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MINORI IN CARCERE: SI APRE IL SIPARIO

31 maggio 2013. Grazie al contributo della Fondazione Marazzina un sogno diventa realtà. A seguito di una storia personale drammaticamente colpita negli affetti più cari dalla perdita prematura di tre figli, il fondatore si è speso per aiutare i giovani, soprattutto quelli in difficoltà, e ha condiviso il sogno di rendere agibile il teatro dell’Istituto Penale Minorile Beccaria, intraprendendo un progetto di ristrutturazione di questo spazio chiuso per oltre un decennio all’accesso dei detenuti per mancanza dei requisiti di sicurezza.

In sala, per assistere agli intermezzi teatrali e musicali tratti da ‘Romeo e Giulietta’ interpretati dai minori ospiti, gli invitati delle grandi occasioni, a partire dal Sindaco di Milano Pisapia, che dopo il taglio del nastro ricorda brevemente di essere tornato a casa. Quarant’anni fa lavorò come educatore nel carcere minorile Beccaria, trascorse giornate e nottate dentro quelle mura e conobbe in prima persona l’impegno e la sfida di mettersi in gioco con minori in difficoltà. Un impegno corale di educatori, insegnanti, agenti, volontari, con l’obiettivo del reinserimento pieno, stabile e definitivo nella società dei giovani ristretti.

E sono in tanti a tornare a casa in questa occasione: la moglie del grande direttore dell’IPM Antonio Salvatore, che ha condiviso per anni a fianco al marito la vita con i giovani del Beccaria; don Gino Rigoldi, testimone di quarant’anni di esperienze con i ragazzi difficili, che hanno bisogno di figure significative di adulti di riferimento per riappropriarsi del loro futuro, della loro vita bella e buona; Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano, che nella sua breve esperienza di educatore al Beccaria più che aver insegnato è consapevole di aver imparato molto.

Promuovere lo studio e la divulgazione dell’arte teatrale come strumento di intervento sociale è obiettivo comune degli insegnanti, degli educatori e degli animatori del laboratorio di recitazione della compagnia teatrale Puntozero, l’attore e regista Giuseppe Scutellà e l’attrice Lisa Manzoni, che da oltre dieci anni lavorano all’interno del carcere Beccaria, insegnando ai giovani detenuti i mestieri del teatro: macchinista teatrale, tecnico luce, sartoria, fonico, operatore di ripresa, trucco, recitazione. Laboratori che nel corso di questi anni hanno permesso a molti ragazzi di trovare opportunità lavorative in strutture come il Piccolo Teatro, il Carcano e altri teatri milanesi e nazionali.

Grazie al sostegno della Direzione dell’Istituto Penitenziario, della Polizia Penitenziaria e di tutti gli operatori che hanno condiviso questo sogno di recuperare il teatro interno al carcere, da oggi i ragazzi hanno a disposizione un vero spazio teatrale dove sarà possibile seguire i corsi e mettere in scena gli spettacoli. La ristrutturazione e gli interventi migliorativi proseguiranno con l’ulteriore obiettivo di aprire all’esterno il teatro e di offrire una programmazione teatrale e musicale al territorio. Per dirla con l’assessore Pierfrancesco Majorino, ora bisogna coltivare il sogno che questo luogo di cultura e di socialità si apra alla città.

Il mio personale ringraziamento va a tutti gli insegnanti del Centro territoriale permanente che dirigo, che ogni giorno con la loro professionalità e con la loro generosità umana concorrono a coltivare e a sostenere tutti i progetti educativi destinati ai minori ristretti.

 

Rita Bramante

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