SUPERSTUDIO PIÙ. LA NUOVA GEOGRAFIA DEL DESIGN MILANESE

Fuorisalone

Fiocco d’argento per il SuperstudioPiù , primo storico “district” di “Zona Tortona” nell’ambito del Fuorisalone, nato venticinque anni fa grazie all’intuito visionario di Flavio Lucchini e della moglie Gisella Borioli[1].

La rigenerazione di vecchi spazi industriali abbandonati in laboratori di creatività ha dato vita a questo nuovo polo culturale, che usa il linguaggio della bellezza per diffondere e stimolare la conoscenza dell’arte.

In occasione della Milano Design week il Superstudio Più ha affiancato alla sede storica anche due nuove location: «Maxi» nel quartiere Barona e «Village» alla Bovisa.

Ha debuttato così uno spazio espositivo diffuso di complessivi 30mila metri quadrati, che ha ospitato visioni diverse e complementari del design contemporaneo, in una dimensione globale e multiculturale.

Oltre alla territorialità diffusa, due sono le principali chiavi di sviluppo del progetto: visioni complementari proposte da sensibilità differenti e intreccio del design con l’arte e le tecnologie.

Gisella Borioli – ceduto al nipote il ruolo di CEO di Superstudio Group – rimane l’animatrice culturale di questa manifestazione che ha inventato. Da non esperta e non critica d’arte ha, però, saputo portare l’arte ovunque e con slancio riprende a occuparsi a tempo pieno di creatività, di arte e di giovani talenti, con l’approccio umanistico che da sempre ha caratterizzato le iniziative del Superstudio.

In questa edizione la Piazza dell’Arte e la MYOWNGALLERY hanno accolto i Dissuader di Franco Perrotti, artista abruzzese di fama internazionale, che si è formato e ha sviluppato a Milano la sua brillante carriera. I suoi piccioni di svariate dimensioni e materiali, irti di chiodi d’acciaio e punte, incarnano un messaggio di accusa a difensori delle razze, dei confini e dell’uomo forte. Sono dispositivi simbolici e politici sulle tematiche dei confini e delle migrazioni, che colpiscono e interrogano il visitatore[2].

La roof-terrace – già impreziosita in attesa di EXPO 2015 dall’installazione del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto all’interno di un grande orto urbano pensile[3] – è ora rinnovata come luogo di appuntamenti culturali, un’agorà a cielo aperto aperta al pubblico,  animata da live painting, performance e incontri con artisti, designer e poeti.

Uno spazio centrale del palinsesto è stato dedicato al graffitismo urbano, di cui in questi decenni Gisella ha intuito prima di altri la bellezza e la valenza di espressione artistica, aprendo in più occasioni le porte del Superstudio ai Writers emergenti, ora nomi illustri dell’arte contemporanea.

E in questa occasione si sono radunati in molti – da Fly Cat, a Ivan, a Dany, a Pao – non solo per ringraziarla, ma per raccontare la storia dal radicalismo del linguaggio dipinto sui treni metropolitani, comprensibile solo agli addetti ai lavori, alla street art, che con leggerezza, giocosità e con i colori della poesia si riappropria dello spazio pubblico, lo migliora, cessa di essere considerata fenomeno vandalico, illegale e degradante e entra in dialogo con la cittadinanza e le istituzioni locali.

Nello spazio “SuperNova” in via Tortona pulsa il cuore internazionale delle esposizioni e installazioni e torna protagonista dopo venticinque anni dal debutto lo studio Moooi. Intervistato da Borioli, Marcel Wanders – star del design olandese – sostiene che oggi ci troviamo in una rinascita contemporanea dell’umanesimo e che il design è un atto umano non meccanico, che non ricerca più la perfezione, ma l’irregolarità, la traccia della mano e il dettaglio inatteso. Nella nuova ricerca di sostenibilità della vita di un oggetto al designer si richiede di pensare all’intero ciclo, come viene realizzato, come invecchia e come ritorna al mondo.

Al “Superstudio Maxi” è andato in scena il futuro dell’abitare con il progetto Supercity affidato a Giulio Cappellini, che immagina una città ideale multiculturale in uno spazio volutamente aperto e condiviso, senza pareti né divisioni fisiche, e esalta la qualità di spazi interni fluidi e multisensoriali, capace di rispondere ai bisogni di benessere delle persone.

Il “Superstudio Village”, novità assoluta 2026, ha dedicato il progetto SuperPlayground all’intento di rivitalizzare il quartiere Bovisa e più in generale il Municipio 9 attraverso la collaborazione tra progettisti e comunità. All’interno del neonato Museo BAU un collettivo di giovani creativi e associazioni della Bovisa promuove murales, arte urbana, eventi e laboratori. Il parchetto tra via Broglio e via Mercantini – riqualificato dagli artisti – dallo stato di completo abbandono è diventato un museo a cielo aperto. La filosofia è “chiunque viva il quartiere è parte del progetto”. E Sorte,urban artist edesigner milanese, cresciuto nel quartiere, dichiara che è un onore portare arte in giro per la città e dare nuova vita ai muri grigi e rovinati.

Rita Bramante


[1]

[2] Franco Perrotti:From Object to Vision. A cura di Fortunato D’Amico. MYOWNGALLERY, SUPERSTUDIO PIU’, 20 Aprile- 3 Maggio 2026

[3] R. BRAMANTE, Countdown EXPO: orti nuove icone urbane, in ArcipelagoMilano, 16 Aprile 2014

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