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PIAZZA CASTELLO, UNA TRASFORMAZIONE CONTINUA

È stata una giornata interessante, quella di sabato 27: il Comune, attraverso la Triennale, ha chiesto a 11 studi di architettura di Milano di ragionare su Piazza Castello e di farlo con un doppio sguardo, uno effimero, con un orizzonte temporale della chiusura di Expo, e uno permanente e duraturo. Inevitabile, quindi, confrontarsi con la realtà dei fatti, che è cambiata sotto gli occhi dei progettisti stessi, che hanno lavorato durante l’estate mentre una striscia di asfalto rosso contornato da cordoli si srotolava lungo la piazza.

03d'onofrio33FBSi è parlato spesso, durante la giornata del 27, della neonata pista ciclabile che percorre la piazza per tutta la sua interezza. Raramente in termini lusinghieri, più spesso definendola e declinandola come un errore, un incomprensibile interruzione della continuità pedonale in un’area dove le macchine, ormai da diversi mesi, non passano più.

A mio parere le trasformazioni che questa piazza ha vissuto nel corso degli ultimi 9 mesi (eravamo all’inizio di gennaio quando venne annunciata la pedonalizzazione della piazza, che avvenne poi in aprile) sono l’esempio pratico degli “incroci pericolosi” – per rimanere in tema di mobilità – tra politica, burocrazia e cittadinanza, tra i tempi di queste tre entità, i costi e le procedure.

Il progetto della pista ciclabile ha una storia lunga, che parte dal 2007, ai tempi del “piano della mobilità ciclabile” dell’inizio della giunta Moratti. Ha previsto l’uso di fondi europei veicolati dallo Stato e destinati alla realizzazione di piste “in struttura”, ha avuto una fase di gestazione di diversi mesi, quindi si è fermato ed è stato ripreso solo all’indomani dell’elezione di Giuliano Pisapia, quando la scadenza per l’erogazione dei fondi diventava imminente. Il nostro Consiglio di Zona l’ha studiato ormai due anni fa: in quel momento sembrava – a me che presiedo la Commissione Mobilità ma anche a tutti noi consiglieri di maggioranza – un passo avanti importante nella costruzione di una Milano più a misura di bicicletta. Un percorso (si snoderà, a lavori conclusi, da Cairoli fino a via Pagano) che finalmente prevede un collegamento tra pezzi sparuti di ciclabili realizzati nel corso degli anni, come via Legnano, via Carducci, XX Settembre, e altri che si intende realizzare, come corso Sempione; un collegamento con l’asse che da Via Dante porta verso il Duomo e da qui a San Babila. Il nostro parere, con alcune osservazioni, è stato positivo. La mia personale preferenza per l’individuazione di percorsi non separati era superata dalla convinzione che in un’area tanto ampia e con le caratteristiche di piazza Castello, la separazione con un cordolo era corretta, anche per ridurre di molto la sproporzionata dimensione delle corsie per le auto.

La politica, però, va avanti. Area C ha cambiato molte cose nella mobilità cittadina, la Giunta decide che è il momento di fare un passo ancora più lungo rispetto alle pedonalizzazioni già fatte, come piazza Liberty, Pio XI e Beccaria, e decide di pedonalizzare Piazza Castello, con tutte le polemiche che ne sono seguite, tra traffico, bancarelle e gare podistiche. Il cantiere, nel frattempo, viene posato. Perché l’iter è andato avanti, le conferenze dei servizi sono avvenute, i lavori appaltati, le reti posate. In pochi mesi siamo arrivati alla conclusione di un progetto nato nel 2007.

Sono in tanti a vedere contraddizioni e schizofrenie tra le scelte dell’amministrazione, che prima traccia una ciclabile, poi pedonalizza. Chiunque pensi a due processi partiti nello stesso momento avrebbe probabilmente ragione, invece si tratta di due pensieri fatti a 7 anni di distanza, entrambi corretti nella loro contingenza, giunti a realizzazione pratica contemporaneamente, complice Expo e la furia che lo accompagna. Difficile interrompere progetti in fase avanzata o bloccarne solo una parte – ecco gli incroci pericolosi tra politica e burocrazia, fatti di penali e di ritardi – e ora l’unica strada è quella di fare di necessità virtù. Alcuni dei progetti presentati sabato 27 hanno pensato alla ciclabile, ai cordoli, ai marciapiedi, ai semafori. L’hanno “sfruttata” come altri progetti hanno fatto con le aiuole e i fossati del Castello: è un elemento della piazza di cui bisogna tenere conto e rimarrà un percorso che i ciclisti useranno per muoversi meglio in città. Ora rimane l’ultimo incrocio, quello con la cittadinanza che potrà dire la sua sui progetti, nelle sedi del Consiglio di Zona e delle commissioni consiliari.

 

Stefano D’Onofrio

Presidente della Commissione Mobilità, Traffico, Strade e Arredo Urbano, Consiglio di Zona 1

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