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ANCORA MOLTI I RISCHI DEL PGT

 

Un emendamento al Piano dei Servizi preparato dai tecnici del Comune e presentato dal centro-destra porterà, se approvato, alla perdita da parte del Comune di 8 milioni di mq di aree per la dotazione di servizi ai nuovi abitanti di Milano, pari a 886 milioni di euro se il Comune volesse monetizzare le aree. Si tratta dei cosiddetti standard urbanistici obbligatori in base alla legge urbanistica regionale e servono per assicurare ai nuovi abitanti il verde (9 mq ad abitante), i parcheggi (2,5 mq), le scuole (4,5 mq), le attrezzature sanitarie, assistenziali, culturali, sociali, amministrative, per pubblici servizi (2 mq) per un totale di 18 mq ad abitante.

L’emendamento prevede che si cedano gli standard solo sulle volumetrie che eccedono l’indice base di 0,5 mq/mq. Con l’attuale piano regolatore gli standard si pagano su tutta la volumetria. La perdita complessiva corrisponde agli standard per 106.000 abitanti sui 150.000 abitanti previsti in queste aree senza utilizzo della perequazione urbanistica (densificazione). Due nuovi abitanti ogni tre non avranno i servizi necessari per vivere decentemente in città.

E’ un enorme regalo che il Comune fa ai proprietari delle aree (ferrovie, demanio, privati) e che è tanto più grave perché il PGT dichiara un deficit di 9 miliardi di euro tra oneri di urbanizzazione incassati e spese per nuovo verde e trasporti pubblici per i nuovi abitanti previsti a Milano. Il Comune non avrà i fondi per la manutenzione del verde e per la costruzione delle nuove linee metropolitane. Così avremo una città più congestionata e con meno servizi pubblici, visto che se saranno costruite tutte le volumetrie previste dal PGT arriveranno circa 450.000 nuovi abitanti in città.

Mi auguro che l’opposizione denunci questo emendamento e lo faccia ritirare in base alla sua evidente illegittimità e violazione delle leggi urbanistiche, oltre che per il danno erariale prodotto alle casse comunali, di cui i consiglieri che lo voteranno potrebbero essere chiamati a rispondere davanti alla Corte dei Conti. Sempre riguardo alla possibile illegittimità del PGT è bene valutare gli effetti di una recente sentenza del Tar Lombardia (n. 1526/2010 commentata da Edilizia e Territorio del 14-19 giugno) che ha annullato il PGT di Cermenate (CO) e la normativa sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione Lombardia in quanto prevede che l’autorità procedente (quella che effettua la VAS) e l’autorità proponente (il Comune) siano uffici diversi dello stesso Comune.

In questo modo non è garantita l’indipendenza della valutazione in quanto i funzionari del Comune che effettuano la VAS possono essere sottoposti a pressioni dalla parte del Sindaco perché rilascino un parere positivo sulla sostenibilità ambientale del Pgt. Ho sempre sostenuto che questa procedura annulla gli effetti positivi della Vas, resa obbligatoria dall’Unione Europea. Come al solito l’Italia fa di tutto per svuotare le regolamentazioni europee che tutelano l’ambiente. La maggior parte delle regioni italiane ha previsto che la Vas dei piani regolatori dei comuni venga fatta dalla Provincia o dalla Regione, come avviene per le Via.

La Vas del PGT di Milano ha risentito pesantemente di questa mancata indipendenza di giudizio: i dati della relazione ambientale non corrispondevano a quelli del documento di piano e tutte le osservazioni presentate che hanno evidenziato le incongruenze e la non sostenibilità ambientale del PGT sono state respinte con due righe di motivazione, spesso tra loro uguali. Ora mi sembra obbligatorio che il consiglio comunale sospenda l’adozione del PGT in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, a cui la Regione Lombardia si è appellata chiedendo la sospensiva della sentenza del Tar. I consiglieri di opposizione hanno un elemento in più per ritardare l’adozione del PGT. Chiederanno la sospensione delle sedute del consiglio comunale fino alle decisioni del Consiglio di Stato?

 

Michele Sacerdoti (www.msacerdoti.it)

 

 

 

 

 


 

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