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EXPO 2015. NUTRIRE CDO. ENERGIE PER CL

Chi nutrisse ancora dei dubbi dopo la ker-messe di Villa Erba può tornare a casa sere-no. In fondo i dubbi, salvo che per i seguaci di polverose dottrine filosofiche spazzate via dai signori delle certezze, fanno male, rendono insicuri, deboli e sottomessi. Oggi invece una certezza l’abbiamo: Expo 2015 è una faccenda di Comunione e Liberazione ma soprattutto del suo braccio secolare, la Compagnia delle Opere.

A Cernobbio si è capito chi conta e perché. Che il Celeste sia arrivato in elicottero fa parte della passione per il volo dei potenti: non tutti possono permettersi il jet,  come Don Verzè, e poi diciamocelo, l’elicottero è più maneggevole, è una sorta di Smart del cielo, lo parcheggi ovunque. Un elicottero Agusta 109 da 5 Passeggeri + Pilota – costa solo € 38 il minuto e per il volo, compresi gli avvicinamenti immagino un 100 minuti tra andata e ritorno da Cernobbio, insomma solo 3.800 euri. Che sarà mai! Ma non fa sorridere.

Non fa sorridere perché chiarisce una volta per tutte di che pasta son fatti i nostri governanti e in che considerazione tengono la forma che per loro non è mai sostanza. A Cernobbio si parlava, però, di fame nel mondo e forse non era il caso di rintanarsi addirittura nel Monastero di Bose da padre Enzo Bianchi, ma di vie di mezzo ne avrei un pacco da suggerire. Insomma, cominciamo a far festa poi si vedrà. D’altro canto Villa Erba è una sorta di dependance di Fiera Milano Congressi dove Maurizio Lupi è amministratore delegato e vi fa svolgere tutte le manifestazioni che in un modo o nell’altro riesce a dirottare. Va da sé che nel board di Fiera Milano Congressi si entra dalla porta di CL. Se non ci fosse da piangere credo nei prossimi tempi potremo dedicarci a capire chi nell’affair Expo è targato CL e CdO.

Ma detto questo, che non è una novità per la Lombardia, anche se qualche bello spirito nega che vi siano rapporti organici da CdO e CL – “noi siamo un movimento ecclesiale e spirituale”- e tuttavia qualche libro a soggetto c’è nelle librerie. Molti studi di architettura milanesi stanno facendo domanda per diventare anche loro movimento ecclesiale: chi sa mai che basti per essere invitati a progettare qualcosa per Expo, le piccole imprese, quelle non associate alla Compagnia delle Opere, sono ormai centri di meditazione.

L’aspetto che mi preoccupa è anche un altro: ma che diavolo di Expo faranno lorsignori? Per il momento si è capito che ci saranno 400 milioni d’investimenti tecnologici per fare di Expo2015 la prima Ciber-Expo. Per il film Avatar si è speso meno. Avremo robot, realtà virtuali e muri elettronici. Expo potrà essere visitata in remoto da tutte le parti del mondo, sarà un’orgia di cuffiette, visori, tavolette. un gigantesco videogame che altri non ce n’è, una piattaforma informatica innovativa, avveniristica. Insomma un’expo virtuale prima di tutto. Perché allora comprare tanti terreni? Me la vedo da casa.

E la fame nel mondo? Beh agli affamati offriremo del cibo virtuale, un’agricoltura virtuale, potranno nutrirsi via internet senza muoversi dal loro Paese. Così va il mondo. Formigoni si è anche accreditato dei rapporti con i Paesi espositori con i quali, giustamente fedele alle sue abitudini, cercherà di intessere affari, speriamo più decifrabili di quelli petroliferi d’antan. E la fame nel mondo? Beh era la ciliegina sulla torta anche se un po’ piccola per il miliardo di affamati nel mondo. Il Comune che fa? Giuliano Pisapia ci ha ripetuto qualche giorno fa: “Non lasciatemi solo!”. Siamo tutti qui, basta un fischio.

LBG

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