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GREEN CITY MILANO: UN NUMERO ZERO CON CENTINAIA DI EVENTI

Che la formula di Book City e di Piano City sia una formula vincente, i Milanesi lo hanno scoperto da tempo. Anzi, dire che lo hanno scoperto è forse poco, perché sono proprio i cittadini di Milano che hanno decretato e contribuito al successo di queste manifestazioni, con la loro entusiastica voglia di cultura, di musica, di parole, di suoni, di vagabondaggi per la città alla ricerca del bello.

Nel volgere di poche edizioni i due appuntamenti, ormai sempre più attesi da un anno all’altro, sono diventati qualcosa di più che semplici iniziative culturali o musicali: le loro caratteristiche, quella di spargersi in ogni luogo della città e di essere accattivanti perché informali e aperte a tutti, di portare ovunque racconti e melodie, conversazioni e arte, le hanno trasformate in momenti di incontro, di partecipazione e di condivisione, di contentezza, di scambio, di arricchimento.

04grandi33FBMilano negli ultimi anni ha consolidato con successo questo modello di eventi diffusi. Quando, qualche mese fa, si era verso la fine di febbraio, abbiamo cominciato a parlare di Green City, la prospettiva di replicare il modello di Book City e di Piano City, qui incentrandolo sui temi del verde urbano e della sostenibilità ambientale, mi è sembrata subito bellissima e interessante, ma certo, non avremmo mai pensato che la manifestazione avrebbe ottenuto tanta calorosa partecipazione.

Il Comune ha accolto subito con entusiasmo l’idea e tutti, dall’Assessora Bisconti ai suoi collaboratori, dai funzionari ai Consiglieri di zona, si sono messi al lavoro; coordinati ben presto da una agenzia di comunicazione, a cui il Comune ha affidato gli aspetti organizzativi di un progetto che necessitava anche delle competenze e della capacità di chi, per vocazione professionale, fosse in grado di organizzare una manifestazione di tale portata.

Non è stato un lavoro semplice, né veloce: bisognava innanzitutto radunare, ordinare e contattare centinaia di associazioni grandi e piccole, di comitati, di società che si occupano verde urbano, di agronomi, di studiosi di botanica, di giardinieri, di orticultori, di paesaggisti, di cittadini attivi, di volontari e via dicendo; e questo poteva farlo solo chi da anni lavora sul territorio e conosce le tante e variegate entità che lavorano e promuovono i temi del verde urbano, della condivisione di spazi, dell’orticoltura, della cura e della valorizzazione del verde. Quindi, ad ognuno di loro si è chiesto di pensare a una proposta e a un luogo dove darle forma. Vi sono state decine di riunioni e di incontri, si sono messi a punto progetti, trovati spazi pubblici e privati.

Così, in questi mesi, Green City Milano è cresciuta e ha raccolto centinaia di adesioni, molte di più di quanto sarebbe stato normale aspettarsi dal numero zero di una manifestazione cittadina. Così si è arrivati a creare un programma ricchissimo: tre giorni di eventi per le strade, nei giardini pubblici, privati e condivisi, negli orti urbani, all’aperto e al chiuso, nelle strade e sulle aiuole, sui terrazzi e nei parchi agricoli della periferia; con dimostrazioni, conferenze, dibattiti, giochi, concerti, passeggiate, lezioni di botanica e di giardinaggio, di yoga, giri in bicicletta, creazione di nuove aiuole, proiezioni di film e di video, letture, spettacoli. Insomma, da un capo all’altro della città, e anche nei comuni della cintura (siamo o no città metropolitana?), sarà tutto un fiorire di appuntamenti e di occasioni d’incontro.

Dal 2 al 4 ottobre Milano, con gli oltre 300 eventi di Green City, festeggerà la sua nuova anima verde: perché è sicuro che, a cominciare dalla grande festa di inaugurazione ai Giardini della Guastalla, i milanesi accoglieranno questi tre giorni dedicati al verde e all’ambiente della nostra città con lo stesso entusiasmo con cui partecipano a Piano City o a Book City.

Resta da chiedersi come sia stato possibile, in così poco tempo, raccogliere un numero tanto elevato di partecipanti e di idee, di persone disposte a lavorare e a impegnare moltissime energie per dar forma a ogni singolo evento (senza alcun ritorno economico, va detto), come se un inarrestabile tam tam si fosse diffuso in città con un fortissimo potere fascinatorio.

La riposta è, credo, nel desiderio dei Milanesi di vivere e di condividere i propri spazi verdi, di progettare insieme modi e formule per rendere la città più sostenibile e vivibile, di annunciare che è nata una nuova consapevolezza del loro ruolo di cittadini nella trasformazione del luogo dove vivono, di essere parte attiva di una metamorfosi che piace proprio perché corrisponde alle esigenze di tutti di vivere in una città bella e accogliente

Si è trattato della reazione a una sollecitazione, che si è rivelata talmente forte e decisa da far pensare che qualcosa di speciale si è definitivamente messo in atto (del resto, l’esperienza dei giardini condivisi, degli orti urbani, del recupero di aree abbandonate, del lavoro propositivo di tanti comitati andava esattamente in questa direzione): qualcosa che non si esaurirà certo, la sera del 4 ottobre, con il chiudersi di Green City, ma che continuerà a produrre risultati ed effetti positivi nel tempo.

È così che ci si innamora della propria città, è così che la si rende viva e vitale, ed è così che anche chi proviene da altri luoghi scoprirà una città inattesa e sempre più verde, sostenibile e condivisa, sorprendente e ricca, generosa e curiosa. I Milanesi si stanno scoprendo innamorati di questa nuova Milano, e hanno deciso di alimentare e far crescere il loro sentimento.

 

Elena Grandi

 

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