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PIAZZA CASTELLO PEDONALE. SCEGLIERE CHI SCONTENTARE: “È LA POLITICA, BELLEZZA”

Sono sempre stato favorevole a nuove aree pedonali in Milano, ma il progetto di pedonalizzazione di Piazza Castello mi suscita più d’una perplessità. Le pedonalizzazioni si fanno dove sono presenti molte attività, pubblici esercizi, funzioni attrattive la cui efficacia può essere amplificata ed estesa a un maggior numero di persone proprio dalla fruizione pedonale. Queste, per esempio erano le caratteristiche di Corso Como e Corso Garibaldi.

08goggi15FBIn Piazza Castello non c’è nulla di tutto questo, tranne un paio di bar all’angolo di via Beltrami. Mancando i presupposti, le funzioni dovranno essere create artificialmente. Si potranno montare dei gazebo o altri padiglioni, per i giorni di festa, ma in quelli feriali sarà difficile sfuggire all’aspetto di una fiera abbandonata.

Poi c’è il traffico. Per le caratteristiche morfologiche di Milano, sono pochissimi gli itinerari che collegano l’Est e l’Ovest della città e quindi i flussi si concentrano in alcune strozzature, come questa (soprattutto dopo la – giusta – chiusura al traffico di viale Gadio; non a caso in passato qualcuno aveva pensato di sottopassare il parco). Questo itinerario conta su una divisione dei flussi: quelli veloci e di distanza più lunga in Piazza Castello, quelli più lenti e con relazioni locali in Foro Bonaparte.

Non vi è modo, per Foro Bonaparte, di reggere tutta la domanda (tra 3.000 e 4.000 veicoli/ora nella punta secondo i dati AMAT del 2005) che ora dovrebbe essersi un poco ridotta ma non credo in quantità sufficiente alla bisogna. Anche togliendo la sosta per creare nuove corsie, i fattori di riduzione della capacità sono tali e tanti che l’impresa mi sembra impossibile. Perché possa riuscire occorrerebbe avere, in tutto il centro, un diverso sistema di riduzione del traffico, ben più severo dell’Area C.

Qualcuno dirà: “usino i mezzi pubblici o la bicicletta!” Ma non si deve dimenticare che non tutti i 7 milioni di abitanti dell’area urbana milanese sono serviti da un trasporto pubblico efficiente (basti pensare che, con più di 500.000 auto giornalmente in ingresso a Milano, i posti nei parcheggi d’interscambio sono rimasti poco più di 15.000) né si trovano a distanza ciclabile o sono in grado di usare quel mezzo, per le più svariate ragioni. D’altra parte, nemmeno si può dire: “se ne stiano a casa”, anche perché sono proprio loro (quelli che vengono qui per lavoro, studio o anche solo per svago) e l’insieme delle relazioni regionali che fanno ricca Milano.

Se volessi trovare un modo per salvare l’idea della pedonalizzazione, farei un po’ di conti per vedere se è possibile ribaltare l’impostazione: traffico in Piazza Castello e pedonalizzazione di Foro Bonaparte. Piazza Castello forse – e sottolineo forse – con interventi di aumento della capacità e il riposizionamento delle alberature può essere resa quasi sufficiente per la domanda di circolazione. In Foro Bonaparte ci sono molte attività e funzioni ed è possibile costruire un ambiente che tragga vantaggio dall’uso pedonale (mantenendovi – ovviamente – il tram, che nelle aree pedonali sta benissimo, come abbiamo visto in molti esempi in Europa).

Saranno forse meno contenti gli abitanti di Piazza Castello rispetto a quelli di Foro Bonaparte ma adesso, volendo dar credito alle proteste, mi sembrano scontenti entrambi. Meglio, allora, farne contenta almeno una parte e dare ai cittadini dell’area urbana una vera, efficace e sempre viva area pedonale.

Giorgio Goggi

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