gli organismi internazionali non riescono a far rispettare gli accordi di non proliferazione Nucleare; gli attacchi missilistici di Israele e USA hanno colpito le centrali di arricchimento       dell’uranio
– Una dittatura teocratica, islamista, fondamentalista con un sistema di potere articolato e fortemente strutturato.
– La distruzione di Israele come missione fondamentale della repubblica islamica (prevista dalla Costituzione) le milizie esterne come strumenti: Hamas, Hezbollah, Huthi 
– Obbiettivo egemonico sul mondo sciita 
– Consenso e dissenso popolari di difficile valutazione.

Gli USA
– Sostegno incondizionato ad Israele 
– Gli Evangelici gruppo religioso economicamente ed elettoralmente potente con posizioni politiche teocratiche sostengono Trump ed Israele.
– Strategie dell’amministrazione Trump ????

La guerra-Israeliani
– Massacro del 7 ottobre perpetrato da Hamas: 1.200 uccisi a Gaza; 364 uccisi al Nova Festival; 251 in totale rapiti, di cui sopravvissuti; …
– 900 militari caduti nella guerra in corso
– la popolazione israeliana da anni sotto la minaccia di attacchi missilistici da Hamas Hezbollah, Iran Huty, alcuni riusciti 
– Netanyahu dichiarato dal Tribunale Internazionale criminale di guerra

Palestinesi di Gaza
– 67.000 uccisi dai bombardamenti e nel conflitto armato (non si sa quanti miliziani)
– Gaza distrutta per circa l’80 – 90% %
– Hamas dichiarata organizzazione terroristica da ONU e UE
– Hamas resiste ed è ancora armata. Non si può sapere se ha un sostegno popolare maggioritario o no. 
– Oggi i palestinesi a Gaza sono in condizioni di vita disumane, inaccettabili.

Una valutazione e una proposta

Il nodo politico fondamentale, a mio avviso, è il seguente.

Il massacro del 7 ottobre non è un episodio terroristico da condannare ma concluso. L’attacco del 7 ottobre è una dichiarazione di guerra, parte fondamentale di una strategia politica di Hamas, dunque dell’Iran. La violenta reazione di Israele prevista sarebbe stata funzionale all’interruzione del processo di riavvicinamento tra Israele e i paesi arabi (accordi di Abramo), all’indebolimento delle posizioni politiche favorevoli all’accordo di pace sia in campo israeliano che palestinese; all’aumento dell’odio tra i due popoli; all’isolamento internazionale di Israele. In sostanza alla distruzione della prospettiva politica di due stati per due popoli, avversata da Hamas – Iran in quanto in contrasto con l’obbiettivo della distruzione di Israele. E così è stato.

Il conseguente massacro della popolazione palestinese è stato considerato un “martirio” (categoria propria del fondamentalismo islamico) necessario e utile. L’uso della popolazione come scudi umani a protezione delle armi è coerente a tale impostazione Al proposito ci fu una esplicita dichiarazione di Sinwar allora capo militare di Hamas. Se non c’è chiarezza su questo punto, ovvero sulla responsabilità di Hamas sarà difficile proporre soluzioni politiche. L’appoggio incondizionato ai Propal che considerano Hamas forza di liberazione, elude il nodo politico fondamentale.  Simmetricamente ha lo stesso effetto l’appoggio incondizionato a Netanyahu e al suo governo che hanno lo stesso obbiettivo: la Grande Israele e la cacciata (dove?) dei palestinesi.

Dunque la posizione politicamente coerente con chi vuole la pace e la convivenza tra i popoli (cioè la sinistra voglio sperare) è l’incondizionato e forte appoggio internazionale a chi si oppone all’Iran teocratico e al suo braccio armato Hamas e a chi si oppone al governo teocratico di Netanyahu, ovvero l’opposizione israeliana.

LA PROPOSTA 

Pertanto la seguente proposta: al Sindaco di Milano, al Consiglio comunale, al PD, all’ANPI. Alla Comunità ebraica di Milano, al rappresentante dei Palestinesi di Milano.

1. Rilanciare il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv sulla base di una dichiarazione congiunta dei due sindaci a sostegno del processo di pace (non vedo altra soluzione che due stati per due popoli) 
2. Invitare i due sindaci a proporre il gemellaggio a Gaza al fine di aiutare la sua ricostruzione, in futuro quando si potrà, ma dichiarandolo fin da ora, in contrapposizione alla scandalosa proposta immobiliarista di Trump.
3. Indicare i punti concreti e operativi del gemellaggio anche con adeguato sostegno economico delle due amministrazioni.
4. Per il prossimo 25 Aprile (oltre a quanto ho già proposto)
– Portare i gonfaloni di Milano e Tel Aviv e le insegne di Gaza, insieme, con la scritta “Due Stati per due Popoli”, insieme al presidente della Comunità Ebraica di Milano e al rappresentante dei palestinesi a Milano.
– Far sfilare la Brigata ebraica con le sue insegne, insieme ai rappresentanti dei deportati e degli altri combattenti per la liberazione del nostro Paese.

Se dopo questo sforzo di razionalità volete emozionarvi andate a sentire su You tube il summit per la pace a Tel Aviv con 80 ONLUS israelo palestinesi con Noa e una cantante palestinese bravissima che alla fine cantano “Bella ciao”. Il link è il seguente.

https://groups.google.com/d/msgid/sinistra-per israele/VI0P190MB2632C7C840BD647623D0A2CEEA322%40VI0P190MB2632.EURP190.PROD.OUTLOOK.COM?utm_medium=email&utm_source=footer

Ugo Targetti

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