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MILANO: NUOVI REFERENDUM E CAMPAGNA ELETTORALE

I cittadini milanesi hanno un buon rapporto con lo strumento referendario a partire da quello del 1985 sulla limitazione dell’ingresso delle auto all’interno della cerchia dei Navigli. Nel 2011 i cinque referendum per Milano, presentati da MilanoSìMuove, hanno abbondantemente superato le 18.000 sottoscrizioni i “Cinque referendum per Milano” passano ora dai tavoli della raccolta delle firme a quelli della raccolta dei voti dei candidati sindaco. Una positività dovuta alla concretizzazione, seppur parziale, delle indicazioni espresse dalla larga maggioranza dei votanti su proposte chiare e concrete.

06cortiana21FBNel 2011 proponevamo di: 1- Ridurre il traffico, con il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione dell'”Ecopass”, la pedonalizzazione del centro; 2- Raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo del suolo; 3-Conservare il futuro parco dell’area Expo; 4- Risparmio energetico e riduzione dell’emissione di gas serra; 5-Ripristino della Darsena e riapertura dei Navigli Milanesi.

Ci sono voluti 6 mesi per la costituzione della commissione consiliare per la realizzazione delle indicazioni referendarie, prevista dallo statuto, e ognuno può verificare quanto è stato concretizzato, noi abbiamo calcolato una percentuale del 30%. Occorre uno sforzo in più per rispondere alle aspettative dei milanesi. Intanto 15.000 firme dei cittadini di Quarto Oggiaro, Baggio e del Quartiere degli Olmi, nonché incontri pubblici e presìdi, hanno indicato il consumo di territorio, di soldi pubblici e di legalità, che caratterizzavano le Vie d’Acqua nel nome dell’EXPO e l’intervento della Magistratura ha dimostrato che avevano visto giusto. I comitati dei cittadini di Foppa-Solari e di viale Argonne hanno messo in luce l’arretratezza tecnologica, di tracciato e di progetto finanziario, della M4 sulla quale il Consiglio Comunale è esautorato.

Così al Parco Sempione dove si è ricollocato il Teatro Burri che potrebbe invece connotare positivamente spazi altrimenti residuali invece di interrompere il cono ottico tra il Castello e l’Arco della Pace. Così per l’istallazione inadeguata per il Giardino dei Giusti. Milano non ha una direzione politica che offra una visione di identità, ruolo e funzione, adeguate alla costituzione della Città Metropolitana ma ha una pratica di Cittadinanza Attiva diffusa, partecipata e propositiva.

Ora MilanoSìMuove offre alla città quattro referendum utili per rispondere alle aspettative dei milanesi e per costringere/consentire alla politica pubblica a essere all’altezza delle sfide che Milano deve affrontare. I referendum proposti sono in continuità con i precedenti, per il completamento delle indicazioni già espresse, e introducono alcune innovazioni significative. Mentre la commissione consiliare si appresta a rendere pubblica l’istruttoria di fattibilità sulla riapertura dei Navigli un quesito propone anche la riattivazione della Conca dell’Incoronata e della Conca di Varenna entro il 2018 e la preparazione del progetto di navigabilità del sistema dei Navigli entro il 2017.

Di tutte le proposte sulla limitazione del traffico privato sostanzialmente è stata tradotta l’Area C e fatte delle piste ciclabili, con stazioni di bike sharing in centro. Ora un quesito chiede l’estensione dell’Area C alla cerchia ferroviaria con la creazione di un’area pedonale estesa all’intera Cerchia dei Navigli entro il 2017, una nuova linea di Metrò sulla diagonale via Ripamonti-Corso Sempione, una zona a bassa emissione degli scarichi in atmosfera che copre tutto il comune, con divieto di circolazione entro il 2020 dei diesel inferiori all’Euro 5 e alle moto a due tempi, la realizzazione, sempre entro il 2020, di una rete di poste ciclabili di 500 km. Un quesito propone la creazione di 72 km di Raggi Verdi: otto percorsi alberati e ciclabili che dal centro alla periferia qualifichino in senso ambientale la matrice radiale di Milano. Nonché la piantumazione di 40mila nuovi alberi.

Accanto a questi quesiti legati alla sostenibilità urbanistica ce n’è uno che introduce un significativo elemento di qualità sociale. Si chiede l’attivazione di 25mila nuovi alloggi di edilizia sociale senza consumo di suolo, attraverso la riconversione di immobili destinati a uffici e inutilizzati, ciò insieme alla riqualificazione energetica delle case popolari. Si tratta di un ambizioso pacchetto di proposte per favorire la generazione di un sistema territoriale qualitativo.

Ambizioso e non velleitario per due ragioni. La prima deriva da un’innovazione statutaria introdotta grazie all’azione dei 5Stelle: se i quattro quesiti saranno dichiarati ammissibili dal Collegio dei Garanti e raccoglieranno le 15mila firme necessarie e poi la maggioranza dei votanti, con un quorum al 50% delle ultime amministrative, questa volta non saranno consultivi ma vincolanti per l’azione della futura amministrazione. La seconda ragione ambiziosa è anch’essa dovuta a un’innovazione statutaria che prevede che le proposte referendarie siano accompagnate da una coerente copertura economica.

MilanoSìMuove prevede la privatizzazione di società partecipate che non rispondono a funzioni fondamentali sul piano municipale. A2A, SEA, Milano-Serravalle, verrebbero privatizzate attraverso l’azionariato diffuso, così come San Siro, i soldi ricavati vengono vincolati all’investimento in politiche pubbliche secondo le indicazioni referendarie. Per la nuova linea metropolitana si prevedono fondi statali e project financing, mentre dall’estensione dell’Area C, alla luce del gettito di questi anni, si prevede un introito di almeno 100 milioni di Euro. Le urne referendarie si apriranno dopo le elezioni comunali. Non solo la provenienza trasversale di MilanoSìMuove e dei promotori dei quattro quesiti, ma la natura dei temi trattati e le migliaia di firme dei cittadini per la loro presentazione costituiscono una significativa ipoteca per il confronto tra i candidati sindaco e le loro coalizioni.

Con le innovazioni introdotte nello statuto comunale lo strumento referendario assegna una quota di sovranità più cogente alla Cittadinanza Attiva, la cui volontà non potrà essere elusa, così come la crescente domanda di partecipazione informata al processo deliberativo. L’esatto contrario di ciò che stava accadendo per le Vie d’Acqua e che sta accadendo per la M4. Anche questa volta i milanesi utilizzeranno l’opportunità referendaria e anche partiti e candidati non potranno esimersi.

Fiorello Cortiana

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