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COL NUOVO REGOLAMENTO RIVOLUZIONE VERDE A MILANO

Il patrimonio del verde di una grande città è un bene prezioso, dal valore inestimabile. È grazie alle aree verdi, piccole o grandi, ai filari alberati, ai parchi, ai giardini, agli orti, ai terreni agricoli, ai giardini privati, che si definisce il grado di sostenibilità ambientale di una città. È il verde urbano, con le sue connessioni con il sistema delle acque, ma anche con l’edificato, l’elemento capace di conferire (o di non conferire) a una città un alto livello di benessere.

04_grandi31FB“Oltre ad avere un importante valore estetico – paesaggistico, il verde svolge anche funzioni essenziali per la salute pubblica come elemento migliorativo del microclima. Le piante in città, infatti, interagendo con l’atmosfera svolgono un’importante funzione di contrasto dell’inquinamento atmosferico, termico, chimico e acustico” (dalla premessa del nuovo Regolamento d’Uso e di Tutela del Verde Urbano).

Lo strumento per dar valore, tutelare, usare nel modo migliore questo bene è un Regolamento del verde: e questo regolamento, per essere davvero efficace, deve porre l’attenzione non solo sull’uso, ma anche sulla cura, la manutenzione e la valorizzazione del verde, sia pubblico che privato: perché quando si parla di verde urbano si deve comprendere in esso ogni pianta, albero, prato, giardino, parco della città.

Milano è una città complessa: non solo perché prossima a divenire città metropolitana, ragione per cui è necessario ormai pensare in termini di connessioni con le aree limitrofe; non solo perché è una città d’acqua, ricca di canali fuori e sottoterra, che richiedono particolare attenzione anche in rapporto al sistema di drenaggio delle acque; ma anche perché comprende al suo interno i grandi parchi della cintura, con i loro terreni agricoli, le cascine, le rogge, i canali che contribuiscono a incrementare, a difendere e a valorizzare la biodiversità.

Quando si parla di verde urbano a Milano si intende tutto questo.

Alla luce di queste considerazioni, l’Amministrazione ha deciso di adottare un nuovo Regolamento d’Uso e di Tutela del Verde Urbano, che sostituisca quello in vigore dal 1995 che oggi appare, con le sue poche pagine di norme, incompleto e insufficiente.

Non è stato un lavoro semplice: nell’ultimo anno si sono studiati, analizzati e valutati i regolamenti di altre città, italiane ed europee, per identificare un buon modello a cui fare riferimento; quindi si sono ascoltate le idee e le proposte di persone, enti, associazioni, università che da sempre si occupano a vario titolo di verde urbano. Agronomi, paesaggisti, botanici, giardinieri, esperti di vario genere, insieme ai tecnici del Comune hanno lavorato, collaborando tra loro, per dare forma a un documento molto più articolato e completo del precedente: che, prendendo spunto da quello della città di Torino (che è sembrato migliore di altri e più adatto alla condizione di Milano), ne ha perfezionato alcuni aspetti, rendendolo, più semplice.

Ora la bozza del Regolamento è al vaglio dei Consigli di Zona, oltre che di tutti gli altri enti e dei settori che dovranno esprimere le loro osservazioni; poi, come tutti i regolamenti, sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale.

Questo metodo di lavoro dimostra come, almeno in questo caso, l’Amministrazione e l’Assessorato al Verde in specie, abbiano deciso di avvalersi della collaborazione dei Consigli di Zona nella fase di costruzione del documento, non più solo per l’espressione di un parere (consultivo e perciò spesso ininfluente) su di un documento ormai redatto in forma definitiva. Un passo molto importante verso l’attuazione di un vero ed efficace decentramento. I Consigli di Zona rappresentano infatti l’anello di congiunzione tra città e territorio e ciascuno di essi porterà utili osservazioni in base alla conoscenza della realtà del proprio territorio.

Sono moltissime le novità contenute nel nuovo regolamento, tanto che non sarebbe possibile riassumerne i contenuti in poche righe; ma nei suoi articoli si parla di buona condotta, di rispetto, di tutela, ma anche di potature, di abbattimenti, di preservazione, di valorizzazione, di sport, di gioco, di sosta lungo i filari alberati, di atti vandalici, di condivisione degli spazi, di biodiversità, di piante autoctone e alloctone e di molto altro; e si parla anche, in maniera chiara e inequivocabile, di verde privato. Con il nuovo regolamento, infatti, anche le aree verdi private e i giardini condominiali saranno soggetti ad alcune regole che, lasciando ovviamente libertà di azione su interventi di manutenzione e anche di progettazione, non consentiranno più, ad esempio, l’abbattimento e le potature pesanti di alberi oltre una certa dimensione o comunque di pregio, senza che prima non ne sia stata valutata l’effettiva necessità.

La bozza sottoposta ai Consigli di Zona è un ottimo documento, che potrà migliorare ancora grazie alle osservazioni che saranno espresse e deliberate in questi giorni. Alcuni passaggi potranno essere modificati e arricchiti per ottenere una maggiore incisività. Inoltre, a completamento del documento e al fine di renderne più efficace, chiara e semplificata la sua applicazione, riducendo drasticamente intoppi di ordine burocratico, si pensa che dovrebbero essere inseriti, sul modello di quelli presenti nel Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino, alcuni allegati. Per fare degli esempi: schede per la segnalazione degli alberi di pregio, normative sovra comunali, prontuario per le potature in uso nel Comune di Milano, elenco dei parchi e giardini pubblici e privati sottoposti a tutela da parte della Soprintendenza, schemi per la tutela degli alberi in aree di cantiere, ecc.

Al termine di questo complesso lavoro, Milano avrà compiuto una sua rivoluzione verde. Una rivoluzione pacifica, condivisa e sostenibile, che darà alla città uno strumento utilissimo nella prospettiva della futura città metropolitana; e, anche, in vista dei futuri contratti d’appalto per la manutenzione del verde. Uno strumento che sarà la migliore garanzia di tutela e di salvaguardia di una delle nostre più grandi ricchezze: quella degli alberi e dei prati, dei giardini e dei parchi, dei canali e delle fontane; e degli animali che li abitano.

 

Elena Grandi

 

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