L’ESPULSIONE DELLA BRIGATA EBRAICA E DI SINISTRA PER ISRAELE DAL CORTEO DEL 25 APRILE
Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv
Il PD. Parlo del PD perché dopo aver militato in quel partito è sempre stato comunque il mio riferimento politico ed elettorale. Il PD milanese ha chiesto, pochi giorni fa, al Sindaco Sala di interrompere il gemellaggio con Tel Aviv. Sala, dopo qualche incertezza ha rifiutato. Penso che il PD abbia sbagliato.
Penso che l’errore derivi dalla debole identità del partito che dura ormai da anni. Il PD non si afferma. Insegue. Ha inseguito la Lega di Bossi che ha portato ad una riforma delle istituzioni locali che non funziona. Insegue il Movimento 5 stelle che un tempo aveva un’identità (che non ho mai apprezzato) e ora non ha più; prevale solo il desiderio di Conte di tornare a Palazzo Chigi. Il PD insegue l’opposizione nel senso che risponde di rimessa alle decisioni del centro destra ma non propone altri temi e altre soluzioni.
Infine il PD insegue i propal perché ritiene che interpretino i giovani e parte della sinistra (che non necessariamente voteranno PD); il che è in parte vero, ma un partito non insegue, ma guida il suo elettorato sulla base di una precisa identità e coerenza ideologica.
Storicamente l’ideologia della sinistra era internazionalista e quindi antinazionalista, nel senso che la solidarietà doveva essere di classe e non per la Nazione (da qui il problema del riconoscimento del valore della Patria lasciato per molto tempo alla destra).
Ora le classi ci sono ancora, ma nel mondo globalizzato sono assai più complesse e complessa è la loro rappresentanza. Ma se è difficile rappresentare la solidarietà di classe deve restare almeno la “solidarietà politica internazionale” per chiunque e ovunque si opponga alle nuove forme di fascismo, Mi sono sempre chiesto cosa significasse precisamente “la solidarietà politica” citata dall’articolo 2 della Costituzione ove dice che “La Repubblica … richiede l’adempimento della solidarietà politica, economica e sociale.”. Penso che in qualche modo si riferisca anche a questo.
La sinistra e i progressisti devono sostenere chi si oppone alle diverse ideologie reazionarie: il nazionalismo aggressivo; il neoimperialismo (Putin, Erdogan); le teocrazie (Netanyahu e gli Ayatollah); l’egemonia del tecno capitalismo (Trump e soci), ovvero le nuove forme di fascismo.
Il gemellaggio Milano – Tel Aviv
Non c’è stata solidarietà internazionale nel caso del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Tel Aviv è una città di sinistra: il sindaco, Ron Huldai è un laburista, è sindaco da sei mandati, dal 1998, ovvero la società di Tel Aviv è strutturalmente progressista: è un bastione dell’opposizione a Netanyahu e alla destra israeliana. Ne è riprova il gemellaggio tra Tel Aviv e Gaza City.
“Nel 2008, cioè un anno dopo che Hamas aveva assunto la guida di Gaza City, il sindaco Huldai ha fronteggiato la destra (compattata intorno a una mozione del consigliere Arnon Giladi) che chiedeva che Tel Aviv rompesse il gemellaggio con Gaza City.
La respinse con queste parole che si possono ancora leggere nell’edizione di Haaretz dell’11 febbraio 2008: «Un gemellaggio [in ebraico בְּרִית עָרִים תְּאוּמוֹת] è un legame tra popoli e tra città, non tra governi o regimi politici. Non cancelleremo il patto con Gaza City perché ciò significherebbe ammettere che non c’è più alcuna speranza per un futuro di pace. Dobbiamo mantenere i canali aperti per i giorni in cui potremo tornare a collaborare».” (da Francesco Barbettta di “Sinistra per Israele”)
Non so se Tel Aviv sia ancora gemellata con Gaza City, ma lo è stata.
Ora un partito che abbia mantenuto una radice con la sinistra storica dovrebbe dimostrare solidarietà e sostenere Tel Aviv e il suo sindaco. Il PD dovrebbe affermare la propria identità di partito della sinistra democratica, illuminista (cioè occidentale) e solidarista e sviluppare una coerente iniziativa politica. Perciò vorrei che il PD chiedesse al Sindaco Sala di organizzare a Milano, insieme al sindaco Huldai, una manifestazione di solidarietà per l’opposizione israeliana, invitando: gli amministratori di Gaza o chi a Gaza si oppone alla dittatura di Hamas; l’ANP; i partiti della sinistra europea, gli esponenti della cultura anche dei paesi arabi. Anzi vorrei che il PD proponesse di aiutare il sindaco di Tel Aviv ad organizzare questa iniziativa politica lì nella sua città. Insomma volendo e pensandoci c’è materia per un’iniziativa politica che non sia il ripudio dei “compagni”.
Il corteo del 25 Aprile
Anche da questa carenza di chiarezza ideologica e quindi di mancanza di egemonia politica sul proprio mondo da parte del principale partito della sinistra, nasce l’orribile episodio dell’espulsione della Brigata ebraica e di Sinistra per Israele dal corteo del 25 Aprile a Milano, espulsione che non era sostenuta solo dai giovani propal, ma anche da vecchi militanti della sinistra e da persone “normali”.
Il 25 Aprile ero in corteo con la Brigata ebraica e con Sinistra per Israele a cui sono iscritto. I rappresentanti della Brigata ebraica onoravano il sacrificio di chi ha combattuto ed è morto per la nostra liberazione che ha consentito anche ai propal di manifestare. E hanno combattuto mentre una parte dei palestinesi aveva costituito un battaglione di SS.
I rappresentanti di “Sinistra per Israele” reggevano uno striscione grande con la scritta “Due Stati per due Popoli”, la sintesi di un programma di opposizione al governo Netanyahu e contro Hamas e quindi contro l’Iran degli Ayatollah.
La polizia ci ha fatto uscire dal corteo perché non era in grado di controllare chi impediva fisicamente agli “ebrei” di sfilare, mentre li insultava.
Ho provato, anche se in forma più lieve, quello che devono aver provato gli ebrei quando le masse infatuate dai regimi fascisti li insultavano e impedivano loro di parlare ed esercitare il diritto di muoversi liberamente nelle loro città. Ma state certi che finché ci sarà la democrazia sfilerò in corteo, parlerò e scriverò, come ora su ArcipelagoMilano.
Nel corteo, dove io ero, non ho visto bandiere dello Stato di Israele, né immagini di Netanyahu. Non con la Brigata ebraica, non con “Sinistra per Israele”. Un gruppo di iraniani perseguitati dal regime teocratico, reggeva un piccolo cartello che inneggiava Trump e una bandiera americana, nella speranza, temo vana, che i bombardamenti abbattano il regime. C’erano anche cartelli con l’immagine del figlio dello Scià. E allora? Anche Togliatti nel 1944, con la svolta di Salerno, sottoscrisse l’alleanza con i monarchici contro il regime fascista. Chi si indigna per il sostegno all’innocuo figlio dello Scià, dovrebbe invece aiutare i perseguitati dal regime iraniano a organizzarsi e trovare un riferimento politico più solido.
Ma temo che non si faccia per non urtare i propal, sostenitori di Hamas e quindi della Repubblica islamica. A tal proposito tra i propal che insultavano la brigata ebraica, ho visto sventolare le bandiere dell’Iran, quelle con i simboli della “repubblica” islamica, quelle degli ayatollah, dei teocrati fascisti.
Comunque citare episodi marginali come rappresentativi o come provocazioni organizzate, come hanno fatto alcuni giornali, è ipocrita.
Infine il PD
Il PD si è dissociato dalla violenza di chi si è opposto fisicamente alla partecipazione degli ebrei al corteo (meno male!) ma l’episodio è anche il frutto dell’ambigua tolleranza del Partito verso l’ideologia propal. Che significa propal? Significa sostenere i palestinesi (anche “Sinistra per Israele” sostiene i diritti del popolo palestinese) ma significa anche rifiutare di riconoscere le responsabilità del fondamentalismo islamico, cioè dell’Iran, degli Ayatollha, di Hamas, di Hezbollah, degli Huthi, per la drammatica condizione dei palestinesi, bombardati da Netnyahu, ma mandati sotto le bombe da Hamas.
Ideologia propal significa considerare i fondamentalisti islamici (quelli che impiccano gli oppositori, gli omossessuali e lapidano le donne senza velo) i liberatori. Teocrati, come il governo israeliano che ha introdotto la pena di morte. Uguali e opposti. La grande Israele e la Palestina dal Giordano al mare! Con l’eliminazione dei popoli “nemici”.
Ai vecchi militanti dico: il PCI non avrebbe permesso che la Brigata ebraica che combatté con i partigiani e che “Sinistra per Israele, due Stati per due popoli” fossero espulsi dal corteo del 25 Aprile. Non avrebbe permesso fisicamente, un atto squadrista.
Ugo Targetti
P.S.
Proposta all’ANPI per il 25 Aprile 2027
Il prossimo 25 Aprile intendo partecipare al corteo, insieme a chi rappresenta i miei valori e pretendo dal mio Stato che è democratico, che mi sia garantito tale diritto. Per cui per il corteo del prossimo 25 Aprile 2027, propongo all’ANPI i seguenti tre punti.
Primo punto.
Nessuna bandiera di stato, né effige di capo di Stato.
Non di Israele, ma neanche della Palestina (che, non va dimenticato, ha aggredito Israele con l’attentato del 7 ottobre 2023).
Sì invece alle bandiere di chi ha combattuto per la nostra liberazione: i militari italiani che hanno combattuto contro la Repubblica di Salò, alleata dei nazisti. Le formazioni militari alleate: i combattenti del Commonwealth compresa la Brigata ebraica; i combattenti americani, polacchi (Monte Cassino), brasiliani, ecc.
Dunque nessuna bandiera nazionale. Solo la nostra, la Bandiera italiana con lo stemma della Repubblica.
Secondo punto
Informare i partecipanti delle regole concordate.
Organizzare un servizio d’ordine che faccia rispettare le regole.
Chi partecipa al corteo non è responsabile del comportamento di chi sfila accanto.

Condivido tutto, dalla prima all’ultima parola, comprese le indicazioni/condizioni per il prossimo anno. Aggiungo una possibile variante perché sostengo ‘Due Popoli Due Stati’: o nessuna delle due bandiere o entrambe, cosa per òa quale propendo. Infine una considerazione: se l’ANPI non è d’accordo o non è in grado di fare proprie le indicazioni prospettate, sfilerò a celebrare la Liberazione con coloro che lo faranno.
Articolo interessante e condivisibile. Credo che in Israele ci fosse già la pena di morte… ne hanno fatto un’estensione.
Condivido in toto il programma per il prossimo 25 aprile.
Purtroppo da una parte e dall’altra ci sono persone che non si rendono conto dei propri atti e che contribuiscono a una confusione dai risvolti pericolosi.
L’autore ha partecipato al corteo con singolare distrazione, vedendo alcune cose e non altre. Ciò di cui si discute, del resto, è ben visibile in alcuni video disponibili a tutti. Raccomando l’ascolto di un dialogo fra E. Fiano ed E. Mizrahy, nel quale si conferma la volontà di continuare a bloccare il corteo con tutte le migliaia di persone, corteo nel quale si era adottato un comportamento non in linea con gli accordi pregressi. Ma, più in generale, leggo le stesse frasi caratteristiche della propaganda pro Israele, che allinea cose vere ma parziali e ne tace altre, perché scomode. Mi annoio persino a dover puntualizzare per l’ennesima volta: 1 viene sempre ricordata la scelta pro-Asse di Amin al Husseini e di altri palestinesi, ma si tace delle simpatie filofasciste di Jabotinsky e delle scelte di Abba Achmeir e dei Birionim 2 la Brigata ebraica ha combattuto nelle file dell’esercito alleato per circa un mese nella primavera ’45, sul finire della guerra, con alcune decine di morti. Ma, avesse combattuto anche solo per un giorno e con un sol ferito lieve, avrebbe tutti i diritti di sfilare verso la festa della Liberazione. Però, ditelo, non fate finta di ritenere che abbiano liberato l’Italia ( e non “combatté con i partigiani”, combatté con l’esercito alleato – cosa, ripeto, meritevole) 3 entro la società israeliana c’è opposizione al governo di oggi (per fortuna!) ma l’opposizione si manifesta sulla politica interna, Huldai e gli altri (e la popolazione tutta) non chiedono la fine della guerra, il ritiro dalle terre palestinesi , la punizione dei criminali, la parità di diritti e doveri per gli arabi … 4 in passato, anch’io ho condiviso la speranza in “due popoli due stati”. Oggi è una atroce favola alla quale non crede più nessuno in buona fede. 5 Cosa possiamo fare noi qui in Italia? Non certo reprimere la chauvinismo a sfondo religioso che ammorba la società israeliana. Possiamo però, con dolore, tagliare tutti i rapporti con quella società, come si fece col Sudafrica dell’apartheid negli anni ’70. 6 la descrizione del mondo propal è ridicola e ingiuriosa al tempo stesso. Viene poi arricchita dalla affermazione che i poveri palestinesi sarebbero stati “mandati sotto le bombe da Hamas”. Cioè, i criminali bombardano e responsabile è Hamas? Intendiamoci, trovo orribile e da rifiutare ogni fondamentalismo, quello islamico in particolare. Ma questo alleggerisce la responsabilità dei criminali di Israele? 7 per una volta, il PD ha trovato una sua identità unitaria. Informo l’autore che La Direzione provinciale PD ha votato per chiedere l’immediata sospensione del Gemellaggio, con oltre il 90% di sì, 4 astenuti e nessun voto contrario. I “riformisti” che usano scorrettamente i loro contatti nei media per accreditare una divisione inesistente, nel Partito non sono veramente nulla. CONCLUSIONE: lo strabismo di questo articolo è una malattia dell’anima, che dispiace di più in persone che appaiono in buona fede. Solo quando esse stesse si renderanno conto di quanto nuocciano al futuro della “Terrasanta” (definizione volutamente “terza”), quelle terre potranno avviarsi alla pace.
Certo che chidere rispetto delle regole nel 2027 quando nel 2026 si sono disattesi gli accordi mi sembra ridicolo.
Posto qua un articolo che definisce i fatti in tutta la loro dinamica, riportando senzazioni che rispecchiano quelle della molteplicità dei partecipanti al corteo del 25 aprile.
https://estercastano.substack.com/p/la-contestazione-e-politica-non-razziale
Poi quando, finalmente, sentiremo una qualche condanna, da parte di Sinistra per Israele e della Brigata Ebraica, dell’occupazione illegale e brutale dei Territori Plestinesi da parte di Israele, dello stato di apartheid in cui vivono gli arabi, dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi e tuttora in corso a Gaza da parte dell’IDF, insomma quando il rispetto dei diritti umani prevarrà come elemento del dibattito sul Medioriente, allora penso che si possa cominciare a ragionare su un piano comune.
Lasciamo perdere la ricostruzione sul 25 us , anch’io ero presente e ho visto un altro film… Venendo al prossimo 25 devo correggerti. Mio padre ,paracadutista della Folgore , a Monte Cassino ha combattuto in prima linea conto i tedeschi e della “ brigata ebraica “ non mi ha mai parlato…
A Monte Cassino hanno combattuto i Polacchi, La Brigata ebraica ha combattuto altrove
Cambiamo almeno il titolo, ma quale espulsione della Brigata Ebraica, le cose non sono andate così è ormai le false notizie stanno per essere sostitite dalla verita. C’è chi voleva attraverso la Brigata ebraica rovinare la Festa e bloccare la manifestazione, attraverso la Brigata ebraica, che con la storia della nostra resistenza non c’entra pressochè nulla, Gli ebrei partigiani hanno militato delle Brigate Matteotti e Garibaldi, non in quel corpo militare dell’esercito britannico. Insomma i facinorosi di destra non della sinistra e dell’Anpi sappiamo ormai chi sono. Sulle tue proposte per il 2027 non condivido pressochè niente, ma discutiamone. Altrimenti ci saranno due cortei.
Caro Zinna,
se non ti dispiace ti do del tu.
1. Al corteo non ero distratto; come ho scritto ho visto quello che potevo vedere essendo stato bloccato per due ore e mezza in corso Venezia e lì ho visto una sola bandiera di Israele e quattro poveri rifugiati iraniani che portavano l’effige di Trump. Siccome sono tollerante non gliela ho strappata di mano.
Se mai sei stato tu distratto perché non hai visto le bandiere della Repubblica Islamica sventolare tra i propal. Io si. Non credo che fosse negli accordi.
Per quanto ha detto Fiano chiedi a lui spiegazioni: penso che te le darà.
2. Siamo su posizioni diverse ma ti invito a rispettarmi come interlocutore perché se dici che io faccio propaganda per Israele tacendo le cose, potrei dire che tu fai propaganda per Hamas tacendo del massacro del 7 ottobre, come hai fatto nella tua risposta; ma non credo proprio che tu voglia fare propaganda per Hamas, stai solo sostenendo le tue idee, come me.
3. Se ti annoi a rispondere fanne a meno. La Brigata ebraica ha combattuto con l’esercito inglese; erano pochi; conta il principio. Anche i partigiani da soli non avrebbero potuto liberare l’Italia ma la loro partecipazione ha riscattato l’onore del Paese. Il riferimento a Achimeir e al Brit Ha Birionim non ha senso: erano ebrei fascisti che hanno operato fino al 1933, ma anche in Italia prima del ’38 c’erano molti ebrei fascisti (e molti ebrei antifascisti); persino un membro del Governo fascista era ebreo, Aldo Finzi, sottosegretario agli interni e membro del Gran Consiglio, passato poi ai partigiani e ucciso alle Fosse Ardeatine. Ma costoro non hanno combattuto per i nazisti e contro gli alleati, come hanno fatto i palestinesi arruolati nelle SS. Mi pare che tu voglia cercare le colpe degli ebrei a prescindere.
4. Non so se Huldai abbia chiesto o meno la fine della guerra: l’opposizione fa quel che può. Non capisco la logica di non aiutarla perché non fa abbastanza.
5. “Due Popoli, due Stati”: secondo te chi lo dice non è in buona fede!” Chi decide chi è in buona fede? Tu dici: boicottiamo Israele, per far cadere il governo, può anche essere giusto. E poi? Cosa proponi? Un unico stato? ebraico / palestinese? E questo sarebbe realistico?
6. Il massacro di migliaia di palestinesi è una cosa orrenda (molti però erano militanti di Hamas) e sono fermamente convinto che la responsabilità primaria sia dell’organizzazione terroristica di Hamas che ha consapevolmente scatenato una guerra, con un massacro che si tende a dimenticare, il cui esito sarebbe stato comunque pagato dai palestinesi: era l’obbiettivo politico di Hamas, dichiarato apertamente da Sinwar. E l’hanno raggiunto con il blocco dei patti di Abramo e l’isolamento internazionale di Israele. Penso comunque, come ho più volte scritto, che il governo teocratico di Netanyahu stia rovinando Israele.
7 Non ho mai detto che la direzione del PD milanese fosse divisa sulla questione del gemellaggio, non avendo oltretutto alcuna informazione al riguardo. Ho scritto che secondo me il PD ha sbagliato e l’ho argomentato.
Infine quanto alla “malattia dell’anima” non sei certo tu il mio dottore. Leggi l’articolo di Recalcati sulla Repubblica di ieri: “Complesso di superiorità” si intende di certa sinistra.
Caro Roberto
io c’ero ed ero tra la Brigata ebraica e Sinistra per Israele. Tu non so dove fossi. i rapprentanti della Brigata ebraica sono stati bloccati per due ore emezza e poi la polizia non riuscendo a farci avanzare perchè bloccati da altri manifestanti ci ha chiesto di deviare. Chi voleva rovinare la Festa? Sinistra per Israele? Dici che a Brigata ebraica non c’entra con la nostra resistenza, mentre le bandiere palestinesi si? Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione non solo della Resistenza quindi di tutti quelli che hanno combattuto conto i nazifascisti, anche i militari come il padre di Marco (vedi commento sopra). Sarei un facinoroso di destra? Caro Roberto ti devi dare una calmata. Consiglio anche a te la lettura dell’articolo di Recalcati su Republica di ieri “Complesso di superiorità”. Per il prossimo 25 Aprile discuteremo.
per tutti riporto quanto segue
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate: “Dopo gli incresciosi fatti dello scorso 25 aprile a Milano, che hanno visto l’esclusione dei rappresentanti Brigata Ebraica dal corteo, in qualità di Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate, intendo esprimere lo sdegno e la vicinanza dell’Associazione ai rappresentanti e ai discendenti di quei combattenti, provenienti dalla Palestina sotto controllo britannico, che ad Alfonsine combatterono a fianco del Gruppo da Combattimento Cremona e sull’Appennino Romagnolo a fianco del Gruppo da Combattimento Friuli. Ricordando che a quella Brigata venne concessa dalle autorità italiane la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo comportamento nella Campagna d’Italia, non possiamo non sottolineare come, a differenza dei soldati italiani, quei soldati non combattevano per la loro libertà, ma per la nostra. Essi, inoltre, in caso di cattura, non sarebbero stati considerati “combattenti regolari”, ma solo “ebrei” e sappiamo cosa ciò significasse in quel momento.” Gen. C.A. Enrico Pino, Presidente Nazionale dell’ANFARGL Roma
Mi dispiace, Ugo, ma non sono d’accordo.
Ero presente, per puro caso ( stavo cercando di raggiungere la testa di un corteo affollatissimo) al momento dell’inserimento della “Brigata ebraica” nel corteo, blindata davanti e dietro da cordoni di polizia poco dopo il Museo.
L’ingresso in quel punto posizionava così la “Brigata ebraica” appena dopo la sfilata delle autorità e… prima dell’ANPI, che ovviamente non ha gradito. Anche perché il gruppo, in un momento storico tragico come quello attuale, era corredato da alcune bandiere e cartelli, diciamo ‘inopportuni’, per usare un eufemismo. Ovviamente malumore diffuso e montante…
Dopo più di quaranta minuti di tortura, tutti fermi tra la ressa a un sole cocente, per fortuna sono riuscita a sfilare ( come molti altri manifestanti) oltre i cordoni della polizia, verso piazza Duomo, in un piccolo corridoio che gli agenti avevano finalmente garantito. Piazza semideserta, dato che più di metà corteo era bloccata. Ascolto con amici l’intervento di Sala che candidamente commenta “Me lo aspettavo…”
Nessuno riflette sul fatto che il tappo creatosi stava mettendo a grave rischio un corteo di decine di migliaia di persone, assiepate come sardine, appiattite lungo le pareti degli edifici in cerca di un angolo d’ombra, anziani, famiglie.
Bisognava intervenire ovviamente e molto prima, per scongiurare il peggio. Per fortuna i poliziotti hanno mantenuto sangue freddo. Amen
Il vento post referendum è già finito…
Cara Claudia Guglielmina,
rispondo volentieri alla tua apprezzandone il tono, un po’ in ritardo e me ne scuso perché non pensavo che il dibattito o meglio la polemica continuasse.
Tutti hanno partecipato al corteo del 25 aprile. Ognuno in una posizione diversa e ognuno ha visto cose diverse. Io ero tra la Brigata ebraica e Sinistra per Israele: abbiamo fatto 100 metri e poi ci siamo fermati per più di due ore: la polizia ci ha detto che molti manifestanti impedivano alla Brigata di proseguire e che non riuscivano a sbloccare la situazione e quindi ci hanno invitato a lasciare il corteo. Ne sono derivate polemiche astiose sulle responsabilità, su accordi rispettati o meno, sulla presenza di bandiere non gradite: certo c’erano da una parte e dall’altra: ho visto anche bandiere dell’Iran degli ayatollah.
Il 25 Aprile è la festa della Liberazione e allora cosa c’entrano le bandiere palestinesi? O deve diventare una manifestazione di solidarietà internazionale? Se è la seconda non sono d’accordo, ma può anche andarmi bene: una manifestazione a sostegno degli aggrediti contro gli aggressori. Allora tutti gli aggrediti, compresi gli Ucraini, senza dimenticare i Kibbutz israeliani aggrediti il 7 ottobre con donne e bambini massacrati e rapiti, fatto che si tende a dimenticare.
Comunque, la manifestazione, conoscendo i rischi, è stata gestita male. Gli accordi si scrivono, si sottoscrivono e si fanno conoscere ai manifestanti: non si fanno a voce tra dirigenti senza informare chi partecipa. E magari ci si organizza per farli rispettare.
Ma queste sono schermaglie, purtroppo a sinistra. Veniamo alla sostanza del contendere.
La sinistra deve non solo mostrare solidarietà ma anche indicare la soluzione politica del conflitto. Qual è la proposta della sinistra in Italia e in Europa?
Lo scontro è tra Israele l’Iran, due potenze, due governi teocratici: i palestinesi sono le vittime ( ma anche gli israeliani che vorrebbero vivere in pace e invece vivono sotto la minaccia dei missili).
Il massacro del 7 ottobre non è stato un atto terroristico di ribellione o come qualcuno dice di resistenza. È il porato della strategia dell’Iran degli Ayatollah per impedire qualsiasi accordo, Strategia uguale e contraria a quella del governo di Netanyahu. Bisogna contrastare entrambe con la stessa determinazione. Due stati per due popoli resta l’unica soluzione possibile, sempre più difficile ma l’unica. A meno che non si voglia scegliere tra la distruzione di Israele o la distruzione del popolo palestinese. Il governo francese sta organizzando il sostegno internazionale alla proposta di due stati per due popoli.
Ecco perché non sfilo volentieri con le bandiere palestinesi, perché non so se sono portate da sostenitori di Hamas – Iran degli ayatollah – o da chi vorrebbe liberare la Palestina dall’esercito israeliano ma anche da Hamas.
Pochi giorni fa a Tel Aviv (la città con la quale Milano dovrebbe interrompere il gemellaggio) si è tenuta una manifestazione dei rappresentanti di ottanta ONLUS di israeliani e palestinesi che lavorano insieme per la pace; conclusasi cantando insieme “Bella Ciao” ! Questi bisogna invitare il prossimo 25 Aprile.
Un caro saluto
Ugo