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PEDONALIZZARE PIAZZA CASTELLO. UN DIFFICILE TASSELLO DEL DISEGNO URBANO

Pochi giorni dopo il pomeriggio dell’11 gennaio, quando la maggioranza annunciò il progetto di pedonalizzazione di piazza Castello, ho ricevuto dall’assessorato mobilità una serie di brevi video che mostravano New York che cambiava faccia: strade trafficate e grigie che, in poche settimane, si affollavano di persone a piedi, in bici, sedute su sedie e panchine. “Il modello della pedonalizzazione è questo“, era la frase che accompagnava quei video.

03d'onofrio14FBQuesti risultati erano ottenuti con pochi interventi, nessuna ripavimentazione né cambio di faccia. L’idea che ne scaturiva era quella di una riappropriazione quasi naturale da parte delle persone di ciò che prima era proprietà delle automobili.

Sono passati meno di tre mesi e pochi giorni fa il Comitato X Milano insieme ai partiti di maggioranza del Consiglio di Zona 1 ha organizzato un incontro con la giunta (la vicesindaco De Cesaris, gli assessori Maran e Bisconti) per mostrare ai cittadini la versione milanese di quelle idee, applicata su una delle aree più grandi e importanti del nostro centro storico.

Questa versione milanese ha molte affinità con quella newyorchese e con operazioni simili avvenute in altre città del Nord Europa, anche perché la nostra giunta ha chiesto e ricevuto la collaborazione dello studio Gehl di Copenhagen, che ha lavorato col sindaco Bloomberg e in tante altre città del mondo. Il progetto è una pedonalizzazione a basso costo: un provvedimento viabilistico di chiusura alle auto che rende disponibile al transito pedonale la grande lingua d’asfalto che corre intorno al Castello, senza interventi strutturali di rilievo.

Come accade sempre, la trasformazione di uno spazio urbano colpisce gli abitanti della città più per la modifica dello status quo che per la prospettiva futura, e il dibattito sulla pedonalizzazione di piazza Castello non ha fatto eccezione. Le preoccupazioni riguardano soprattutto i flussi di traffico e in particolare il ricarico di auto su Foro Bonaparte.

Dal punto di vista della mobilità la pedonalizzazione di piazza Castello è un tassello di una serie di provvedimenti coerenti con un obiettivo ripetuto più volte in questi (quasi) tre anni di giunta Pisapia: a Milano il traffico e il numero di auto private deve diminuire e avvicinarsi ai livelli delle altre città europee.

Sia nelle parole, leggendo i documenti del Piano Urbano Mobilità Sostenibile, sia nei fatti, ad esempio con Area C, si sta perseguendo questo obiettivo e questo ulteriore tassello è sia reso possibile dalla decrescita di auto già avvenuta (-28% di transiti in Area C), sia contribuirà a rendere tangibili e visibili i vantaggi di questa diminuzione del traffico. L’impatto della pedonalizzazione oggi è molto diverso da quello che sarebbe stato cinque anni fa e le conseguenze sul traffico saranno ridotte e risolvibili.

Bisogna secondo me avere la forza di rivolgere il proprio sguardo a ciò che sarà, alle prospettive future di questa pedonalizzazione, insieme a quelle delle altre trasformazioni urbane che la nostra città sta di nuovo concretamente affrontando (non più tardi della scorsa settimana il Consiglio di Zona 1 ha, ad esempio, ospitato la presentazione del progetto di riapertura dei Navigli).

Quali prospettive apre la pedonalizzazione di piazza Castello e la continuazione del percorso indicato dal primo referendum del 2011 che chiedeva “il raddoppio delle aree pedonali, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli”? Quale sguardo gettiamo sul 2015 e sugli anni futuri sui temi del turismo e del suo indotto, dei ritmi urbani, della mobilità e della ciclabilità? Quali vantaggi strategici e come ottenerli?

In particolare su piazza Castello bisogna domandarsi come valorizzare la sua pedonalizzazione, soprattutto ragionando sul Castello Sforzesco e sulle sue potenzialità artistiche e culturali. Cosa può diventare la piazza? Un luogo di piacevole sosta o magari anche un luogo che ospiti installazioni, mostre, manifestazioni? Solo un collegamento tra luoghi di interesse o spazio attraente di per sé?

La “piazza” è luogo d’uso pubblico ed è anche rappresentazione delle scelte che le amministrazioni fanno dello spazio pubblico. Piazza Castello, nata nella sua forma attuale dal Piano Beruto, ha una storia relativamente giovane, forse non ha un suo “genius loci” definito, ma certamente non è quello di arteria stradale. La sua pedonalizzazione può aiutare la città a trovarlo e a renderlo evidente.

 

Stefano D’Onofrio*

Presidente della Commissione Mobilità, Traffico, Strade e Arredo Urbano, Consiglio di Zona 1

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