MILANO “EXTRAPULITA”: UNA SFIDA PER LA CITTÀ

Cari cittadini milanesi,

quante volte vi sarà capitato di sentire qualcuno dire “non se ne può più di questi migranti”? O magari vedere l’espressione di chi non lo dice, ma evidentemente lo pensa. E poi c’è la soluzione predicata da alcuni, troppi: quella di “mettiamo muri e impediamo loro di arrivare, rimandiamoli a casa loro che qui tolgono il lavoro agli italiani” e via così. Sono considerazioni e soluzioni che vanno di moda purtroppo anche in altri paesi europei e trovano sostenitori oltre oceano.

demicco09FBIl punto di base è che, al di là della gestione della mera emergenza, in Italia è mancato e manca un progetto di governo centrale che si ponga l’obiettivo del “dopo accoglienza”, cioè quello dell’integrazione. Semplicemente non c’è.

Quindi ripeschiamo i migranti dal mare “quasi” tutti, e questo è naturalmente un bene, tanti ci stimano per questo (senza però partecipare attivamente); ma poi li “stipiamo”, molto spesso inattivi, in edifici gestiti da associazioni non profit ed aspettiamo che si definisca con calma, molta calma (anche una calma che dura due anni) se il richiedente asilo abbia diritto allo stato di rifugiato oppure no.

E questo è male: così abbiamo strade e piazze con persone dalla pelle scura che non sanno cosa fare e molti milanesi li guardano fra l’indifferente, il preoccupato, l’irritato, il malevolo.

Ma qual è la soluzione? …farli lavorare direte voi; sì! Semplice ed esatto, proprio così.

Ho quindi preso l’iniziativa di chiedere un incontro all’assessore al welfare, Pierfrancesco Majorino che gentilmente mi ha incontrato come un “cittadino che ha qualcosa da dire” ed ha saputo ascoltare la proposta progettuale. Questa partiva da quanto già stava facendo l’assessorato, ma suggerendo una sistematicità progettuale unita ad uno specifico piano comunicativo.

demicco09-01In qualche mese è quindi nato il progetto comunale “Milano extrapulita” che si rivolge non solo ai richiedenti asilo, ma anche agli italiani con storie sociali difficili alle spalle. Sono state create piccole squadre miste italiani/stranieri, coordinate da una cooperativa sociale, che da dicembre agiscono in città “su strada”, tenendone cura con azioni di pulizia in collaborazione con Amsa. Ma questo è solo l’inizio del percorso, fatto di altri passi: insegnamento dell’italiano e regole di comportamento per vivere in Milano, svolgimento di corsi professionali per arrivare al tirocinio presso una azienda e possibilmente ottenimento di un lavoro. Come dicevate voi …bisogna farli lavorare, italiani e stranieri affinché’ ritrovino dignità e reinserimento sociale.

Ma perché’ ho iniziato con “cari cittadini milanesi”? Perché’ questo progetto, oggi progetto del comune, avrà vero successo, se diventerà il vostro progetto. Per essere convinti bisogna prima essere informati e quindi con il Consorzio Farsi Prossimo, emanazione di Caritas ed altri amici volontari, abbiamo pubblicato il sito internet www.milanoextrapulita.it per consentirvi di leggere come funziona in dettaglio il progetto, conoscere gli operatori, dare il vostro consenso, oppure dirci perché non siete d’accordo e dare suggerimenti, fare una donazione, diventare sponsor se siete una azienda etc. etc. …insomma consentirvi di partecipare. Volete?

Molti volontari sono già all’opera e altre città stanno per aggiungersi a Milano su questa iniziativa: vuoi scommettere che se partecipate in tanti dando una mano, anche solo il conforto di una vostra approvazione, questa diventa una soluzione nazionale? Ne avremmo tanto bisogno, anche perché scopriremo che queste persone “deboli” non sono un problema, ma sono un valore che fornisce opportunità e leva di crescita.

Consideratela una bella sfida, per la città e soprattutto per voi.

Roberto De Micco

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