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TROTTER. PASSARE DAL DIRE AL FARE, IL VERO PROBLEMA

La decisione di valorizzare il parco scolastico del Trotter è un merito della giunta Pisapia. Questa scelta ha comportato lo stanziamento di 3 milioni di euro, a cui si aggiungono 8 milioni di euro della Fondazione Cariplo; soldi destinati alla ristrutturazione dell’edificio più importante del Trotter, l’ex convitto, che accoglierà, oltre alla nuova scuola media, attività sociali al servizio del quartiere e della città.

03barra26FBIl Trotter è un pezzo importante di Milano. È un parco scolastico nato nel 1922, una scuola all’aperto, la più grande d’Europa, da sempre un luogo straordinario di innovazione didattica, invidiato da tutto il mondo, la cui storia continua anche oggi. Il Trotter ha un immenso valore sociale. Posto nel cuore del quartiere più multietnico della città – la via Padova – esso è forse il principale luogo di incontro e di integrazione delle mille culture che abitano il quartiere.

L’impegno costante e appassionato della scuola, dei genitori, delle associazioni, dei cittadini ha difeso il Trotter dal degrado e dall’abbandono, trasformandolo in un luogo di coesione sociale e cittadinanza attiva prezioso per il quartiere e per la città. I soldi stanziati dalla giunta Pisapia sono dunque soldi ben spesi. Anche perché dalla riqualificazione del Trotter dovrebbe poter partire una spinta alla riqualificazione sociale e culturale dell’intera via Padova.

Tutto bene, dunque? Non proprio. La ristrutturazione dell’ex convitto, che doveva partire nel giugno del 2014, è in ritardo e probabilmente partirà in autunno. Della progettazione partecipata riguardante la parte di convitto destinata a un uso sociale – promessa e annunciata più di un anno fa – non vi è traccia. Il Comune risponde che, nonostante il ritardo nell’inizio lavori nell’ex convitto, la scadenza (inizi del 2016) sarà rispettata. E per la progettazione partecipata c’è ancora molto tempo davanti.

Ma nel frattempo? Nel frattempo, la situazione non è delle migliori. Da due anni a questa parte assistiamo a una recrudescenza degli atti vandalici a danno delle strutture scolastiche. In orario scolastico – quando il parco è vietato a chi non è della scuola e i bambini sono fuori a far lezione – si trova per i viali gente estranea, anche gente ubriaca che dorme.

Fuori dall’orario scolastico si assiste a episodi di microspaccio e non è raro trovare siringhe nell’erba. Per non parlare dei cocci di bottiglia, testimonianza degli sbevazzamenti notturni di chi entra nel parco anche quando questo è chiuso, perché le serrature dei cancelli sono rotte da mesi. Tutte cose non conciliabili con il fatto di essere – il Trotter – un parco scolastico frequentato in orario extrascolastico prevalentemente da bambini e famiglie.

Si dirà che questi sono problemi comuni a tutti i parchi cittadini. Ma non tutti i parchi cittadini sono parchi scolastici, dove i bambini vivono otto ore dal lunedì al venerdì e dopo la scuola rimangono a ruzzolare nel prato. La scuola e le associazioni hanno a più riprese segnalato il problema.

Sulla scorta di questa denuncia è stato convocato un tavolo istituzionale presieduto dall’assessore alla sicurezza Granelli, coadiuvato dall’assessore all’Educazione Cappelli. In quella sede, di fronte alla impreparazione su come fronteggiare il problema da parte dei soggetti istituzionali preposti, la scuola e le associazioni dei genitori e dei cittadini hanno presentato proposte concrete. Alcune di più complicata attuazione, come l’attivazione di un presidio fisso di vigilanza urbana nel parco in grado di servire anche aree vicine di forte disagio sociale; altre, di più immediata attuazione, come la verifica degli allarmi di tutti i padiglioni scolastici, la sostituzione delle serrature dei cancelli di ingresso rotte da mesi, la valorizzazione del ruolo delle Gev (le guardie ecologiche) che hanno una loro sede nel Trotter ma che sono di fatto inesistenti.

A distanza di un anno, quasi nulla di quanto richiesto e anche promesso è stato realizzato. Soltanto una maggiore presenza di vigilanza urbana e forze dell’ordine durante le ore pomeridiane e un presidio giornaliero di pulizia da parte dell’AMSA. Misure che non hanno contribuito finora a risolvere il problema.

In questa vicenda, la cosa che colpisce è il contrasto entro cui l’Amministrazione Comunale si dimena, il contrasto tra la prospettiva e la dimensione presente. Si procede a riqualificare il Trotter con un intervento importante, ma si trascura il problema immediato del degrado e con ciò si offusca il valore della prospettiva. Ci si chiede se non si stiano spendendo tanti soldi per ricostruire un ex convitto le cui finestre saranno rotte il giorno dopo l’inaugurazione. La sensazione è che si stia procedendo per frammenti, per pezzi separati, senza alcuna visione organica. Se questa visione organica ci fosse, il tema della sicurezza diventerebbe centrale sin d’ora, accanto alla riprogettazione degli edifici.

In questo momento, è proprio la mancanza di un disegno complessivo di riqualificazione da parte dell’Amministrazione Comunale il problema principale per il Trotter. Corriamo il rischio di sprecare un’occasione, di gettare soldi al vento. Toccherà ancora una volta ai cittadini vigilare.

 

Dino Barra

comitato genitori delle scuole del parco scolastico del Trotter

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